(Darkòn scintillante d’ armatura scende a terra ,lasciata la
nave lui trasportante)(d’ armatura qui è limitativo rispetto a
scintillante,ossia limita il modo in cui
è scintillante)(sbarcano volendo eseguire incursione veemente dal luogo
in cui i barbari di essi non si accorsero della presenza)
(Darkòn)<<le spie ,m’ hanno accennato, hanno avvistato
una cittadina marina al lato della
nostra compagine>>
<<si ,senatore,essa ancor distanzia(poet. è distante)>>
<<si ,senatore,essa ancor distanzia(poet. è distante)>>
<<rammento di aver preso tale decisione benché il
tempo ha obliterato le specificità della stessa,benché or sappia dove
destreggiarmi ,dovendo ,per primo atto, assoggettare asserragliando la cittadina insieme al dominio dalla stessa supervisionato(ossia ai
territori che governa la città) >>
tutto ravvisava un esser realizzato della mission con etica e moral che Roma imponeva benché ,pervenuto al villaggio,qualcosa notai tra le folle moventi(qui si passa dalla terza alla prima persona singolare,sta raccontando ,in tenda,il suo avvenire )
tutto ravvisava un esser realizzato della mission con etica e moral che Roma imponeva benché ,pervenuto al villaggio,qualcosa notai tra le folle moventi(qui si passa dalla terza alla prima persona singolare,sta raccontando ,in tenda,il suo avvenire )
<<invasori!invasori!>>
ciò sentivo rimbombar nel mio capo ,così tradotto da colui che davanti a me era ubicato ,mentre io stentavo a creder come la Roma eterna e immutabil ,se non in favor di grazia maggiore,ma difficilmente raggiungibile tra i barbari, possa esser così definita(ossia gridare il termine invasore,s’ intende che Roma s’ evolve sol in funzione del divino) ,benché la stessa luce apporti tra i popoli ,privando della vita sol chi di essa cerchi lì abbattimento ,benché compresi il motivo ,quando intravidi tra i romani gloriosi chi ,piegati i nemici in arme,con spada tratta falciava le vite di chi ,civile, ricchezze serbava nel petto ,timoroso del proprio avvenire, ed io compresi la Roma che cercavo come fosse distante dalla stessa la qual sol di nome avea somiglianza ,lasciando a focoso odio altre azioni che ,da tale immaginazione da lui fin nell’ animo figurata,si discostassero(si passa velocemente tra considerazioni dell’ autore e vero parlar di Darkòn) ;allor ,visto un zerbino esser lacerato ,strascicato nel fango ,allontanatomi da chi sol parole traduceva trascurando pulsioni,ad egli mi avvicinai delirante ,con cuor lacerato per prostrazione(di quello,del ragazzo) ,piangendo e affermando tali parole dopo che con abbraccio sfogante lo irretii. prima che m’ assestai davanti a lui, assorbendo(psicologicamente) lo sfregio sanguinate nell’ animo
ciò sentivo rimbombar nel mio capo ,così tradotto da colui che davanti a me era ubicato ,mentre io stentavo a creder come la Roma eterna e immutabil ,se non in favor di grazia maggiore,ma difficilmente raggiungibile tra i barbari, possa esser così definita(ossia gridare il termine invasore,s’ intende che Roma s’ evolve sol in funzione del divino) ,benché la stessa luce apporti tra i popoli ,privando della vita sol chi di essa cerchi lì abbattimento ,benché compresi il motivo ,quando intravidi tra i romani gloriosi chi ,piegati i nemici in arme,con spada tratta falciava le vite di chi ,civile, ricchezze serbava nel petto ,timoroso del proprio avvenire, ed io compresi la Roma che cercavo come fosse distante dalla stessa la qual sol di nome avea somiglianza ,lasciando a focoso odio altre azioni che ,da tale immaginazione da lui fin nell’ animo figurata,si discostassero(si passa velocemente tra considerazioni dell’ autore e vero parlar di Darkòn) ;allor ,visto un zerbino esser lacerato ,strascicato nel fango ,allontanatomi da chi sol parole traduceva trascurando pulsioni,ad egli mi avvicinai delirante ,con cuor lacerato per prostrazione(di quello,del ragazzo) ,piangendo e affermando tali parole dopo che con abbraccio sfogante lo irretii. prima che m’ assestai davanti a lui, assorbendo(psicologicamente) lo sfregio sanguinate nell’ animo
(dopo l’ abbraccio dopo il quale [è]in posizione immota , piangente, poggiato sulle gambe
piegate con ginocchia a terra)<<come può Roma così lasciar che bambino
innocente muoia a causa dello star vicino a romano che sol suprema luce avrebbe
dovuto addurre?( gli palpa il viso sanguinante lasciante la vita per l’ imminente
morte)Avrebbero dovuto morire coloro che di Roma si opponevan all’ arrivo ,non
tu che or ,vicino alla morte,attendi invano(ciò che Roma avrebbe dovuto arrecar
nell’ animo di chi ad essa si annetteva ,essendo nei suoi territori)(lo
abbraccia).Scusa ,scusami o ciel,o Giove,fulminante lo spirito, il procurar pace non credevo portasse a ciò ,eppur
non posso lasciar che tali ingiustizie si ripetano,sebbene ho compreso come
Roma non fosse purgata ,essendo della
divina stirpe che l’ uomo avrebbe dovuto al ciel condurre;no(attende
pensando,rinnegando l’ accaduto), è quel soldato che così ha effettuato ma mai
un Romano attuerebbe ciò ,essendo i suoi discendenti così dettanti da Venere
aventi divino insegnamento …..(si gira
per adocchiar il comportamento altrui)(lascia il corpo alla vista lugubre di ciò a cui crede non dovrebbe
assistere) (si siede a terra riflettendo mentre il pianto lo assale)Come è
possibile che ciò a cui credevo si
dissipi?Nell’ oblio dei miei soldati s’ è locato lo splendor di Roma ,tra tutti
imperitura, essendo forse qui guidati (ossia in territorio barbaro), poiché non
posso pervenir alla conclusione stando alla qual da Roma ,centro del mondo ,capitale della luce
l’ uomo conducente ,possan qui esser vivi coloro che ,straziando volgo, issino il vessillo della romana stirpe ,senza
che possan dallo stesso ricever lume fuorviante(fuorviante in senso
positivo,ossia che conduce fuori dall’uman pensare) ,dal qual concepir come la Roma ,che tutti ricercan essendo oppressi, non
può render nulli i propri(riferito a tutti in quanto persone,ndr) sforzi e
ideologie ,rendendoli manchevoli del civil agire del quale la stessa per
altrettanto (ossia per civile,qui altrettanto si sostituisce a civile) regno ha
necessità ,benché ciò non accada ,sebbene non ne concepisca la ragione>>
Ode grida,tradotte, di chi ,conquistata la città, bestemmia a favor del popolo che prima di essa deteneva il governo, non avendo comprensione di ciò per il qual tali asserzioni fosser dette, se non dopo aver notato masse dalle quali laghi di sangue sgorgavan irrequieti ,pur essendo gli stessi formati da civil persone morenti invano per l’ agognar(di beni ,si sottintende) dei militanti allor con tono sommesso afferma
Ode grida,tradotte, di chi ,conquistata la città, bestemmia a favor del popolo che prima di essa deteneva il governo, non avendo comprensione di ciò per il qual tali asserzioni fosser dette, se non dopo aver notato masse dalle quali laghi di sangue sgorgavan irrequieti ,pur essendo gli stessi formati da civil persone morenti invano per l’ agognar(di beni ,si sottintende) dei militanti allor con tono sommesso afferma
<<che destin efferato mi tocca? Cosa il fato lascia che uomo un tal atto atroce a se stesso adduca?Ossia infiammar di coloro ,di
cui non volevo il perir, i corpi ,essendo
gli stessi privi di respir vitale
mentre il mio esercito esulta per vittoria priva d’ etica e morale che di Roma
si esalta ,benché non comprenda come dall’ esser ottenebrato(rispetto ai principi
dopo esposti) di tal evento non si possa estrapolar l’ essenza di ciò che
civiltà suprema vorrebbe causar nei conquistati
dalla stessa,eppure tutti esultan
ridendo insieme al senato che di tale accadimento solo la vittoria di Roma esuberante per ciò saprà, benché tali morti rimarranno oscure
nella storia insieme ai nomi ,all’ essenza
che non verrà più rammentata di chi ,qui morto,rimarrà come in un abisso
nella consapevolezza di chi ,per la consapevolezza medesima ,terrà il peso
dell’ atto oberante l’ animo incapace di trattener l’ ira ferale>>
(arde la caterva di corpi da Darkòn bruciati mentre per tal
fuoco divampante le lacrime si profondevan allaganti)
Da quel momento, pulsioni a favor dei principi a far posto alla saggezza spariron ,cosciente
egli dell’ agir ,del male che nel mondo
poteva esser presente ,sebbene il culto della Roma lucente in lui
permaneva ,essendo speranzoso per la fanciullezza che ancor sicuro(riferito a
lo) lo spalleggiava(ossia il suo essere
fanciullesco richiamava il suo amore per questi principi) .
Dopo di ciò, vagabondò ,non avendo scovato la ragion d’
esser del comportamento da lui scorto ,mentre morti(qui si va a descrivere il
fatto che a Darkòn, pensante ad altro, sgomento
sembrasse che i morti a lui si avvicinassero,benché fosse il contrario)
e mendicanti paressero ad egli a lui
passar vicino benché ad essi egli non volgeva pensiero, avendo come occupazione il rifletter che impediva ad altro(pensiero) di fuoriuscir col fin di condurre le proprie
azioni in relazione alle circostanze che ,asserragliandolo, mutavan quasi
eternamente.
Egli così si sedette sotto un arbusto dal tronco elevato (un albero) ,in attesa di qualcosa che di egli avrebbe
potuto render radiosa la mente, avendo
in dimenticanza(poet. dimenticando) ciò a cui era predestinato dal senato,
essendo l’ etica per lui ben più
straripante dal proprio controllo rispetto ad altro che ,emarginato,non poteva
attutir di molto le pulsioni
raggiungenti l’ animo irrequieto(ossia l’ etica influenzava molto la sua
persona) per cui ,riflettente, attendeva ,sebbene altro non scovò, se non la
propria ira per l’ atto ,chiedente(riferito a ira) vendetta per i morti a favor
della civiltà,essendo ancor giovine ,il ché lo sospingeva verso ciò guidato
dalle passioni, ma il suo esser formale e sociale lo spinse a ritornar nei
ranghi finché,dopo (del) tempo passato invano, egli s’ alzò dirigendosi ove altri
dimoravan rinvenendo(nel significato di tornare) alle sue attività,pretendendo(nel sign. di
fingere) che nulla gli avesse trapassato l’ animo pur essendo cosciente che non
avrebbe potuto perseguir nel sottomettere i suoi di colpa stati.
Intromettendosi tra
seguiti,(che lo seguivano,quindi
i soldati) aveva accesso a luoghi , non essendo suo scopo l’ andar
setacciando un qualcosa che di empirico
potesse esser d’ ausilio, avendo lo spirito che si smuoveva introducendosi nei
suoi movimenti di modo ché egli si rendesse conto dell’ accadimento(ossia anche
i movimenti davano un messaggio ala coscienza di ricordarsi dell’ atto
commesso) ,essendo la pulsion ritornante
di vendetta ,adombrata dall’ altro sé razionale , mentre egli con altri
discuteva sul da farsi sopprimendo ogni istinto che potesse riemergere.
Cap.4(si ritorna al momento nel 2 capitolo raccontato)
Zelante ,partì l’ indomani non avendo altro con cui aver
relazione ,se non con tal missione da Roma stessa proposta per cui,inarcato l’
esercito con esaltazioni(fig. nel senso di aizzato),egli si recò lesto al confin dal qual celere si mosse ,perito
nell’ equilibrar le condizioni a suo vantaggio ,benché non avesse nozione sul
modo in cui aver la meglio contro chi ,rispetto
a lui, avrebbe avuto luogo e numero vantaggiosi alquanto ,benché animo ribelle
misto agli ideali che lo stesso rendevan scattante ,aveva per lui il miglior
modo per inarcar fato avverso(ossia
rivoltarlo in positivo) ,fidente di ciò
che Roma riservasse ,priva di sconfitte essendo egli stesso ricordante delle
gloriose storie aventi lo stemma centrale(ossia il significato dell’
aquila,simbolo di potenza) di Roma nel significato delle stesse, esaltando l’
onor insieme alla democrazia del senato ,prima se non vera istituzione dovente
il globo amministrar per cui,a causa di
ciò,non esitò nel condurre in macabri loci
truppe , mentre (il)proprio
fervore diffuse nell’ esercito stesso .avente ora anche di lui di Roma il
glorificar nel sangue ,sebbene situazion disagevole potrebbe in poco tempo esser di peso nella
campagna,benché in Europa centrale l’ oriental avanzata devastò il tutto
ritirandosi (dal punto di vista militare,sogg. la Germania,qui ritirare
assume un significato quale fiaccarsi)al moderno assetto al qual egli s’ accingeva ad acceder .
L’ armata,svigorita dopo or di marcia,arrancava claudicando ma Darkòn ,irrequieto e pimpante, insieme al
suo esser scintillante e serio ,richiamati all’ ordine, asserì
<<come potete ,voi,cader per mano nemica ,essendo in tale condizione così
si mostrante(che così si mostra,s’ intende), non avendo concezion degli ideali
che fin qui vi hanno condotto ? Dov’ è la Roma ,signora tra le città,che, avvampando gli
animi, perconduce(poet.) il tutto a suo imperar ,essendo ella per ragion divina
avente tale potere?Dove la scintilla d’ amor per la democrazia suprema che qui
osteggiate(essendo fiacchi) ,come se la stessa non avesse alcun sede nel vostro spirito ? Volete quindi che tali regimi ci
sottomettano ,vessando anche le nostre
famiglie al voler dei dittatori infami? È ciò che volete ?>> Asserì
toccante Darkòn i cuori di chi di esso aveva udito discorso ,avendo adempiuto
il fine poiché ,avendo gli stessi
ritrovato vigore,sorresser bene lo scudo aizzandolo di poco ,per gravosa essenza ,verso il
conducente ,non ottenebrando(non eseguendo male,s’ intende)alcuna
movimentazione .Soggiogarono villaggi
senza alcun dilemma ,benché Darkòn medesimo intimava alla quiete,avendo terrore
,l’ animo flagellante, per ciò prima accaduto, essendo il suo inconscio
pulsante nei confronti di ciò(ossia
dell’ evento di cui si sta parlando,ossia l’ invasione) mentre i suoi sensi di
colpa avanzavano poiché sempre più morte trovava disseminata in ogni dove a causa
di pugne ,i corpi recisi,a cui ,alle volte,lui stesso aveva preso parte ,affievolendo
di poco il suo premer per Roma(costruzione poetica,il suo tenerci a Roma) che
non diminuiva tanto da poter rendere nulla la missione a lui affidatagli.
Dopo poco ,avendo Darkòn arguito già da periodo assai
distante che alcun impedimento costeggiasse la via, avendo quindi, con redini
nella mano, agito conseguentemente(ossia in conseguenza del fatto che non ci
sono impedimenti) ,pervennero ben
lontano da Roma, avendo oramai superato le cartine dal senato fornitagli,
dovendo quindi affidarsi a geografi aventi poca esperienza che
giunsero all’ asserir che ,più a sud,era ubicato il mar vicino al quale Roma
aveva altri possedimenti,trovatosi ,la stessa massa d’ acqua,al di sopra del
mar mediterraneo vicino al qual Darkòn medesimo nacque , per cui, conclusero
che ,nel caso in cui avessero complicazioni,avrebbero dovuto per di lì
discendere fin al raggiungimento delle coste dalle quali traffici agevoli ,non
essendoci disordini , erano destinati al rifornimento di Roma ma ,per onore,
egli s’ inoltrò deviando verso sud solo
dopo che a sud medesimo non raggiungessero(avrebbero raggiunto) rocche a Roma socie
,divenendo caparbio ,oltrepassando
i monti del Caucaso dopo mesi e mesi di
marcia ,sebbene la sua compagine ,insieme ai suoi seguiti(ripetizione inutile
dal punto di vista semantico), non avesse altro ,se non l’ aver difetto d’ ogni
altra risorsa per perseguir la rotta ,essendo molto celere il loro detronar masse(togliere a masse un re,ossia spodestare
governi per quello di Roma) ,non scovando
altro che pochi villaggi,se non per(si riferisce al fatto che loro non
avrebbero proseguito,non avendo risorse,se non…) il fatto che Darkòn ,con
innatural spirito, proseguì con
esortazioni ,fidando in Roma , mentre nessuno osava di lui deporre il potere, amandolo per la sua essenza unente la
fanciullezza alla serietà colla qual lo stesso si esprimeva ,rendendo sublime
ogni istante accompagnante loro.
Cap. 5
(India,Tempio,Sacerdote)
Sulle scale stava, non avendo altro da compier se non il
rito nel qual era intento ,per
timor de’ romani sul confine avanzati,
essendo egli cosciente della potenza di Roma suprema allora egli ,invocata la dea con occulti riti e preghiere, attendeva dalla
stessa risposta divina o segno dal qual percepir risvolto il quale accadde con
luce ,da flebil elemento a insaziabil risposta
sul buio , inondante la stanza in
legno ,oscurata se non (ossia se essa non fosse dalle candele illuminata in
parte) da candele, dalla quale(riferito a luce) donna dall’ albicante (volto)
misto al candido del volto(dello stesso), insieme alle vesti, fece apparizion solenne
con ,da vaga parvenza, capo percettibil
alla simulacro guisa(ossia come se fosse un simulacro) .
Ella ,avvicinatosi al declinato corpo del vecchio
stralunante ,asserì parole alate ma fuggenti ,sapendo che lo stesso l’ aveva
chiamata affinché l’ invasion di Roma
fermasse dal celebre avanzar
<<sappi che io ,eterna fra le donne,di Roma
disfarò l’ esercito,mogli e pargoli e chiunque a me si interponga ,avendo
ella sfidato ira divina ,pur essendo ella stessa nata da tal stirpe(ossia da
quella divina) per cui dimetti tali affari(si riferisce agli oggetti del rito
intesi come perdite di tempo,quindi affari,ndr) pensando ai caduti, mentre sarò
io a debellar tal stirpe che presso di
noi s’ avventura ,priva di prudenza>>
Sparita,l’ eterna tra le donne, dall’ oriental volto,
apparve dove ella voleva che la sua immagine si mostrasse
(Mongolia,la dea,corte di una principe del posto, tenda del medesimo,notte fonda ,egli dorme)
Dormiva irretito dalla guerra privante d’ ogni fonte dalla
qual trarre riposo se non l’ abbandonarsi allo stesso,sopito nei sogni
estirpanti l’ animo dalla material forma, perdendo coscienza quando,(segui le
virgole anche se grammaticalmente non sono nella posizione esatta) accecante
luce lo sorprese nel suo fosco meditare , facendo in modo che lui,sguainata la spada
,s’ alzò balzante senza eguali per scioltezza ,benché davanti ,più che nemico. un’ ammaliatrice donna dall’
oriental volto emerse dalle tenebre dal vespro circoscritte in tal luogo ;appena egli disserrò gli occhi prima
socchiusi, con candido volto delle
purpuree serve che dimoravan con lui, ella con volto ancor mondo si mostrò al mortale essendo ella di celestial
natura (purpureo si riferisce alle vesti dalle serve medesime indossate)
<<chi è colei che qui accede senza che da me abbia autorizzazione, o sguattera che qui
appari destandomi >>
Ma ella ,con calma trascendente sebben nella stessa
decisione imperante s’ ascondesse,rispose emanando sospir di grazia(poet.)
mentre un tuono ,al terminar della frase,ne determinò la risolutezza insieme
alla divina potenza
<<sii tu mio servo ,essendo mortale ,ché mio
padrone>>
Egli comprese nel sonno(qui con ‘nel sonno’ s’ intende il
fatto che lui agisce ancora annebbiato dal sonno medesimo) la sventura nell’
empio atto , allora con volto perduto
asserì sommesso
<<che di me laceri il corpo ,o dea;che la mia vita
abbia fine per tal affermazione>>
<<che la stessa non termini fintantoché il servigio da
me richiesto non venga compiuto(altro tuono,la dea è severa e calma con volto
freddo e attonito ma deciso nei lineamenti)>>
<<o mia dea, se ancor schiavo che morte merita serve
alla vostra soglia ,ch’ io posso almen esser puro con ciò ,dal mio oltraggioso
atto nei vostri confronti >>
<<và e che a Roma ,corrotta dai politici,ti diriga in arme commettendo strage senza eguali>>
<<và e che a Roma ,corrotta dai politici,ti diriga in arme commettendo strage senza eguali>>
<<che sia fatto ,allor domani partiremo come da lei richiesto>>
Sparì riportandolo al sonno col quale l’ aveva scovato (qui
è figurativo il pronome relativo) attendendo l’ alba in attesa di visionar che egli,come fece,eseguisse la sacral
pretesa .
Più avanzava più messi che da Roma lo raggiunsero asserivano
che la depravazione in Roma stessa dilagasse
,sebbene lui ,non accettando tali parole,perseguiva sempre più ,pur nel suo inconscio avendo
compreso che tale missione motivo affinché egli morisse si stava dimostrando,ma
egli , ombrando ciò alla sua mente, ricercava sbocco nel suo turbamento per ciò
che i messi della Roma medesima raffiguravano(i messi provenivano dai senatori
a lui soci) ,con insistenza immane ,non lasciando (se non che)che manipolo ,se non spasmo smisurato per l’ estenuante
passar verso il nulla per ampio sdegno e
sua ripugnanza, abbia ,trasalendo,Darkòn,
non appena si rendesse esplicito che
andasse infrangendosi il suo
aspirar(il suo aspirar a Roma pura) ,
volendo demostrar(dimostrare) a se
stesso come per Roma avrebbe eseguito ciò dalla stessa
richiesto ,non essendo (lui)a fiaccarla (come)colui che ,aggiogato dagli
averi,ad essa non ubbidisca in quanto stella l’ uomo spaurito sorreggente nei
confronti di chi lì ,incivilmente,pervenisse
esigendo dovizie (ossia i barbari). Allora violenza inaudita prese il sopravvento
,guidata dall’ astio per chi di Roma aveva invaso(ossia lui sfoga la sua ira su
chi ,ossia i barbari,aveva prima conquistato regni a roma alleati o terre della
stessa)possedimenti , facendo dei barbari un sol fascio ,benché si trattasse di
general schema(di pensiero,ossia modo di ragionare) ;così ,in poco tempo,massacrò interi villaggi
spopolando ogni regno nel quale aveva avuto ubicazione,devastando truppe ed
ogni tipo di difesa che a lui tentasse di opporsi,essendo la fine di Roma di
cui sentiva squittio(poet. ossia poiché sentiva la fine di Roma di cui la gente
parlava) tra le genti,essendo prossima(la fine di Roma) per chi si informasse
tra i ciarlieri ,motivo per il qual barbari avrebber dovuto pagar col sangue.
Cap.5
Ancora una volta con spada tratta ,entrato in un
paesino,invase ogni vicolo ,essendo irato, mentre ogni individuo di lui nemico
periva travolto al suo arrivo, per cui ,senza esitare, madri ,figli e nipoti
massacrava con stragi ,sebbene qualcuno ne cercasse la fine(a tal strage),benché
,sebbene arroccato(nel senso di chiuso ossia il furore annebbiava ciò che o
stesso avrebbe placato) dal furore ,sentì
una voce alla quale si girò turpe ,essendo per lui ognuno a lui avverso, sebbene s’ accorse che al suo ardere rispose la
fanciullezza d’ una piangente fanciulla la cui madre ,da lui uccisa, giaceva al
lato della stessa ,finché pose la spada e ne vide il corpicino ,essendone
illuminato ,avendo dilemma ad esser osceno (qui osceno significa’ senza morale
e confini della stessa coi quali delimitare il proprio carattere’,definizione
mia per rendere ben comprensibile la concettualizzazione del termine osceno in
tal testo che va a delineare il fatto che lui comprende che ammazzando la
bambina sarebbe risultato osceno ) con chi a lui così s’ era presentato ;comprese in tal momento come il suo sospinger
audace si propagasse verso
chi non avesse colpa ;lasciò ogni
oggetto da lui portato ,reso in frantumi ognuno tra gli stessi(stessi riferito ad ‘oggetto’) degradabile a sua portata, finché parlò a
colei dall’ oriental volto avente dolore in petto
<< Scorgo il
patimento interiore,quasi viscerale,che vincola il figlio indelebilmente a colei che l’ ha
generato, causato dal mio brando
,sebbene indarno ti possa porger aiuto poiché a causa del mio livor contro te
scuoto il mio strazio lasciando che lo
stesso ne diffonda altro a chi dovrebbe raggiante vita condurre ma non posso lasciar che Roma cada per man di
chi reputo barbaro ,non posso permettere a nessuno di entrar nell’ urbe che per
vigliaccheria nemica cade stando in
piedi sol coll’ ardir di chi dalla
stessa non si distolga(si
allontani) per cui ,non posso io frenar
il mio avviluppante l’ animo furore per
tali cause, avendo Roma che prima fra tutte non deve ceder per i miei futili
spasmi ,essendo colei per la cui esistenza immolazione umana ci s’ aspetta
senza eguali poiché se,benché sia
impossibile,dovessi esser reputato colpevole per ciò che io amo più d’ ogni altra
cosa,facendo in modo che i miei sensi di colpa mi premessero non avendo sfruttato di me ogni
abilità che a Roma avesse apportato ausilio,allora morirei ,qui,davanti a te
,poiché non son degno di servir in tal terre,Roma ,suprema per grazia >>
Ma ella,dall’ angelico oriental volto, essendo la dea a cui
sopra ho accennato ,chiamata dal vecchio ,diretto uno sguardo mesto, lo osservò
per un po’ per poi rimirar con maggior tenacia, finché allo stesso
avvicinandosi non provando pavento per chi della madre aveva sradicato la vita ,ma
con sguardo malinconico e saggio e cercante protezione ,lo abbraccia
(lui)<< come posso io aver attuato tal atto(allitterazione),
così privo d’ etica per le mie ridondanti passioni avendo così dissipato i sogni d’ una bambina che della madre
cercherà il petto e quelli d’ una madre che nella figlia scoverà
appoggio?>> era reso prigioniero dal fascino della dea ,travestitasi da
mortale ,avendo la stessa adoprato maneggi arcani per
adempier ai suoi scopi
.Ella ,intanto,non accennava ad alcunché col verbo benché il volto della stessa tiepido ,sebbene
mostrasse un ché di malinconico, affermava ciò che la bocca non poteva ,non
avendo per eseguir ciò pudore e audacia ,con spoglie di colei con cui aveva insostituibil legame
vicino al proprio corpo insudiciato anch’ esso del sangue dell’ amata(stando a
ciò che egli osservava,ndr) ,ma egli non comprendeva come potesse una bambina a
ciò non piangere o urlar vendetta sguainando parole che ,prive di fondamento alcuno,avrebber
reso manifesto il dissenso ,sebben’ ella con ciò non aveva legami ,essendo sol
tesa nell’ osservarlo e nel seguirlo non appena ,mossosi,sfuggiva al suo
sguardo ritornando lui all’ accampamento vicino non avendo intenzione ,dopo il
raggelante incontro, di perseguir nella pugna da lui condotta,come ella voleva che
effettuasse.
Si sedette nella sua capanna quando nella stessa fece
accesso la bambina medesima che lo tallonò di nascosto notando,egli, che la stessa oramai
,pur non proferendo alcunché,accennasse
al pianto non riuscendo a trattener le lacrime uscenti benché ella ,con solito
adocchiarlo, aggiunse nel vuoto del silenzio con inceder da fanciulla molto
flebile(ella sapeva far l’ attrice)
<<non ho casa,dove vado?Non posseggo famiglia alla
quale appellarmi;lasci che io poltrisca morente nei pressi del cadavere da te
lacerato?Vuoi segregarmi qui ,non avendo suppellettil alcuno essendo anche la mia dimora arsa nel
nulla nel qual mi ritrovo?>>
<<più tu mi
parli ,più rammento ciò che io ho effettuato ,più comprendo come i tuoi gesti
mi castighino più delle semplici parole
che avresti potuto aggiungere>>
(silenzio,poi riprende il dialogo da lui prima interrotto
con una sua asserzione)
<<se ti lasciassi ,non solo non rispetterei l’ etica che mai ho seguito ma permetterei che il simbolo della mia disfatta possa morire ,non divenendo colei dalla qual si può trarre il fatto che io posso non esser solo freddo carnefice che tra le file nemiche stragi esegua, ma anche colui avente dal fosco furore ripresa audace dalla qual rischiarar se stesso .O Fanciulla,abbi pietà di me ,lurido che ammazza senza scrupoli e che ora chiede perdono solo dopo che vite egli stesso ha tratto alla morte mentre tu,unica viva al mio incontro,sii la mia luce alla quale appellarmi,dalla quale ricordar altra natura la quale mi appartiene,al di fuori dell’ uman peccato d’esser impetuoso in battaglia o in altro luogo e d’ aver ora lume ,sol dopo tali strazi ,ma se tu,mio nuovo amore,possa lasciar che io manifesti l’ altro me stesso allora potrò viver felice con te… non so perché la ragione mi sfugge(l’ influenza mentale della dea) ma ,se esso è ciò che voglio nel mio animo,allora la stessa non può far altro che retroceder a favor di tal sentimento >>
<<se ti lasciassi ,non solo non rispetterei l’ etica che mai ho seguito ma permetterei che il simbolo della mia disfatta possa morire ,non divenendo colei dalla qual si può trarre il fatto che io posso non esser solo freddo carnefice che tra le file nemiche stragi esegua, ma anche colui avente dal fosco furore ripresa audace dalla qual rischiarar se stesso .O Fanciulla,abbi pietà di me ,lurido che ammazza senza scrupoli e che ora chiede perdono solo dopo che vite egli stesso ha tratto alla morte mentre tu,unica viva al mio incontro,sii la mia luce alla quale appellarmi,dalla quale ricordar altra natura la quale mi appartiene,al di fuori dell’ uman peccato d’esser impetuoso in battaglia o in altro luogo e d’ aver ora lume ,sol dopo tali strazi ,ma se tu,mio nuovo amore,possa lasciar che io manifesti l’ altro me stesso allora potrò viver felice con te… non so perché la ragione mi sfugge(l’ influenza mentale della dea) ma ,se esso è ciò che voglio nel mio animo,allora la stessa non può far altro che retroceder a favor di tal sentimento >>
(Dopo che rifletté per ore insieme alla fanciulla ,che
immota lì attendeva, s’ alzò per portare
a termine la sua conquista,evitando morti con ritirata ,consultandosi
con altri generali sebbene l’ adolescente lo perseguitasse pedinando lui in ogni sua
azione finché ,giratosi ,essendosene accorto,esigé con
stizza risposta esauriente
<<cosa ti spinge ad incalzarmi (nell’ accezione di
tallonare,braccare) con incessante persistenza?>>
(i due si osservano poi è ella ad agir con palese affermazione)
<<non so dove recarmi ,avendo tu arso la mia casa,mentre
mia madre lì giace morta , insieme a mio padre che lo era già(lo si riferisce a
morto) ,non sapendo con chi condivider il mio tormento >>
<<perché ti avvicini ,senza pavento, a chi con brutal e barbaro vigor e scabrosa essenza(essendo scabroso) ha fatto scempio davanti a te?>>
<<perché ti avvicini ,senza pavento, a chi con brutal e barbaro vigor e scabrosa essenza(essendo scabroso) ha fatto scempio davanti a te?>>
<<a chi appellarmi essendo i tuoi soldati altrettanto efferati>>
Con occhi socchiusi del comportarsi d’ ella trasecolò all’
indietro andando, non avendo mai concepito di una bambina tale agire
abbracciante il reale ;non parla finché afferma stupito ,asservito dalla
destrezza (fig.)della dea
<<come puoi non mostrar afflizione lacrimando alla
morte di tua madre?>>
<<come tu(si sottintende il verbo potere,ndr) non versar
lacrime alle morti di tutti coloro che hai trafitto a causa dei tuoi
disagi?>>
(silenzio,lui abbassa lo sguardo e li occhi per
poi,asservito psicologicamente ,affermare)<<ciò è vero,non credevo fossi
già ,a così giovine età, così saggia,chi ti ha insegnato ciò?>>
<<qual saggezza serve a constatar le tue contraddizioni?>>
<<qual saggezza serve a constatar le tue contraddizioni?>>
(scatta di un passetto all’ indietro sorpreso,li occhi
sempre al di sotto,poi risponde)
<<allora perché non piangi?>>
<<sono abituata alla sofferenza ,a reprimerla nel mio spirito avente sol la stessa,come già accadde quando ,sempre a causa delle tue invasioni disumane, mio padre morì>>(ella inventa per assoggettare il mortale,ingenuo alle sue parole ingegnate con complesse trame)
<<allora perché non piangi?>>
<<sono abituata alla sofferenza ,a reprimerla nel mio spirito avente sol la stessa,come già accadde quando ,sempre a causa delle tue invasioni disumane, mio padre morì>>(ella inventa per assoggettare il mortale,ingenuo alle sue parole ingegnate con complesse trame)
Si gira non avendo se non timore d’ osservarla pur focalizzando sull’
iride(i) scarlatto(i) (lett. Sugli iridi scarlatti) ogni suo percepir
<<Cosa vuoi ,da me ,quindi?>>
<<esser gaia>>
<<e perché a me chiedi ciò di cui io stesso ti ho privato?>>
<<è colui che più ammazza che prima potrebbe divenir maggiormente consapevole della vita umana,sostenne il saggio del villaggio>> Ella sfruttava la saggezza della qual ella stessa,pur essendo dea,poco era consapevole dimostrando di non applicarla inviando truppe all’ avverso fronte sebben sapesse suggellato nel suo corpo ,intrinseco nel conservar ciò ch’ adombriamo a noi stessi ,ridotto all’ obbedienza da nazionalismi e pulsion di vendetta ,che ciò ch’ effettuasse fosse errato
<<esser gaia>>
<<e perché a me chiedi ciò di cui io stesso ti ho privato?>>
<<è colui che più ammazza che prima potrebbe divenir maggiormente consapevole della vita umana,sostenne il saggio del villaggio>> Ella sfruttava la saggezza della qual ella stessa,pur essendo dea,poco era consapevole dimostrando di non applicarla inviando truppe all’ avverso fronte sebben sapesse suggellato nel suo corpo ,intrinseco nel conservar ciò ch’ adombriamo a noi stessi ,ridotto all’ obbedienza da nazionalismi e pulsion di vendetta ,che ciò ch’ effettuasse fosse errato
<<capisco,spero che tu abbia ragione visto che ,non
potendo ritornar al tempo passato ,posso accontentarmi solo di ciò che tu mi
garantisci adducendomi speranza ,ma ,tu,(nel parlato lui effettua tali pause
benché dal punto di vista grammaticale siano errate,ndr)hai compreso ciò che
tale saggio ha asserito?>>
<<no ma so che in tale circostanza possa essere fruttuosa tale frase poiché questa mi è stata sussurrata quando sono nata e ai miei genitori,così ,da quel momento,me la riproposero sempre essendo fonte divina >>(lei sa il significato rinnegandolo ad ella stessa e occultandolo anche per non mostrar troppa saggezza a un mortale potente comprendere il suo stato inventando tale sotterfugio col quale giustificare la conoscenza di saggezza universale)
<<no ma so che in tale circostanza possa essere fruttuosa tale frase poiché questa mi è stata sussurrata quando sono nata e ai miei genitori,così ,da quel momento,me la riproposero sempre essendo fonte divina >>(lei sa il significato rinnegandolo ad ella stessa e occultandolo anche per non mostrar troppa saggezza a un mortale potente comprendere il suo stato inventando tale sotterfugio col quale giustificare la conoscenza di saggezza universale)
<<capisco ,non riesco con te a essere altro se non
freddo,almeno oggi ,comunque puoi assistere a ciò che effettuo,a meno che non mi turbi coi tuoi ingegni spiazzanti
qualunque mortale a raggirar provi
,scovando sostanza(significato del discorso), i tuoi destreggiamenti coi
verbi (lui non sa che è una dea ma
realizza una iperbole che si avvicina al reale)>>accrebbe il suo parlar
con tale chiusura alquanto priva di sentimento
che rifulga nell’ oscurità dell’ azione(inteso come circostanza questo
azione) ,se esplicata a un pargolo del decimo anno ,benché apparisse che l’ oculatezza d’
oriental origine le fosse permeata .Quella notte non riuscì ad aver momento
abbastanza in quiete per poter socchiuder occhio stabilmente avendo in mente ciò che era successo non
riuscendo ancora ad avere una completa concezione d’ ogni accadimento e stato
emotivo, quando gli ritornò alla mente che già atto simile a questo fu da lui
effettuato e come lui stesso da ciò non aveva appreso il suo torto commettendo
errore senza aver ricavato alcunché dall’ esperienza passata, benché lui
volesse trascendere dalla stessa per cui contemplò dormiente la bambina
prossima al posto sul quale egli
giaceva nelle notturne ore avendo in
mente la domanda grazie alla quale dubbio sulla propria crudeltà gli venne ,non
avendo cognizione della possibilità di punire colei che aveva nell’ aspetto forme
angeliche essendo pura in quanto semplice fanciulla ,come
la dea coi suoi incantesimi faceva in modo che egli credesse rendendo tutto d’
un fascio senza sapere ,accecato dalla commozione per l’ elevato volto dell’
ella, come sol una tra le tante avesse tal aspetto ,benché tali accadimenti
credeva,all’ inizio , ne avessero già deturpato l’ essenza essendo a contatto con simili
barbarie sebbene ,adocchiata nella sua fanciullezza , trascendente, egli non
riusciva a scrutare tale contaminazione da lui dedotta,per cui sol il di lei
capo lo rese puro ,lo rese consapevole dei suoi errori purgandolo del suo
peccare mentre palpandole il volto amò quel virgulto(inteso al femminile) come mai aveva realizzato, così il suo
osservarla schiuse il suo cuore dalla
freddezza la sua vita imponente (che impone,s’ intende)non riuscendo così a
effettuar altro se non piangere patendo con gemiti per le sue azioni ,avendo
coscienza tale da comprendere che la
fanciulla da lui dovrebbe essere allevata non potendo lasciarla a passante o a
persona della qual non si fidava essendoci per lei estreme pulsioni dirompenti nell’
animo nel qual sospetto e voglia dell’ averla nel suo
supervisionare ardevano insieme in un tutt’ uno che gli impedirono di lasciar
che la stessa volasse via come la vita di colui del qual lui stesso aveva
fracassato il cranio(questo colui è generico,riferito a un ipotetico nemico
contro di lui andato e da lui affrontato). Quand’ ella si svegliò notò l’
aspetto di Darkòn la cui testa sopra il volto di lei aleggiava ma ella non
mosse(fig.) parole o volto in attesa di un di lui scostamento ,benché permasero
immoti per incessanti
momenti non volendo egli sradicar lo sguardo dalla bambina che tenera lo
osservava malinconica finché ,udito il richiamo da parte d’ militare chiedente
supporto,fuoriuscì, egli, mentre lei lo costellava della sua presenza(qui
costellare assume un significato molto ma molto esteso infatti letteralmente
può significare cospargere qui inteso come cospargere della propria
presenza,quindi si fa riferimento al fatto che la presenza stessa vada ad
incidere nell’ animo di lui come se l’ essere puro d’ ella lo ‘ cospargesse’
della sua essenza accompagnandolo) sapendo che egli le sue mosse conoscesse.
Doveva decidere se localizzare in posizion tendente all’
avanti le truppe o di lasciar che le stesse qui nel vuoto languiscano le pene
dell’ ozio ma aura d’ ella ,da dietro emanata,impediva
a lui di optar per l’ usuale(ossia di perseguire nella avanzamento) essendo la
dea di questi poteri capace ,rendendo egli direzionato(fig.),in virtù del fatto
che per tempo avesser loro marciato,verso il terminar tale giorno riposandosi dimodoché
avrebbe egli perso tempo nel momento in cui avrebbe saputo di dover a Roma
tornar per l’ arrivo dei mongoli da lei chiamati in appello non avendo altre
risorse con cui condurre guerra.
Mentre ciò accadeva Mongoli lesti scorrevan per la Russia senza che esitazion
ne frenasse la via (qui via inteso come passaggio) saccheggiando con smodati scempi ,essendo barbari,tutto ciò che trovavan in
mezzo al lor cammino senza che frammento di luce radiosa li rettificasse verso la via(qui l’ articolo la ci fa comprendere di
che tipo di via si tratti) avendo in mente il fatto che ,raggiunta Roma e rasa al suolo la
stessa,avrebber dovuto proseguir per l’ impero per racimolar ricchezze avendo
sol sulle stesse pensiero incessante mentre oramai si mossero vicini all’ Europa tremolante dopo mesi e mesi di marcia durante la quale ella con arcani poteri Darkòn soggiogava sotto
la sua divina potenza .
Cap.6
(olimpo,Venere,passano mesi e mesi)
Ella passava ,irretita dall’ osservar il suo divino aspetto
,come sempre aveva compiuto presupponendo di Roma l’ eternità alla quale ella
non avrebbe dovuto strutturar altro al fin del mantenimento della stessa(ossia
ella riteneva che Roma,essendo per lei imperitura ,non avrebbe necessitato
dagli dei alcuna vigilanza ) mentre
qualcosa la turbava come se il fato la chiamasse finché ,sospettosa, erse il
suo capo dal basso essendo ella intenta a specchiarsi volgendo lo stesso dopo verso
i mortali avendo sospetto chiamato dall’
istinto allora ,entrata in senato,sede del potere che sorreggeva,primo ad esser
setacciato in caso di divin sospetto per suo ergersi centrale , comprese ,sentendo
ciò che il fato ,avendo presente il suo ruolo, aveva predestinato affinché del futuro almeno del prossimo avesse certezza , le parole(cmpl.
Retto da comprese) ,sciabordanti(sign. est.) il suo animo,dei senatori corrotti
fin nello spirito
(senatore)<<Come è possibile ,miei cari,che noi, del
centro dell’ universo capo, non possiamo ostentar maggior ricchezze per la
gloria di Roma dovendo pagar militari ,vicini ai barbari assetati di sangue e
quindi con questi aventi contatto?>>
<<che ciò sia vero non lo metto in dubbio fintantoché
abbiamo reso nulla l’ opposizion populista ammazzando i senatori a Darkòn
vicini ,essendo gli stessi in tal modo
impopolari da poter aver morte lesta e sicura , rammentando che per pochi (questo
‘per’ va a tradursi come riguardo,nei
confronti di),con false accuse,hanno l’ esilio in quanto disposizione civile >>
<<E così alle volte nelle quali Di Roma il potere
venga frastagliato noi ,intervenendo,ne abbiamo impedito l’ attuazione col fin
di aver sotto il nostro imperio Roma stessa per cui ,avendo noi tal
potere,nessun ci impedisce leggi che favoriscano il ceto >>
Ella comprese irata come il suo abbandonar Roma avendo
pensato che la stessa possa da sola comandarsi sia stato un’ errar grave mentre vision di Barbari al fronte le
venivan in mente conoscendo il fato chiamato dalla mente alla coscienza della
donna ben adornata per cui ,avuta tale
figurazione ,decise di chiamar in fretta Darkòn di cui conosceva la locazione
essendo una dea per miracoloso tentativo di aggrappar Roma prima che la stessa
nel baratro da lei stessa creato raggiunga la morte
Egli temporeggiava ,attanagliato da ella raggirante la sua mente con riti malsani capeggiando ,all’ oscuro , le truppe mongole affinché s’
affrettassero non avendo intenzione di aver rischio in tale missione benché ,al
lume delle sol candele e lanterne ,dopo
che quasi un’ anno era passato,Venere gli apparve nel sonno con tali verbi
(latinismo,si traduce con parole) ,smossa sull’ avvennir di Roma
<<svegliati,o pazzo,mentre qui tu giaci ,innocuo,
oramai a Roma il senato ,corrotto,corrompe a sua volta ogn’ altra istituzione
mentre nemici ad essa si avvicinano già oramai troppo poco distanti affinché tu
li possa raggiungere, avendo dominato
in tempo(essendo più veloci) Roma ,eterna per gloria, dormendo insaziabil(darkòn
sogg. Di questa subordinata) del sogno(ossia
del vagheggiare) in tal posto, per cui raduna le tue truppe sperando che non
sia troppo tardiva tale strategia , aggirandoti invano per le vie d’ una Roma rasa al suolo poiché
oramai ,essendosi già appressati,non potendo tu contare sul senato,solo la
fortuna tua maestra ti guiderà dove il fato lì vuol che tu vada>>(lei
conosce solo il futuro prossimo avendo
il fato solo di esso rilevato scorcio)
<<ma ,o Vener mia protettrice,come puoi affermar che
senato ,divina istituzione, si macchi di tali misfatti senza che
nessun dio lo attui di proposito infiltrandosi nelle sale del senato marmoreo
portando sventure a colui il quale incontra>>
<<tra l’
appestata di turba politicanti ,alcuno avrebbe adempiuto a ciò che onesto uomo tra
gli altri avrebbe >>
<<che il cuor mi si spezzi se tanto immensa
istituzione possa così nel baratro dell’ inconsapevolezza sulla divina Roma
discendere mentre i nostri avi vengono
così insozzati di tali infamie avendo anch’ essi responsabilità per chi non
conosce le gloriose gesta di chi mi ha preceduto in confronto a tale agir >>
(s’ inchina a Venere ,dalla grazia eterna ,abbagliato dalla
sua venustà)
<<mi scusi ,o venere eterna ,se io inconcepibilmente
ho servito la Roma
che or non sa dove acquisir arcaica possanza essendo io imputridito da futil
enti dalla vita terrena offerti non
potenti risalir alla potenza di
Roma,suprema tra tutte >>
Ma ella ,fredda non avendo mente colla qual sentir tali parole
essendo nell’ animo incollerita ,aggiunse
<<taci o mortale ,avendo tu errato, per cui ,al posto
di sprecar tempo in manie che poco Roma
possono ausialar, che si adunino
truppe d’ ogni stirpe affinché marce estenuanti verso Roma attuino
non essendoci altro che sperar >>
<<subito ,o mia signora>>
Egli,rinvenutosi dal sonno dalla dea apportato,comprese
essendo antiche pulsioni riemerse avendo ella occultato alla sua coscienza ogni
pensier che la beltà della fanciulla non
concerna ,mentre Venere ,non fidandosi di chi per tanto aveva esitato, trasse decision quasi efferata
(per un romano non avere la fiducia di venere era un accadimento molto
traumatizzante per cui l’ aggettivo efferato va a tradursi come un ‘ azione che
dal punto di vista psicologico muove quasi violenza verso l’ onore e la dignità
di Darkòn) di pedinar l’ uomo mentre egli procedeva a radunar ogni sua forza
a lui alleata ,sebbene ,timorosa, la dea
oriental ,nella tenda dormiente,aizzatasi dopo che Venere oramai s’ era
dissolta nel buio, uscì dalla tenda,avendo oramai già coi nemici tramato ,notando come Darkòn ,non affetto dai suoi
malanni, racchiudesse il suo vigore appellandosi a chiunque in giro avesse
credenze per una Roma oramai distante da chi per tempo per desideri fallaci
oziasse per cui optò la dea di atteder
prima di agire volendo scovar momento nel qual opportunamente avrebbe infuso i
suoi poteri nel corpicin del mortale che gli servissero per asservirlo nuovamente ma maggiormente cercava e in minor modo
riusciva avendo pietà per l’ ansioso esser di lui che tremolante per la colpe
che si attribuiva a causa dei dilemmi che dilaniavan a Roma s’ infilava tra le truppe parlando con rammarico finché di
notte , dopo mesi e mesi di marce,rinvigorita dal fatto che aveva pensato che i
mongoli complicazioni a causa del pervenir di lui avrebber, ritenne fosse attimo
nel quale causar ciò che avrebbe attenuato malasorte nei suoi confronti allora si avvicina ,con corpo da bambina,al
generale,ancora ventiquattrenne,per ispirargli ancor tedio e spossatezza benché ,appena lì locata ,al posto sul quale dormiva,essendo
nella stessa tenda,s’ accorse,spaurita,del fatto che egli avesse ,nel
buio,occhi spalancati allora emerso un frastuono di non alta risonanza indietreggiò
ansiosa mentre egli ,giratosi,parlò senza dilemmi
<<ti porgo le mie scuse ,o germoglio che nella mia tenda dormi non avendo io il
coraggio,pur avendo di tua madre tolto la vita ,di affidarti a persona di
miglior potestà ,se ti ho disturbata volendo sol tu,forse, per timor del buio,
qui recarti>>
Emise un sospiro ,la dea ,credente nel peggio,mentre solo
una guardia,avendo accesso nella tenda con sospetto ,da Darkòn
rassicurata,lasciò la tenda stessa ancora nelle tenebre mentre egli proseguì ,non appena fu accertato
con poche parole al soldato che tutto
non avesse avuto alcuna inclinazione che possa causar danno
<<stavo ponderando ,comunque,sul perché non riesco ad osservar altro che la mia
incapacità nel condurre avendo io
lasciato che Roma fosse indifesa non essendo subito ad essa ritornato poiché
,sai, ho sempre creduto in ciò, che ,al di fuori delle belligeranze,si schieri
a favor della giustizia ,del popolo poiché questa era la Roma che prima in tutto il
mondo aveva sede essendo solo un sogno nell’ aria aleggiante(poet.) che
stringevo nel mio animo quando ,catturato dai barbari, fui allontanato dal
posto in cui credevo essendo la stessa colei che il mio animo sorregge poiché in ella la giustizia e la pace si
forgiano in un tutt’ uno creando il
sogno che mi ha condotto qui a combatter per Roma medesima dopo che ,deportato
dai barbari,reso schiavo dagli stessi, speravo in un posto nel quale avrei
potuto trovar ciò che l’ uomo intero
desidera e così ,a Roma arrivato,ebbi in visione tutto ciò insieme al magnificentissimo(arc.) senato ,sede dalla quale scaturisce il potere
del popolo sempre sottomesso
,ecco cos’ è Roma ….. è il sogno di ogni civiltà oramai dai
barbari ,inconsapevoli, e da tutti terminato,benché credo che forse Roma ,essendo
eterna ,non cadrà al mio arrivo, poiché
ognuno di noi desidera ciò che al di fuori del nazionalismo si pone come solo
la ricerca dell’ armonia avuta attraverso quell’ immensa Roma che permetteva a persone ,prima barbare ,di votare incarnando
il ruolo di colei che nessuno,essendo sede delle virtù superiori,può
impersonare ,fornendo loro dell’ acqua
,strade ,acquedotti,costruendo tutto ciò affinché la felicità si diffonda
benché oggi nessuno ,oscurato dalla
ricchezza di Roma medesima,non lo comprenda prostrandosi al semplice danaro che
sempre fluisce lasciando che il sogno di
ogni pargolo ,di ogni madre,di veder se stessi nella pace che solo Roma può
portare svanire(qui c’ è un errore di grammatica,ossia ,pur essendoci il che
,utilizzo un infinito,ma è intenzionale
tale utilizzo impreciso ai fini della musicalità del testo),ignari dei desideri
,delle passioni ardenti di chi ,vista Roma
nella sua immensità,crede nella stessa come fonte di salvezza dall’
inconsapevolezza,dal buio che nel mondo al di fuori d’ essa si spande eterno e
immutabile. Questa era la Roma
in cui credevo non potendo accettare che l’ unico lume nel mondo esistente per
il quale ogni bambino ,sperando,vive ,si dissipi nel nulla dall’
inconsapevolezza di chi non osserva gli spasmi delle persone morenti torturate
dai barbari,di chi non ha comprensione di cosa Roma rappresenti per chi ad essa
vuole accedere ,deturpando in odio ciò che prima brama ed
affidamento perpetui si mostravano,pieni d’ affetto e d’ amore,lontani dai
barbari che tutto assoggettano al loro essere terreno ,pur essendo anche da me ,ignorante
,imitati>>(piange ,poi aggiunge)
<<scusami se con te mi sono
sfogato ma altro non ho se non quel sogno per il qual la mia essenza arde al buio che merito e senza il qual solo morte
può essere conseguenza essendo anche i miei genitori ad essa affidatasi fin in
punto di morte ,essendo sola fonte per la qual qui vivo inducendomi alla
pulsione a servir Roma,dalle mura splendenti >>(persegue sempre
lui ,dopo una breve pausa)
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