martedì 19 giugno 2012

cap3


(Darkòn scintillante d’ armatura scende a terra ,lasciata la nave lui trasportante)(d’ armatura qui è limitativo rispetto a scintillante,ossia limita il modo in cui  è scintillante)(sbarcano volendo eseguire incursione veemente dal luogo in cui i barbari di essi non si accorsero della presenza)
(Darkòn)<<le spie ,m’ hanno accennato, hanno avvistato una cittadina  marina al lato della nostra compagine>>
<<si ,senatore,essa ancor distanzia(poet. è distante)>>
<<rammento di aver preso tale decisione benché il tempo ha obliterato le specificità della stessa,benché or sappia dove destreggiarmi  ,dovendo ,per primo atto,  assoggettare asserragliando   la cittadina insieme al dominio  dalla stessa supervisionato(ossia ai territori  che governa la città) >>
tutto ravvisava un esser realizzato della mission con etica e moral che Roma imponeva benché ,pervenuto al villaggio,qualcosa notai tra le folle moventi(qui si passa dalla terza alla prima persona singolare,sta raccontando ,in tenda,il suo avvenire )
<<invasori!invasori!>>
ciò sentivo rimbombar nel mio capo  ,così tradotto  da colui che davanti a me era ubicato ,mentre io stentavo a creder come la Roma eterna e immutabil ,se non in favor di  grazia maggiore,ma difficilmente raggiungibile tra i barbari, possa esser così definita(ossia gridare il termine invasore,s’ intende che Roma s’ evolve sol in funzione del divino) ,benché la stessa luce apporti tra i popoli ,privando della vita sol chi di essa cerchi lì abbattimento ,benché compresi il motivo  ,quando intravidi tra i romani gloriosi  chi ,piegati  i nemici in arme,con spada tratta  falciava le vite di chi ,civile, ricchezze serbava nel petto ,timoroso del proprio avvenire, ed io compresi la Roma che cercavo come fosse distante dalla stessa la qual sol di nome avea somiglianza ,lasciando a focoso odio altre azioni che ,da tale immaginazione da lui fin nell’ animo figurata,si discostassero(si passa velocemente tra considerazioni dell’ autore e vero parlar di Darkòn)   ;allor ,visto un zerbino   esser lacerato ,strascicato  nel fango ,allontanatomi da chi sol parole  traduceva trascurando pulsioni,ad egli mi avvicinai delirante ,con cuor lacerato per prostrazione(di quello,del ragazzo)  ,piangendo e affermando tali parole dopo che con  abbraccio sfogante lo irretii.  prima che  m’ assestai davanti a lui, assorbendo(psicologicamente) lo sfregio  sanguinate nell’ animo
(dopo l’ abbraccio dopo il quale  [è]in posizione  immota , piangente, poggiato sulle gambe piegate con ginocchia a terra)<<come può Roma così lasciar che bambino innocente muoia a causa dello star vicino a romano che sol suprema luce avrebbe dovuto addurre?( gli palpa il viso sanguinante lasciante la vita per l’ imminente morte)Avrebbero dovuto morire coloro che di Roma si opponevan all’ arrivo ,non tu che or ,vicino alla morte,attendi invano(ciò che Roma avrebbe dovuto arrecar nell’ animo di chi ad essa si annetteva ,essendo nei suoi territori)(lo abbraccia).Scusa ,scusami o ciel,o Giove,fulminante lo spirito,  il procurar pace non credevo portasse a ciò ,eppur non posso lasciar che tali ingiustizie si ripetano,sebbene ho compreso come Roma non fosse purgata ,essendo  della divina stirpe che l’ uomo avrebbe dovuto al ciel condurre;no(attende pensando,rinnegando l’ accaduto), è quel soldato che così ha effettuato ma mai un Romano attuerebbe ciò ,essendo i suoi discendenti così dettanti da Venere aventi divino  insegnamento …..(si gira per adocchiar il comportamento altrui)(lascia il corpo alla vista  lugubre di ciò a cui crede non dovrebbe assistere) (si siede a terra riflettendo mentre il pianto lo assale)Come è possibile che ciò a cui credevo si  dissipi?Nell’ oblio dei miei soldati  s’ è locato lo splendor di Roma ,tra tutti imperitura, essendo forse qui guidati (ossia in territorio barbaro), poiché non posso pervenir alla conclusione stando alla qual  da Roma ,centro del mondo ,capitale della luce l’ uomo conducente ,possan qui esser vivi coloro che ,straziando  volgo, issino il vessillo della romana stirpe ,senza che possan dallo stesso ricever lume fuorviante(fuorviante in senso positivo,ossia che conduce fuori dall’uman pensare) ,dal qual concepir  come la Roma ,che tutti ricercan essendo oppressi, non può render nulli i propri(riferito a tutti in quanto persone,ndr) sforzi e ideologie ,rendendoli manchevoli del civil agire del quale la stessa per altrettanto (ossia per civile,qui altrettanto si sostituisce a civile) regno ha necessità ,benché  ciò non accada ,sebbene  non ne concepisca la ragione>>
Ode grida,tradotte, di chi ,conquistata la città, bestemmia  a favor del popolo che prima di essa deteneva il governo, non avendo comprensione di ciò per il qual tali asserzioni  fosser dette, se non dopo aver notato masse dalle quali laghi di sangue sgorgavan irrequieti ,pur essendo gli stessi formati da civil persone morenti invano per l’ agognar(di beni ,si sottintende) dei militanti allor con tono sommesso afferma
<<che destin efferato  mi tocca? Cosa il fato lascia che  uomo un tal atto atroce  a se stesso adduca?Ossia infiammar di coloro ,di cui non volevo il perir,  i corpi ,essendo gli stessi privi di   respir vitale mentre il mio esercito esulta per vittoria priva d’ etica e morale che di Roma si esalta ,benché non comprenda come dall’ esser ottenebrato(rispetto ai principi dopo esposti)  di tal evento  non si possa estrapolar l’ essenza di ciò che civiltà suprema  vorrebbe causar nei conquistati dalla stessa,eppure  tutti esultan ridendo insieme al senato che di tale accadimento  solo la vittoria di Roma esuberante  per ciò saprà, benché tali morti rimarranno oscure nella storia insieme ai nomi ,all’ essenza  che non verrà più rammentata di chi ,qui morto,rimarrà come in un abisso nella consapevolezza di chi ,per la consapevolezza medesima ,terrà il peso dell’ atto oberante l’ animo incapace di trattener l’ ira ferale>>
(arde la caterva di corpi da Darkòn bruciati mentre per tal fuoco divampante le lacrime si profondevan allaganti)
Da quel momento,  pulsioni a favor dei principi  a far posto alla saggezza spariron ,cosciente egli dell’ agir ,del male che nel mondo  poteva esser presente ,sebbene il culto della Roma lucente in lui permaneva ,essendo speranzoso per la fanciullezza che ancor sicuro(riferito a lo)  lo spalleggiava(ossia il suo essere fanciullesco richiamava il suo amore per questi principi) .
Dopo di ciò, vagabondò ,non avendo scovato la ragion d’ esser del comportamento da lui scorto ,mentre morti(qui si va a descrivere il fatto che a Darkòn, pensante ad altro, sgomento  sembrasse che i morti a lui si avvicinassero,benché fosse il contrario) e mendicanti paressero ad egli  a lui passar vicino benché ad essi egli non volgeva pensiero, avendo come occupazione  il rifletter che impediva ad altro(pensiero)  di fuoriuscir col fin di condurre le proprie azioni in relazione alle circostanze che ,asserragliandolo, mutavan quasi eternamente.
Egli così si sedette sotto un arbusto  dal tronco elevato (un albero)  ,in attesa di qualcosa che di egli avrebbe potuto render radiosa  la mente, avendo in dimenticanza(poet. dimenticando) ciò a cui era predestinato dal senato, essendo l’ etica per lui ben più  straripante dal proprio controllo rispetto ad altro che ,emarginato,non poteva attutir di molto  le pulsioni raggiungenti l’ animo irrequieto(ossia l’ etica influenzava molto la sua persona) per cui ,riflettente, attendeva ,sebbene altro non scovò, se non la propria ira per l’ atto ,chiedente(riferito a ira) vendetta per i morti a favor della civiltà,essendo ancor giovine ,il ché lo sospingeva verso ciò guidato dalle passioni, ma il suo esser formale e sociale lo spinse a ritornar nei ranghi finché,dopo (del) tempo passato invano, egli s’ alzò dirigendosi ove altri dimoravan rinvenendo(nel significato di tornare)  alle sue attività,pretendendo(nel sign. di fingere) che nulla gli avesse trapassato l’ animo pur essendo cosciente che non avrebbe potuto perseguir nel sottomettere i suoi di colpa stati.
Intromettendosi tra  seguiti,(che lo seguivano,quindi  i soldati) aveva accesso a luoghi , non essendo suo scopo l’ andar setacciando  un qualcosa che di empirico potesse esser d’ ausilio, avendo lo spirito che si smuoveva introducendosi nei suoi movimenti di modo ché egli si rendesse conto dell’ accadimento(ossia anche i movimenti davano un messaggio ala coscienza di ricordarsi dell’ atto commesso)  ,essendo la pulsion ritornante di vendetta ,adombrata dall’ altro sé razionale , mentre egli con altri discuteva sul da farsi sopprimendo ogni istinto che potesse riemergere.
                           Cap.4(si ritorna al momento nel 2 capitolo raccontato)
Zelante ,partì l’ indomani non avendo altro con cui aver relazione  ,se non con tal missione  da Roma stessa proposta per cui,inarcato l’ esercito con esaltazioni(fig. nel senso di aizzato),egli si recò  lesto al confin dal qual celere si mosse ,perito nell’ equilibrar le condizioni a suo vantaggio ,benché non avesse nozione sul modo in cui  aver la meglio contro chi ,rispetto a lui, avrebbe avuto luogo e numero vantaggiosi alquanto ,benché animo ribelle misto agli ideali che lo stesso rendevan scattante ,aveva per lui il miglior modo per inarcar  fato avverso(ossia rivoltarlo in positivo) ,fidente  di ciò che Roma riservasse ,priva di sconfitte essendo egli stesso ricordante delle gloriose storie aventi lo stemma centrale(ossia il significato dell’ aquila,simbolo di potenza) di Roma nel significato delle stesse, esaltando l’ onor insieme alla democrazia del senato ,prima se non vera istituzione dovente il globo amministrar  per cui,a causa di ciò,non esitò nel condurre in macabri loci   truppe  , mentre (il)proprio fervore diffuse nell’ esercito stesso .avente ora anche di lui di Roma il glorificar nel sangue ,sebbene situazion disagevole  potrebbe in poco tempo esser di peso nella campagna,benché in Europa centrale l’ oriental avanzata devastò il tutto ritirandosi (dal punto di vista militare,sogg. la Germania,qui ritirare assume un significato quale fiaccarsi)al moderno assetto  al qual egli s’ accingeva ad acceder .
L’ armata,svigorita  dopo or di marcia,arrancava claudicando  ma Darkòn ,irrequieto e pimpante, insieme al suo esser scintillante e serio ,richiamati all’ ordine, asserì
<<come potete ,voi,cader per  mano nemica ,essendo in tale condizione così si mostrante(che così si mostra,s’ intende), non avendo concezion degli ideali che fin qui vi hanno condotto ? Dov’ è la Roma ,signora tra le città,che, avvampando gli animi, perconduce(poet.) il tutto a suo imperar ,essendo ella per ragion divina avente tale potere?Dove la scintilla d’ amor per la democrazia suprema che qui osteggiate(essendo fiacchi) ,come se la stessa non avesse alcun sede  nel vostro spirito ?   Volete quindi che tali regimi ci sottomettano  ,vessando anche le nostre famiglie al voler dei dittatori infami? È ciò che volete ?>> Asserì toccante Darkòn i cuori di chi di esso aveva udito discorso ,avendo adempiuto il fine  poiché ,avendo gli stessi ritrovato vigore,sorresser bene lo scudo aizzandolo  di poco ,per gravosa essenza ,verso il conducente ,non ottenebrando(non eseguendo male,s’ intende)alcuna movimentazione  .Soggiogarono villaggi senza alcun dilemma ,benché Darkòn medesimo intimava alla quiete,avendo terrore ,l’ animo flagellante, per ciò prima accaduto, essendo il suo inconscio pulsante  nei confronti di ciò(ossia dell’ evento di cui si sta parlando,ossia l’ invasione) mentre i suoi sensi di colpa avanzavano poiché sempre più morte trovava disseminata in ogni dove a causa di pugne ,i corpi recisi,a cui ,alle volte,lui stesso aveva preso parte ,affievolendo di poco il suo premer per Roma(costruzione poetica,il suo tenerci a Roma) che non diminuiva tanto da poter rendere nulla la missione a lui affidatagli.
Dopo poco ,avendo Darkòn arguito già da periodo assai distante che alcun impedimento costeggiasse la via, avendo quindi, con redini nella mano, agito conseguentemente(ossia in conseguenza del fatto che non ci sono impedimenti)  ,pervennero ben lontano da Roma, avendo oramai superato le cartine dal senato fornitagli, dovendo quindi affidarsi a geografi aventi poca esperienza   che giunsero all’ asserir che ,più a sud,era ubicato il mar vicino al quale Roma aveva altri possedimenti,trovatosi ,la stessa massa d’ acqua,al di sopra del mar mediterraneo vicino al qual Darkòn medesimo nacque , per cui, conclusero che ,nel caso in cui avessero complicazioni,avrebbero dovuto per di lì discendere fin al raggiungimento delle coste dalle quali traffici agevoli ,non essendoci disordini , erano destinati al rifornimento di Roma ma ,per onore, egli  s’ inoltrò deviando verso sud solo dopo che a sud medesimo non raggiungessero(avrebbero raggiunto) rocche  a Roma socie 
,divenendo caparbio   ,oltrepassando  i monti del Caucaso dopo mesi e mesi di marcia ,sebbene la sua compagine ,insieme ai suoi seguiti(ripetizione inutile dal punto di vista semantico), non avesse altro ,se non l’ aver difetto d’ ogni altra risorsa  per perseguir la rotta  ,essendo molto celere il loro detronar  masse(togliere a masse un re,ossia spodestare governi per quello di Roma)  ,non scovando altro che pochi villaggi,se non per(si riferisce al fatto che loro non avrebbero proseguito,non avendo risorse,se non…) il fatto che Darkòn ,con innatural spirito,  proseguì con esortazioni ,fidando in Roma , mentre nessuno osava di lui deporre il potere,  amandolo per la sua essenza unente la fanciullezza alla serietà colla qual lo stesso si esprimeva ,rendendo sublime ogni istante accompagnante loro.



                                                                Cap. 5
(India,Tempio,Sacerdote)
Sulle scale stava, non avendo altro da compier se non il rito nel  qual era intento ,per timor  de’ romani sul confine avanzati, essendo egli cosciente della potenza di Roma suprema  allora egli ,invocata la dea con  occulti riti e preghiere, attendeva dalla stessa risposta divina o segno dal qual percepir risvolto il quale accadde con luce ,da flebil elemento a insaziabil risposta  sul  buio , inondante la stanza in legno ,oscurata se non (ossia se essa non fosse dalle candele illuminata in parte) da candele, dalla quale(riferito a luce) donna dall’ albicante (volto) misto al candido del volto(dello stesso), insieme alle vesti, fece apparizion solenne con ,da vaga parvenza,  capo  percettibil  alla simulacro guisa(ossia come se fosse un simulacro)  .
Ella ,avvicinatosi al declinato corpo del vecchio stralunante ,asserì parole alate ma fuggenti ,sapendo che lo stesso l’ aveva chiamata affinché l’ invasion  di Roma fermasse dal celebre avanzar
<<sappi che io ,eterna fra le donne,di Roma disfarò  l’ esercito,mogli e  pargoli e chiunque a me si interponga ,avendo ella sfidato ira divina ,pur essendo ella stessa nata da tal stirpe(ossia da quella divina) per cui dimetti tali affari(si riferisce agli oggetti del rito intesi come perdite di tempo,quindi affari,ndr) pensando ai caduti, mentre sarò io a debellar tal stirpe che presso di  noi s’ avventura ,priva di prudenza>>
Sparita,l’ eterna tra le donne, dall’ oriental volto, apparve dove ella voleva che la sua immagine si mostrasse
(Mongolia,la dea,corte di una principe del posto,  tenda del medesimo,notte fonda ,egli dorme)
Dormiva irretito dalla guerra privante d’ ogni fonte dalla qual trarre riposo se non l’ abbandonarsi allo stesso,sopito nei sogni estirpanti l’ animo dalla material forma, perdendo coscienza quando,(segui le virgole anche se grammaticalmente non sono nella posizione esatta) accecante luce lo sorprese  nel suo fosco  meditare  , facendo in modo che lui,sguainata la spada ,s’ alzò balzante senza eguali per scioltezza ,benché davanti  ,più che nemico. un’ ammaliatrice donna dall’ oriental volto emerse dalle tenebre dal vespro circoscritte in tal luogo  ;appena egli disserrò gli occhi prima socchiusi, con  candido volto   delle purpuree serve che dimoravan con lui,  ella con volto ancor mondo  si mostrò al mortale essendo ella di celestial natura (purpureo si riferisce alle vesti dalle serve medesime indossate)
<<chi è colei che qui accede senza che da me  abbia autorizzazione, o sguattera che qui appari destandomi >>
Ma ella ,con calma trascendente sebben nella stessa decisione imperante s’ ascondesse,rispose emanando sospir di grazia(poet.) mentre un tuono ,al terminar della frase,ne determinò la risolutezza insieme alla divina potenza
<<sii tu mio servo ,essendo mortale ,ché mio padrone>> 
Egli comprese nel sonno(qui con ‘nel sonno’ s’ intende il fatto che lui agisce ancora annebbiato dal sonno medesimo) la sventura nell’ empio atto  , allora con volto perduto asserì sommesso
<<che di me laceri il corpo ,o dea;che la mia vita abbia fine  per tal affermazione>>
<<che la stessa non termini fintantoché il servigio da me richiesto non venga compiuto(altro tuono,la dea è severa e calma con volto freddo e attonito ma deciso nei lineamenti)>>
<<o mia dea, se ancor schiavo che morte merita serve alla vostra soglia ,ch’ io posso almen esser puro con ciò ,dal mio oltraggioso atto nei vostri confronti >>
<<và e che a Roma ,corrotta dai politici,ti diriga in arme commettendo strage senza eguali>>
<<che sia fatto ,allor domani partiremo come da lei  richiesto>>
Sparì riportandolo al sonno col quale l’ aveva scovato (qui è figurativo il pronome relativo) attendendo l’ alba in attesa di visionar  che egli,come fece,eseguisse la sacral pretesa .







Più avanzava più messi che da Roma lo raggiunsero asserivano che la depravazione  in Roma stessa dilagasse ,sebbene lui ,non accettando tali parole,perseguiva  sempre più ,pur nel suo inconscio avendo compreso che tale missione motivo affinché egli morisse si stava dimostrando,ma egli , ombrando ciò alla sua mente, ricercava sbocco nel suo turbamento per ciò che i messi della Roma medesima raffiguravano(i messi provenivano dai senatori a lui soci) ,con insistenza immane ,non lasciando (se non che)che  manipolo  ,se non spasmo smisurato per l’ estenuante passar verso il nulla per ampio sdegno  e sua ripugnanza, abbia  ,trasalendo,Darkòn, non appena si rendesse esplicito che  andasse infrangendosi il  suo aspirar(il suo aspirar a Roma pura)  , volendo demostrar(dimostrare)  a se stesso  come  per Roma avrebbe eseguito ciò dalla stessa richiesto ,non essendo (lui)a fiaccarla (come)colui che ,aggiogato dagli averi,ad essa non ubbidisca in quanto stella  l’ uomo spaurito sorreggente   nei confronti di chi lì ,incivilmente,pervenisse  esigendo dovizie (ossia i barbari). Allora  violenza inaudita prese il sopravvento ,guidata dall’ astio per chi di Roma aveva invaso(ossia lui sfoga la sua ira su chi ,ossia i barbari,aveva prima conquistato regni a roma alleati o terre della stessa)possedimenti , facendo dei barbari un sol fascio ,benché si trattasse di general schema(di pensiero,ossia modo di ragionare)  ;così ,in poco tempo,massacrò interi villaggi spopolando ogni regno nel quale aveva avuto ubicazione,devastando truppe ed ogni tipo di difesa che a lui tentasse di opporsi,essendo la fine di Roma di cui sentiva squittio(poet. ossia poiché sentiva la fine di Roma di cui la gente parlava) tra le genti,essendo prossima(la fine di Roma) per chi si informasse tra i ciarlieri ,motivo per il qual barbari avrebber dovuto pagar col sangue.

                                                        Cap.5
Ancora una volta con spada tratta ,entrato in un paesino,invase ogni vicolo ,essendo irato, mentre ogni individuo di lui nemico periva travolto al suo arrivo, per cui ,senza esitare, madri ,figli e nipoti massacrava con stragi ,sebbene qualcuno ne cercasse la fine(a tal strage),benché ,sebbene arroccato(nel senso di chiuso ossia il furore annebbiava ciò che o stesso avrebbe placato)  dal furore ,sentì una voce alla quale si girò turpe ,essendo per lui ognuno a lui avverso,  sebbene  s’ accorse che al suo ardere rispose la fanciullezza d’ una piangente fanciulla la cui madre ,da lui uccisa, giaceva al lato della stessa ,finché pose la spada e ne vide il corpicino ,essendone illuminato ,avendo dilemma ad esser osceno (qui osceno significa’ senza morale e confini della stessa coi quali delimitare il proprio carattere’,definizione mia per rendere ben comprensibile la concettualizzazione del termine osceno in tal testo che va a delineare il fatto che lui comprende che ammazzando la bambina sarebbe risultato osceno ) con chi a lui così s’ era presentato  ;comprese in tal momento come il suo sospinger  audace si propagasse  verso  chi non avesse  colpa ;lasciò ogni oggetto da lui portato ,reso in frantumi ognuno  tra gli stessi(stessi riferito ad ‘oggetto’)  degradabile a sua portata, finché parlò a colei dall’ oriental volto avente dolore in petto
<< Scorgo il  patimento interiore,quasi viscerale,che vincola  il figlio indelebilmente a colei che l’ ha generato,  causato dal mio brando ,sebbene indarno ti possa porger aiuto poiché a causa del mio livor contro te scuoto il mio strazio  lasciando che lo stesso ne diffonda altro a chi dovrebbe raggiante vita condurre  ma non posso lasciar che Roma cada per man di chi reputo barbaro ,non posso permettere a nessuno di entrar nell’ urbe che per vigliaccheria   nemica cade stando in piedi sol coll’ ardir  di chi dalla stessa non  si distolga(si allontani)   per cui ,non posso io frenar il mio avviluppante l’ animo  furore per tali cause, avendo Roma che prima fra tutte non deve ceder per i miei futili spasmi ,essendo colei per la cui esistenza immolazione umana ci s’ aspetta senza eguali poiché  se,benché sia impossibile,dovessi esser reputato colpevole  per ciò che io amo più d’ ogni altra cosa,facendo in modo che i miei sensi di colpa  mi premessero non avendo sfruttato di me ogni abilità che a Roma avesse apportato ausilio,allora morirei ,qui,davanti a te ,poiché non son degno di servir in tal terre,Roma ,suprema per grazia  >>
Ma ella,dall’ angelico oriental volto, essendo la dea a cui sopra ho accennato ,chiamata dal vecchio ,diretto uno sguardo mesto, lo osservò per un po’ per poi rimirar con maggior tenacia, finché allo stesso avvicinandosi non provando pavento per chi della madre aveva sradicato la vita ,ma con sguardo malinconico e saggio e cercante protezione ,lo abbraccia
(lui)<< come posso io aver attuato tal atto(allitterazione), così privo d’ etica per le mie ridondanti passioni avendo così dissipato  i sogni d’ una bambina che della madre cercherà il petto e quelli d’ una madre che nella figlia scoverà appoggio?>> era reso prigioniero dal fascino della dea ,travestitasi da mortale ,avendo la stessa adoprato   maneggi arcani   per  adempier ai suoi scopi
.Ella ,intanto,non accennava ad alcunché  col verbo  benché il volto della stessa tiepido ,sebbene mostrasse un ché di malinconico, affermava ciò che la bocca non poteva ,non avendo  per  eseguir ciò pudore e audacia ,con spoglie  di colei con cui aveva insostituibil legame vicino al proprio corpo insudiciato anch’ esso del sangue dell’ amata(stando a ciò che egli osservava,ndr) ,ma egli non comprendeva come potesse una bambina a ciò non piangere o urlar vendetta sguainando parole che ,prive di fondamento alcuno,avrebber reso manifesto il dissenso ,sebben’ ella con ciò non aveva legami ,essendo sol tesa nell’ osservarlo e nel seguirlo non appena ,mossosi,sfuggiva al suo sguardo ritornando lui all’ accampamento vicino non avendo intenzione ,dopo il raggelante incontro, di perseguir nella pugna  da lui condotta,come ella voleva che effettuasse.
Si sedette nella sua capanna quando nella stessa fece accesso la bambina medesima che lo tallonò  di nascosto notando,egli, che la stessa oramai ,pur non  proferendo alcunché,accennasse al pianto non riuscendo a trattener le lacrime uscenti benché ella ,con solito adocchiarlo, aggiunse nel vuoto del silenzio con inceder da fanciulla molto flebile(ella sapeva far l’ attrice)
<<non ho casa,dove vado?Non posseggo famiglia alla quale appellarmi;lasci che io poltrisca morente nei pressi del cadavere da te lacerato?Vuoi segregarmi  qui  ,non avendo suppellettil  alcuno essendo anche la mia dimora arsa nel nulla nel qual mi ritrovo?>>
 <<più tu mi parli ,più rammento ciò che io ho effettuato ,più comprendo come i tuoi gesti mi castighino  più delle semplici parole che avresti potuto aggiungere>>
(silenzio,poi riprende il dialogo da lui prima interrotto con una sua asserzione)
<<se ti lasciassi ,non solo non rispetterei l’ etica che mai ho seguito ma permetterei che il simbolo della mia disfatta possa morire ,non divenendo colei dalla qual si può trarre il fatto che io posso non esser solo freddo carnefice che tra le file nemiche stragi esegua, ma anche colui avente dal fosco furore ripresa audace dalla qual rischiarar se stesso .O Fanciulla,abbi pietà di me ,lurido che ammazza senza scrupoli e che ora chiede perdono solo dopo che vite egli stesso ha tratto alla morte mentre tu,unica viva al mio incontro,sii la mia luce alla quale appellarmi,dalla quale ricordar altra natura la quale mi appartiene,al di fuori dell’ uman peccato d’esser impetuoso in battaglia o in altro luogo e d’ aver ora lume ,sol dopo tali strazi  ,ma se tu,mio nuovo amore,possa lasciar che io manifesti l’ altro me stesso allora potrò viver felice con te… non so perché la ragione mi sfugge(l’ influenza mentale della dea) ma ,se esso è ciò che voglio nel mio animo,allora la stessa non può far altro che retroceder a favor di tal sentimento >>
(Dopo che rifletté per ore insieme alla fanciulla ,che immota lì attendeva, s’ alzò per portare  a termine la sua conquista,evitando morti con ritirata ,consultandosi con altri generali sebbene l’ adolescente  lo perseguitasse pedinando lui in ogni sua azione finché ,giratosi ,essendosene accorto,esigé   con stizza risposta esauriente
<<cosa ti spinge ad incalzarmi (nell’ accezione di tallonare,braccare) con incessante persistenza?>>
(i due si osservano poi è ella ad agir con palese affermazione)
<<non so dove recarmi ,avendo tu arso la mia casa,mentre mia madre lì giace morta , insieme a mio padre che lo era già(lo si riferisce a morto)  ,non sapendo  con chi condivider il mio tormento >>
<<perché ti avvicini ,senza pavento, a chi con brutal e barbaro  vigor e scabrosa essenza(essendo scabroso) ha fatto scempio davanti a te?>>
<<a chi appellarmi  essendo i tuoi soldati altrettanto efferati>>
Con occhi socchiusi  del comportarsi d’ ella trasecolò all’ indietro andando, non avendo mai concepito di una bambina tale agire abbracciante il reale ;non parla finché afferma stupito ,asservito dalla destrezza  (fig.)della dea
<<come puoi non mostrar afflizione lacrimando   alla morte di tua madre?>>
<<come tu(si sottintende il verbo potere,ndr) non versar lacrime alle morti di tutti coloro che hai trafitto a causa dei tuoi disagi?>>
(silenzio,lui abbassa lo sguardo e li occhi per poi,asservito psicologicamente ,affermare)<<ciò è vero,non credevo fossi già ,a così giovine età, così saggia,chi ti ha insegnato ciò?>>
<<qual saggezza serve a constatar le tue contraddizioni?>>
(scatta di un passetto all’ indietro sorpreso,li occhi sempre al di sotto,poi risponde)
<<allora perché non piangi?>>
<<sono abituata alla sofferenza ,a reprimerla nel mio spirito avente sol la stessa,come già accadde quando ,sempre a causa delle tue invasioni  disumane, mio padre morì>>(ella inventa per assoggettare il mortale,ingenuo alle sue parole ingegnate con complesse trame)
Si gira non avendo se non timore d’ osservarla pur focalizzando  sull’  iride(i) scarlatto(i) (lett. Sugli iridi scarlatti)  ogni suo percepir
<<Cosa vuoi ,da me ,quindi?>>
<<esser gaia>>
<<e perché a me chiedi ciò di cui io stesso ti ho privato?>>
<<è colui che più ammazza che prima potrebbe  divenir maggiormente consapevole della vita umana,sostenne il saggio del villaggio>> Ella sfruttava la saggezza della qual ella stessa,pur essendo dea,poco era consapevole  dimostrando di non applicarla inviando truppe  all’ avverso fronte sebben sapesse suggellato nel suo corpo ,intrinseco nel conservar ciò ch’ adombriamo a noi stessi  ,ridotto all’ obbedienza   da nazionalismi e pulsion di vendetta ,che ciò ch’ effettuasse fosse errato
<<capisco,spero che tu abbia ragione visto che ,non potendo ritornar al tempo passato ,posso accontentarmi solo di ciò che tu mi garantisci adducendomi speranza  ,ma  ,tu,(nel parlato lui effettua tali pause benché dal punto di vista grammaticale siano errate,ndr)hai compreso ciò che tale saggio ha asserito?>>
<<no ma so che in tale circostanza possa essere fruttuosa tale frase poiché questa mi è stata sussurrata quando sono nata e ai miei genitori,così ,da quel momento,me la riproposero sempre essendo fonte divina >>(lei sa il significato rinnegandolo ad ella stessa e occultandolo  anche per non mostrar troppa saggezza a un mortale potente comprendere il suo stato inventando tale sotterfugio col quale giustificare la conoscenza di saggezza universale)
<<capisco ,non riesco con te a essere altro se non freddo,almeno oggi ,comunque puoi assistere a ciò che effettuo,a meno che  non mi turbi coi tuoi ingegni spiazzanti qualunque mortale  a raggirar provi ,scovando sostanza(significato del discorso), i tuoi destreggiamenti coi verbi  (lui non sa che è una dea ma realizza una iperbole che si avvicina al reale)>>accrebbe il suo parlar con tale chiusura alquanto priva di sentimento  che rifulga nell’ oscurità dell’ azione(inteso come circostanza questo azione) ,se esplicata a un pargolo del decimo anno  ,benché apparisse che l’ oculatezza d’ oriental origine le fosse permeata .Quella notte non riuscì ad aver momento abbastanza in quiete per poter socchiuder occhio stabilmente  avendo in mente ciò che era successo non riuscendo ancora ad avere una completa concezione d’ ogni accadimento e stato emotivo, quando gli ritornò alla mente che già atto simile a questo fu da lui effettuato e come lui stesso da ciò non aveva appreso il suo torto commettendo errore senza aver ricavato alcunché dall’ esperienza passata, benché lui volesse trascendere dalla stessa per cui contemplò dormiente la bambina prossima  al posto sul quale egli giaceva   nelle notturne ore avendo in mente la domanda grazie alla quale dubbio sulla propria crudeltà gli venne ,non avendo cognizione della  possibilità di  punire colei che aveva nell’ aspetto forme angeliche essendo pura in quanto semplice fanciulla    ,come la dea coi suoi incantesimi faceva in modo che egli credesse rendendo tutto d’ un fascio senza sapere ,accecato dalla commozione per l’ elevato volto dell’ ella, come sol una tra le tante avesse tal aspetto ,benché tali accadimenti credeva,all’ inizio , ne avessero già deturpato  l’ essenza essendo a contatto con simili barbarie sebbene ,adocchiata nella sua fanciullezza , trascendente, egli non riusciva a scrutare tale contaminazione da lui dedotta,per cui sol il di lei capo lo rese puro ,lo rese consapevole dei suoi errori purgandolo del suo peccare mentre palpandole il volto amò quel virgulto(inteso al femminile)  come mai aveva realizzato, così il suo osservarla  schiuse il suo cuore dalla freddezza la sua vita imponente (che impone,s’ intende)non riuscendo così a effettuar altro se non piangere patendo con gemiti per le sue azioni ,avendo coscienza tale da comprendere  che la fanciulla da lui dovrebbe essere allevata non potendo lasciarla a passante o a persona della qual non si fidava essendoci  per lei estreme pulsioni dirompenti nell’ animo  nel qual  sospetto e voglia dell’ averla nel suo supervisionare ardevano insieme in un tutt’ uno che gli impedirono di lasciar che la stessa volasse via come la vita di colui del qual lui stesso aveva fracassato il cranio(questo colui è generico,riferito a un ipotetico nemico contro di lui andato e da lui affrontato). Quand’ ella si svegliò notò l’ aspetto di Darkòn la cui testa sopra il volto di lei aleggiava ma ella non mosse(fig.) parole o volto in attesa di un di lui scostamento ,benché permasero  immoti per  incessanti  momenti non volendo egli sradicar  lo sguardo dalla bambina che tenera lo osservava malinconica finché ,udito il richiamo da parte d’ militare chiedente supporto,fuoriuscì, egli, mentre lei lo costellava della sua presenza(qui costellare assume un significato molto ma molto esteso infatti letteralmente può significare cospargere qui inteso come cospargere della propria presenza,quindi si fa riferimento al fatto che la presenza stessa vada ad incidere nell’ animo di lui come se l’ essere puro d’ ella lo ‘ cospargesse’ della sua essenza accompagnandolo) sapendo che egli le sue mosse conoscesse.
Doveva decidere se localizzare in posizion tendente all’ avanti le truppe o di lasciar che le stesse qui nel vuoto languiscano le pene dell’ ozio  ma aura d’ ella ,da dietro emanata,impediva a lui di optar per l’ usuale(ossia di perseguire nella avanzamento) essendo la dea di questi poteri capace ,rendendo egli direzionato(fig.),in virtù del fatto che per tempo avesser loro marciato,verso  il terminar tale giorno riposandosi dimodoché avrebbe egli perso tempo nel momento in cui avrebbe saputo di dover a Roma tornar per l’ arrivo dei mongoli da lei chiamati in appello non avendo altre risorse con cui condurre guerra.
Mentre ciò accadeva Mongoli lesti scorrevan per la Russia senza che esitazion ne frenasse la via (qui via inteso come passaggio)  saccheggiando con smodati  scempi  ,essendo barbari,tutto ciò che trovavan in mezzo al lor cammino senza che frammento di luce radiosa li rettificasse  verso la  via(qui l’ articolo la ci fa comprendere di che tipo di via si tratti) avendo in mente il fatto  che ,raggiunta Roma e rasa al suolo la stessa,avrebber dovuto proseguir per l’ impero per racimolar ricchezze avendo sol sulle stesse pensiero incessante mentre oramai si mossero  vicini all’ Europa tremolante  dopo mesi e mesi di marcia  durante la quale  ella con arcani poteri Darkòn soggiogava sotto la sua divina potenza .
Cap.6
(olimpo,Venere,passano mesi e mesi)
Ella passava ,irretita dall’ osservar il suo divino aspetto ,come sempre aveva compiuto presupponendo di Roma l’ eternità alla quale ella non avrebbe dovuto strutturar altro al fin del mantenimento della stessa(ossia ella riteneva che Roma,essendo per lei imperitura ,non avrebbe necessitato dagli dei alcuna vigilanza )  mentre qualcosa la turbava come se il fato la chiamasse finché ,sospettosa, erse il suo capo dal basso essendo ella intenta a specchiarsi volgendo lo stesso dopo verso i  mortali avendo sospetto chiamato dall’ istinto allora ,entrata in senato,sede del potere che sorreggeva,primo ad esser setacciato in caso di divin sospetto per suo ergersi centrale , comprese ,sentendo ciò che il fato ,avendo presente il suo ruolo, aveva predestinato      affinché del futuro almeno del  prossimo avesse certezza , le parole(cmpl. Retto da comprese) ,sciabordanti(sign. est.) il suo animo,dei senatori corrotti fin nello spirito
(senatore)<<Come è possibile ,miei cari,che noi, del centro dell’ universo capo, non possiamo ostentar maggior ricchezze per la gloria di Roma dovendo pagar militari ,vicini ai barbari assetati di sangue e quindi con questi aventi contatto?>>
<<che ciò sia vero non lo metto in dubbio fintantoché abbiamo reso nulla l’ opposizion populista ammazzando i senatori a Darkòn vicini ,essendo gli stessi  in tal modo impopolari da poter aver morte lesta e sicura , rammentando che per pochi (questo ‘per’ va a  tradursi come riguardo,nei confronti di),con false accuse,hanno l’ esilio in quanto disposizione civile >>
<<E così alle volte nelle quali Di Roma il potere venga frastagliato noi ,intervenendo,ne abbiamo impedito l’ attuazione col fin di aver sotto il nostro imperio Roma stessa per cui ,avendo noi tal potere,nessun ci impedisce leggi che favoriscano il ceto >>    
Ella comprese irata come il suo abbandonar Roma avendo pensato che la stessa possa da sola comandarsi sia stato un’ errar  grave mentre vision di Barbari al fronte le venivan in mente conoscendo il fato chiamato dalla mente alla coscienza della donna ben adornata  per cui ,avuta tale figurazione ,decise di chiamar in fretta Darkòn di cui conosceva la locazione essendo una dea per miracoloso tentativo di aggrappar Roma prima che la stessa nel baratro da lei stessa creato raggiunga la morte
     
Egli temporeggiava ,attanagliato  da ella raggirante  la sua mente con riti malsani capeggiando  ,all’ oscuro , le truppe mongole affinché s’ affrettassero non avendo intenzione di aver rischio in tale missione benché ,al lume delle sol candele e lanterne   ,dopo che quasi un’ anno era passato,Venere gli apparve nel sonno con tali verbi (latinismo,si traduce con parole) ,smossa sull’ avvennir di Roma
<<svegliati,o pazzo,mentre qui tu giaci ,innocuo, oramai a Roma il senato ,corrotto,corrompe a sua volta ogn’ altra istituzione mentre nemici ad essa si avvicinano già oramai troppo poco distanti affinché tu li possa raggiungere,  avendo dominato in  tempo(essendo più veloci)  Roma ,eterna per gloria, dormendo insaziabil(darkòn sogg. Di questa  subordinata) del sogno(ossia del vagheggiare) in tal posto, per cui raduna le tue truppe sperando che non sia troppo tardiva tale strategia , aggirandoti  invano per le vie d’ una Roma rasa al suolo poiché oramai ,essendosi già appressati,non potendo tu contare sul senato,solo la fortuna tua maestra ti guiderà dove il fato lì vuol che tu vada>>(lei conosce solo  il futuro prossimo avendo il fato solo di esso rilevato scorcio)
<<ma ,o Vener mia protettrice,come puoi affermar che senato ,divina istituzione, si macchi di tali misfatti  senza che  nessun dio lo attui di proposito infiltrandosi nelle sale del senato marmoreo portando sventure a colui il quale incontra>>
 <<tra l’ appestata di turba politicanti ,alcuno avrebbe adempiuto a ciò che onesto uomo tra gli altri avrebbe  >>
<<che il cuor mi si spezzi se tanto immensa istituzione possa così nel baratro dell’ inconsapevolezza sulla divina Roma discendere  mentre i nostri avi vengono così insozzati di tali infamie avendo anch’ essi responsabilità per chi non conosce le gloriose gesta di chi mi ha preceduto in confronto a tale agir >>
(s’ inchina a Venere ,dalla grazia eterna ,abbagliato dalla sua venustà)
<<mi scusi ,o venere eterna ,se io inconcepibilmente ho servito la Roma che or non sa dove acquisir arcaica possanza essendo io imputridito da futil enti dalla vita terrena offerti  non potenti risalir  alla potenza di Roma,suprema tra tutte >>
Ma ella ,fredda non avendo mente colla qual sentir tali parole essendo nell’ animo incollerita  ,aggiunse
<<taci o mortale ,avendo tu errato, per cui ,al posto di sprecar  tempo in manie che poco Roma possono ausialar, che si   adunino   truppe  d’ ogni stirpe   affinché marce estenuanti verso Roma attuino non essendoci altro che sperar >>
<<subito ,o mia signora>>
Egli,rinvenutosi dal sonno dalla dea apportato,comprese essendo antiche pulsioni riemerse avendo ella occultato alla sua coscienza ogni pensier che  la beltà della fanciulla non concerna ,mentre Venere ,non fidandosi di chi per tanto  aveva esitato, trasse decision quasi efferata (per un romano non avere la fiducia di venere era un accadimento molto traumatizzante per cui l’ aggettivo efferato va a tradursi come un ‘ azione che dal punto di vista psicologico muove quasi violenza verso l’ onore e la dignità di Darkòn)   di pedinar l’ uomo  mentre egli procedeva a radunar ogni sua forza a lui alleata  ,sebbene ,timorosa, la dea oriental ,nella tenda dormiente,aizzatasi dopo che Venere oramai s’ era dissolta nel buio, uscì dalla tenda,avendo oramai già coi nemici tramato  ,notando come Darkòn ,non affetto dai suoi malanni, racchiudesse il suo vigore  appellandosi a chiunque in giro avesse credenze per una Roma oramai distante da chi per tempo per desideri fallaci oziasse  per cui optò la dea di atteder prima di agire volendo scovar momento nel qual opportunamente avrebbe infuso i suoi poteri nel corpicin del mortale che gli servissero per asservirlo  nuovamente  ma maggiormente cercava e in minor modo riusciva avendo pietà per l’ ansioso esser di lui che tremolante per la colpe che si attribuiva a causa dei dilemmi che dilaniavan a Roma s’ infilava  tra le truppe parlando con rammarico finché di notte , dopo mesi e mesi di marce,rinvigorita dal fatto che aveva pensato che i mongoli complicazioni a causa del pervenir di lui avrebber, ritenne fosse attimo nel quale causar ciò che avrebbe attenuato malasorte nei suoi confronti  allora si avvicina ,con corpo da bambina,al generale,ancora ventiquattrenne,per ispirargli ancor tedio e spossatezza    benché ,appena lì  locata ,al posto sul quale dormiva,essendo nella stessa tenda,s’ accorse,spaurita,del fatto che egli avesse ,nel buio,occhi spalancati allora emerso un frastuono di non alta risonanza indietreggiò ansiosa mentre egli ,giratosi,parlò senza dilemmi
<<ti porgo le mie scuse  ,o germoglio  che nella mia tenda dormi non avendo io il coraggio,pur avendo di tua madre tolto la vita ,di affidarti a persona di miglior potestà ,se ti ho disturbata volendo sol tu,forse, per timor del buio, qui recarti>>
Emise un sospiro ,la dea ,credente nel peggio,mentre solo una guardia,avendo accesso nella tenda con sospetto ,da Darkòn rassicurata,lasciò la tenda stessa ancora nelle tenebre  mentre egli proseguì ,non appena fu accertato con poche parole al soldato  che tutto non avesse avuto alcuna inclinazione che possa causar danno   
<<stavo ponderando  ,comunque,sul  perché non riesco ad osservar altro che la mia incapacità nel  condurre avendo io lasciato che Roma fosse indifesa non essendo subito ad essa ritornato poiché ,sai, ho sempre creduto in ciò, che ,al di fuori delle belligeranze,si schieri a favor della giustizia ,del popolo poiché questa era la Roma che prima in tutto il mondo aveva sede essendo solo un sogno nell’ aria aleggiante(poet.) che stringevo nel mio animo quando ,catturato dai barbari, fui allontanato dal posto in cui credevo essendo la stessa colei che il mio animo sorregge  poiché in ella la giustizia e la pace si forgiano in un tutt’ uno  creando il sogno che mi ha condotto qui a combatter per Roma medesima dopo che ,deportato dai barbari,reso schiavo dagli stessi, speravo in un posto nel quale avrei potuto trovar  ciò che l’ uomo intero desidera e così ,a Roma arrivato,ebbi in visione  tutto ciò insieme al magnificentissimo(arc.)  senato ,sede dalla quale scaturisce il potere del popolo sempre sottomesso
,ecco cos’ è Roma ….. è il sogno di ogni civiltà oramai dai barbari ,inconsapevoli, e da tutti  terminato,benché credo che forse Roma ,essendo eterna ,non cadrà al mio arrivo,  poiché ognuno di noi desidera ciò che al di fuori del nazionalismo si pone come solo la ricerca dell’ armonia avuta attraverso quell’ immensa Roma che permetteva  a persone ,prima barbare ,di votare incarnando il ruolo di colei che nessuno,essendo sede delle virtù superiori,può impersonare ,fornendo  loro dell’ acqua ,strade ,acquedotti,costruendo tutto ciò affinché la felicità si diffonda benché oggi  nessuno ,oscurato dalla ricchezza di Roma medesima,non lo comprenda prostrandosi al semplice danaro che sempre fluisce lasciando  che il sogno di ogni pargolo ,di ogni madre,di veder se stessi nella pace che solo Roma può portare svanire(qui c’ è un errore di grammatica,ossia ,pur essendoci il che ,utilizzo un infinito,ma  è intenzionale tale utilizzo impreciso ai fini della musicalità del testo),ignari dei desideri ,delle passioni ardenti di chi ,vista Roma  nella sua immensità,crede nella stessa come fonte di salvezza dall’ inconsapevolezza,dal buio che nel mondo al di fuori d’ essa si spande eterno e immutabile. Questa era la Roma in cui credevo non potendo accettare che l’ unico lume nel mondo esistente per il quale ogni bambino ,sperando,vive ,si dissipi nel nulla dall’ inconsapevolezza di chi non osserva gli spasmi delle persone morenti torturate dai barbari,di chi non ha comprensione di cosa Roma rappresenti per chi ad essa vuole accedere ,deturpando in odio ciò che prima  brama  ed affidamento perpetui si mostravano,pieni d’ affetto e d’ amore,lontani dai barbari che tutto assoggettano al loro essere terreno  ,pur essendo anche da me ,ignorante ,imitati>>(piange ,poi aggiunge)
<<scusami  se con te mi sono sfogato ma altro non ho se non quel sogno per il qual la mia essenza arde  al buio che merito e senza il qual solo morte può essere conseguenza essendo anche i miei genitori ad essa affidatasi fin in punto di morte ,essendo sola fonte per la qual qui vivo  inducendomi alla  pulsione a servir Roma,dalle mura splendenti >>(persegue sempre lui ,dopo una breve pausa) 

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