eppur lo convinse di modo ché ,scesi , verso Roma magnifica si potessero dirigere ,centro del mondo, capitale dell' impero oltre il quale sol buio albergava dal qual egli stesso avea origine essendo di barbara stirpe.Allor ,l' un con l' altro stettero benché lui ricordi ciò accaduto benché assuefatto dai poteri della dea ,quella che ,conducendolo ,sapea vi fosser dilemmi, dilemmi che le ottenebravano la mente poiché il destino voleva più di ciò che ella stessa avesse immaginato benché lo rimuovesse, scaltra nei modi per tale conflitto, la Venere che ivi a lui si mostra , fanciulla d' oltralpe l' aspetto(dall' aspetto nordico). Finché pervennero ai confini di Roma presso i quali guardie dalla folta copertura(l' armatura) affermarono notandone strano aspetto
<<qual di voi qui s' avventura?Folle?>>
<<ma come?(finge Venere tentando d' ingannarlo) Io e lui ,usciti presso l' altra porta, ci dirigemmo a raccoglier l' Aquila qui giacente ,almen da ciò che asseriscono i vecchi(del villaggio, si riferisce ai villaggi vicino al confine) per cui ,essendo di romana origine, non abbiamo fatto che asservir noi stessi al disegno divino che Roma vuol prima fra tutte(le città)>>
<<e qual sia motivazione,(si ferma avendo un incedere proprio ,personale) per la quale tal ottenebrare a me o tenere all' oscuro gli altri di tal così rilevante avvenimento? Qual sia(cosa) tanto grave che t' ha reso muta?>>
<<ma , o soldato di roma servo e militare, qual possa esser motivo se non roma stessa? Qual possa esser ardore che mi ha spinto ad andar da sola se non con un ragazzino di mia compagnia se non quello che guida ogni romano accecando l' animo d' ogni altra consapevolezza che in tal caso m' avrebbe permesso di chiamarvi? Come pretende che io abbia tal consapevolezza, tal ponderato agire, se Roma tanto mi spinge ad agir? >>
<<come posso risponderti se esprimi tal sapienza? eEntra o ragazzina e tu , o giovincello , affinché Roma eterna di grazia v' illumini>>
( entrati , dopo giorni)
Viaggiavano avendo sol pensiero rispetto al latino che accuratamente imparava pensando al padre che , stando ai discorsi di lei e della madre, che anch' esse inconsapevoli lo avevan condotto a tale immaginazione su Roma, doveva esser lì locato insieme ai parenti, alle speranze di lui che riponeva in Roma gloriosa ed infatti,fatto accesso alla Città dopo mesi e mesi di marcia,gemeva il germoglio delirando parole sfuggenti
<<o Roma, mi prostro davanti a te, io che a te ho anelato , o eterna tra le tante , o splendente e centro del mondo alla qual tutto tende .Perché? Perché sol ora di te posso scorger magnificenza , hai lasciato che io veda uccisi i miei cari , mio sogno , mio ardore, mia stessa esistenza poiché tal rimane unica via di chi, come me, sol questa può ammirare impuro non potendo divenir parte di essa stessa così come lo sono color che di sangue son tuoi(ossia i romani) per cui mondami , rendimi puro , purgami col tuo stesso imperio affinché possa ritrovar i miei cari(lui è convinto,avendo ancora undici anni ed essendo illuso da Venere e dalla madre morta, del fatto che possa rivedere i suoi cari servendo Roma per cui la descrive in maniera evanscente ,eterea ,metafisica)>>
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