sabato 26 maggio 2012

fatum

(Roma,mentre darkòn delirante espone il suo giovamento)
(casa di un vecchio senatore)

Egli ,girato,riponeva a posto ciò da lui impiegato ,non avendo altro da eseguir  finché ,dietro di lui, sospir di fata sentì emanarsi nell’ aria afosa al quale voltandosi rispose, ma di tal sospir non sentì continuazione ,sebbene ne comprese l’ origine avendo ,davanti a lui, colei che del protettor di Roma aveva ruolo , essendo dea .
Ella parlò d’ anticipo
<<quando un uomo dovrebbe servir gli dei ,o mortale?>>
Immacolata ,avendo soave e sol alla vista vezzo causante(ossia che ha un volto causante alla vista una sensazione che si avvicini a quella di una carezza,tutto,qui ,è riferito a volto,a loro posteriore)  in volto eburneo, come mai era prima  insieme alle braccia volteggiava lasciando che flutti d’ energia bianca da lei uscenti si spandesser armoniosi  per l’ alloggio
<<sempre (comprende  ,dal modo in cui è apparso,la divinità dell’ ente irrotto,dalla luce non capisce che lo stesso è Venere),o divin essere>>
<<alzati(essendo lo stesso abbassato, dovendosi declinare ad ella),che gli dei ti possan chieder un servigio che spetta a ogni mortale ,alle volte o altre, ricever>>
<<(mi ordini)tutto ciò che nel cuor le stringe, essendo la vostra beatitudine altresì la mia>>
<<che colui che emetta(e) gemiti  venga
da te ospitato mentre tu ad egli ,per voler del fato e mio,insegnerai ogni nozione tu conosca ,senza esitar minimamente, affinché possa egli di Roma esser servo e militare>>
<<che sia adempiuto >>
S’ alza ,l’ anziano , accortosi di Darkòn piangente e commosso ,uscito dalla casa, mentre esaltava Venere che(lo) amava ,lasciando che egli capisse chi la dea fosse dal modo in cui egli si espresse  ,benché per volontà d’ animo ,chiese ,preso dal dubbio(voltandosi verso Venere radiosa)
<<colei di cui esalti le gesta è Venere ,nostra padrona?>>
<<sì(si girano sentendo un rumore) [dalla luce radiosa e abbagliante ,ricoprente il privo di vesti corpo, ella rivela la propria essenza(mostra,Venere, il suo ignudo aspetto) dilaniando quasi ogni schermo di lei osteggiante l’ aspetto,benché sol la luce fosse l’ unica a renderlo oscuro(poet. Qui s’ intende che il fatto che la luce renda inosservabile il corpo d’ ella rende lo stesso in uno stato   nel quale avrebbe il corpo medesimo assunto stessa condizione essendo oscurato)]>>
Agghiacciato, contemplò il corpo denudato d’ ella ,formoso ,privo d’ ogni segno dell’ essere putrefatto  dalla  vecchiezza ,benché di tale immagine poco fu il tempo d’ afferrarne ogni peculiare(sostantivato) , essendo la stessa collassata in se stessa dopo ciò che Venere voleva che accadesse(Venere ritorna nell’ olimpo)
Sospira come se qualcosa di irraggiungibil gli avesse trapassato il petto (poet.)ma,ripresosi essendo il dovere di servir prima di tutti,  chiamò il ragazzino pur non sapendo come spiegargli cosa era a lui apparso allora ,non avendo cognizione del modo in cui da tale situazion uscire,affermò che il fato a lui tale missione aveva affidato ,essendo Vener nuda,prima ricoperta da venerabili spoglie(nell’ accezione di ‘ ciò che la cute può ricoprire’) ,a lui mostratasi in quanto messaggera del voler dell’ intangibil  destino.
Ed egli comprese ,percependo il di Venere potere, dea che in tutto fuoco ardente infonde ,essendo lo stesso a smuover ogni essenza. Egli ,avendo presente ciò dal fato chiesto,avendo nei pensamenti(arcaico,pensieri) la gravità(nel senso di importanza ,rilievo)  dello stesso,con zelo lo educò fornendogli ogni tipo di nuova che egli non conoscesse ,mentre lo educava alla politica ,essendo senatore egli e alla militar vita ,come  era richiesto, mentre egli cresceva addolorandosi ,d’ altronde,del difettar (mancanza,difettar in teoria qui non andrebbe tanto bene ) di coloro che l’ avevan concepito,pur essendo consapevole d’ aver posto in essenza(in essere,poet.)  la brama  de’ parenti  ,sebbene nel cuor sapesse,oramai da periodi oblunghi(da molto tempo,anche qui periodo è utilizzato teoricamente male ma preferisco fruire di questi termini per motivazioni artistiche),che lì non li avrebbe amaramente(riferito,l’ avverbio,a comprendere) incontrati, benché fosse gaio ,avendo scovato posto nel qual  ciò che asserivano in parte fosse vero ,essendoci espression di civiltà e pace che prima mai,nel mondo scuro al di fuori di Roma, poteva risiedere,avendo lì ricordo del padre e della madre

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