martedì 3 luglio 2012

ecco qui

questa prima operetta è stata scritta in varie versioni(sempre da me)..questa la scrissi molto ma molto tempo addietro senza neanche correggerla (quindi gli errori vi sono poiché non l' ho più ricorretta).Spero vi sia piaciuta .

fine


<<e ora vedo sfumare tale sogno nelle tenebre   di un mondo nel qual non c’ è altra speranza per la quale vivere se non la morte stessa che i dolori rimuove non essendoci altro per il qual flagellarsi ,non essendoci spiraglio di luce se sol barbari che sol la distruzione conoscono scorazzano per territori da Roma governati,non essendoci altro da sostenere ai bambini cercanti la pace in un globo nel quale la stessa,se non in Roma, non può aver sede,nel quale  unica pulsione per la quale condurre la propria essenza verso la morte è terminata nel buio di quel semplice e inconsapevole patriottismo insieme al desiderio di danaro che guida i barbari e il mondo intero  inibendo irremovibilmente   la possibilità  di aver nell’ immaginazione posti nel quale un giorno ricever ricovero senza che l’ ansia di pugne in ogni dove si spandesse ,ove la sola civiltà e l’ amore regnano sovrani,incontrastati e invece ora ….. ora ,se fossi nato,chi mi avrebbe spinto a perseguir tal cammino? Chi se coloro che amo solo per quello mi portavano avanti ?Sol per la consapevolezza che un giorno un posto migliore e vita degna di un uomo  avrei scovato ad ovest,alle foci d’ un fiume chiamato Tevere famoso anch’ esso per aver di Roma allattato il popolo d’ acqua ? E invece ciò in cui finora ho creduto sembra sgretolarsi nel solo sapere  il fatto che mai tale posto è esistito se non nei miei sogni nei quali dimoravo non volendo scorger col capo verso una gioia che non  esisteva per cui ,se la stessa esiste, allora che anche Roma che la stessa crea possa risorgere nei miei pensieri,possa esser viva come lo è sempre stata poiché sol in essa ho trovato riparo……..fino ad ora ….per sempre>>
    (anela ansioso per l’ avvenire mentre la dea lo osserva interdetta,sgomenta di ciò che era accaduto ,più che all’ esterno nell’ animo suo)
Comprese ella cosa aveva commesso ,comprese come ciò che credeva fosse sol gesto di vendetta senza che etica o morale fosser presenti, sapeva un qualcosa che lei stessa aveva presente rinnegando il fatto che civiltà straniera fosse maggiormente avanzata poiché ,non potendo ciò ammetter ,benché sapesse che nell’ animo suo ,rimossa senza che scalpor nello spirito, l’ inducesse  alla riflessione, tale speranza che il suo popolo fosse nello stesso modo in cui Roma aveva delineato il suo,  serbava non volendo realizzarla avendo timor che ciò sminuisse un popol di barbar portato alla copia d’ altri sebben sol questa s’ intravedesse in quanto unica via guidante verso la civiltà allor ,sconvolta,uscì d’ improvviso scatto(poet.) chiedendosi coi pensieri che nessuno udiva
<<cos’ è tale pulsione che mi spinge a frenar la mia missione verso la quale tendo ,cosa sospinge una dea ,perfetta nel suo essere, a compier passi da ella non voluti?>>
Allor ,essendo dea ,apparse nei pressi di Roma  ad osservarne la disfatta credendo che la stessa possa riportarle antico desiderio ma ,adocchiate  la macerie della stessa,essendo già oramai i nemici passati e scesi nel meridione, pianto incalzante l’ animo fuoruscì travolgente avendo compreso cosa ella aveva compiuto infame lasciando che nemici travolgessero l’ unico ristoro al quale ognuno si reca sol per ricchezze inesistenti ,per semplice,carnale vendetta non potente esser alla pari del desio di chi ,bambino o adolescente,cerchi pace in un mondo convulso i cui tutti agognare premevano nell’ inconscio(agognare è il soggetto benché manchi allo stesso l’ articolo) per  chi di essi(riferito ad agognare,essendo il verbo sostantivato al plurale) aveva spezzato ogni speranza insieme a quella che lei stessa aveva ,accecata dall’ ira e dall’ invidia per la città medesima ,adombrata dal suo voler dimostrare possanza superiore ,benché la stessa,effimera,scomparse nell’ istante stesso in cui comprese il suo peccar macchiante l’ animo.
                                                                      Cap.6
Nacque ,ella ,dalla carnal violenza di chi ,dopo tante delle stesse, non ne era soddisfatto per cui ,compiutane una,ne eseguiva un ‘ altra il magnifico Giove,dedito ai sensi occultanti lo spirito,tra le qual violenze ne venne fuori una con  dea adorata nell’ esotico oriente al cui seno ella si dirigeva non avendo che sol quello essendo da tal violenza nata senza aspettativa altra. Cresciuta,sol nella madre cercava riparo ,sol in essa aveva passione odiando ogni violenza sapendo il modo in cui ella fu procreata ma ,diventata regina d’ oriente tra gli immortali(di oriente),ella ,presa dal crudel istinto di sottometter l’ occidente avendo lo stesso come re ,essendo maggiormente adorato in ponente, colui avente commesso l’ atto impudico,  massacrò le genti perseguendole sol perché da occidente venienti mentre ella godeva del dolore altrui così proseguendo con Darkòn che ella possedeva coi suoi poteri comprendendo come odio immenso la portò a ciò che   lei stessa amava(inconsapevolmente,s’ intende) invero ombrò a ella stessa il fatto che la madre ,priva d’ ausilio,da Venere suprema trovò accoglimento la quale con poteri divini rese la donna partorita la miglior per beltate al di fuor della dea stessa (ossia di Venere) ma ciò non poteva ricordarlo, se l’ astio il tutto accecante ricoprì d’ altro tutto ciò che poteva rammentarle la felicità suprema conducendola al livore più assoluto nei confronti dell’ occidente del quale ella stessa notava sol le impurità allor tutto le venne in mente in tal istante mentre piangente comprese il perché della sua azione avendo cognizione di ciò in  cui ella stessa scovò supporto,ossia Roma poiché Venere lì condusse la madre ,lì la sorresse ,lì crebbero essendo posto nel qual preoccupazion dei barbari non ci fosse,essendo la pace eterna regnante, non volendo Venere che Giove scoprisse che ella ausiliasse donna da lui violentata essendo i cieli posto nel qual l’ avrebbe potuto scoprirla  ,  dopodiché  ella dovette comandar l’ oriente ,eppur ciò non aveva nella sua mente offuscata ,ciò non poteva subito comprenderlo mentre ora tutto ,con impeto che da tempo fremeva di fuoriuscir di scatto , tracimava al di fuori d’ ogni norma finché ,compreso il suo sogno ,ossia quello di trovar pace dalla carnal violenza ,compreso di aver infranto ciò in cui lei stessa credeva essendo quello ,posto nel quale giustizia vigeva ,con parole alacri(qui nel senso esteso di veloci,celeri) terminò la sua vita passata ,priva di cognizion di causa dopo che cinse la testa avendo rimembri  tormentosi dopo che ,ritornatole alla mente, sciabordavano l’ animo per il soffrir passato ch’ ora la raggiunse violentemente ,dopo grida ed urla per ciò che lei aveva rimosso volendo solo aver nella mente l’ eroico,per lei prima passato ,nel quale comandava perseguendo politica d’ orrore,politica per la qual or si doleva alla consapevolezza di ciò che ottenne nella mente peccatrice  ,ora che il tutto le illuminò il capo trasportandone alla morte  
<<O sangue maledetto, ricopri il mio corpo privo d’ amor per la causa per la qual qui giaccio ,io ,eterna tra le dea,per aver permesso che ,resa rabbuiata la mia mente,Darkòn ,per il qual oramai comprendo d’ aver pulsioni,osservi ,oramai vicino, ciò che l’ astio ha generato falciando le vite di coloro che non avevan mezzo,se non Roma stessa,per ritrovar giustizia  tra barbari da me indegnamente comandati al fronte mentre  sol rancore ho visto diffondersi poiché ,or piangendo, comprendo come io non abbia ammazzato colui per amor verso il quale  vivo comprendendo come lo stesso(riferito all’ amore) mi abbia ostacolato ,benché sia sottomesso all’ astio per colui che qui non ha ragion d’ essere, mentre bambini e coloro che a vita felice aspiravan il tutto oscurarsi  li soffoca tra i loro desideri di raggiunger la città perfetta,portatrice di giustizia, che a causa mia ho depravato.
Possa quindi morire ,indegna tra le dee, per aver reso l’ unico lume spento a causa d’ eterno astio portante alla pazzia>>(Gli dei ,rammento,benché siano immortali,posso essere uccisi e quindi suicidarsi,per esempio Crono è morto a causa di Zeus)
                                          Cap.7
(Olimpo ,Giove ,Venere)
Giove ,chiamata urgentemente   Venere  senza che essa abbia tempo di attaccar parola ,parlò irriverente
<<il fato chiede che dei non si prostrino agli uomini divenendo mortali  per cui io,re tra gli stessi,ti ordino di scender,o figlia,affinché tu possa frenar la dea che davanti alle bianche,oramai distrutte, porte di Roma,giace, adducendo(a se stessa)ciò che solo ai mortali è permesso(la morte,ndr)>>(naturalmente qui è il fato che avverte,in quanto entità divina,giove,supremo tra gli dei.  )
<<come ? Come può Roma cader senza che io sappia? Io pensante a Darkòn l’ ho spinto ad amar ,a viver per la stessa non potendo permetter che lui vedesse ciò per il qual più di tutto ha condotto la flebil mortal vita>>
<<scendi,o Venere, poiché ai mortali s’ addice la morte e l’ apparenza ,ai divini la saggezza e l’ eterno divenire>>
ella raggiunse frettolosa Roma,essendo dal padre questo ordinato,osservando colei che dedusse fosse dea affermando ,apparsa tra la luce che il corpo emise,volendo ella così,per ora, mostrarsi
<<fermati ,o dea,essendo tu la stessa ,non potendo quindi osteggiare ciò che di eterno è intrinseco degli dei>>
<<ma come posso ?O dea  di cui non posso ravvisar il volto ,protetto da luce abbagliante,come posso non lasciar la vita il cui destino sarebbe quello di soffrir in perpetuo modo ,se ho influenzato colui nei confronti del quale ho scoperto amore,prima dall’ odio coperto,affinché a Roma,eterna per le grazie ,non scendesse non portandolo alla morte per tale pulsione?(lei solitamente ammazzava gli occidentali ,pervasa dall’ ira quindi lei deduce che il fatto che non l’ abbia attuato sia causato dal suo amore nell’ inconscio pulsante che ora conosce) (intreccia le nivee mani portate al petto)(si sottintendono molte parti sintattiche in tale frase)Io che occidentali ho massacrato per violenza da loro non commessa,io che or scorgendolo nei suoi sentimenti ho scoperto d’ amar l’ uomo alla cui morte  condurrò a causa del mio atto che contro la giustizia ,contro l’ umanità intera si schiera,protetto   fin d’ ora dalla mia inconsapevolezza>>
Allora ella comprese il perché del fatto che Darkòn non si smuovesse se non quando ella con poteri arcani ne impedì influenza mentale se non quella della pulsion a tendere verso Roma ed ebbe dilemma ad accettar che ella,avente responsabilità poiché non lo schermò pur essendo dea, lo offese quasi deturpandone l’ onor ai Romani sacro ordinandogli di pervenir a Roma con tono mostrante sdegno verso coloro che alla stessa non si dirigevano sorreggendola ,essendo romani, allora cadde anch’ essa in altro sconforto ,già avuto dal peso gravoso del fatto che ella su Roma gli infuse idee e onor per il quale egli viveva senza prender in considerazione che la stessa potesse nel nulla smantellarsi,manipolando menti affinché Roma servissero senza che pensasse al modo in  cui le stesse potesser accettar la fine dell’ ente dalla  dea,inconsapevole al principio di ciò,  a loro destinato per cui comprese come aveva macchiato una vita di speranze per lei inesistenti che ora nel baratro della morte andavano sgretolandosi mentre ella con la dea aveva destino ancor più  crudele di osservarne dall’ alto lo strazio  senza poter usufruir della stessa per spezzar patimento incessante e per loro eterno poiché fato così avrebbe voluto ,e or ,essendo dea ,lo comprese(ossia ora il fato rende noto il futuro prossimo a Venere),ossia che Darkòn  ,raggiunta Roma,non possa dagli dei oramai aver supporto essendo destino che egli lì morisse ,affranto da sogno ,oramai incolmabile d’ altro che potesse sostenerlo.
   Allor ella(la dea dall’ oriental volto)  ,senza proferir alcunché, acconsentì alla dea palpandole la mano abbassata insieme al corpo della stessa dall’ oriental volto a venere,ancor sovrabbonda di luce, inginocchiata (non è riferito a Venere a  differenza dell’ aggettivo precedente,ndr) .Allor Venere la condusse nell’ alto dei cieli in attesa di ciò che oramai era prossimo ad accadere essendo Darkòn vicino alle mura dell’ Urbe.

                                                   Cap.8

(leggere abbastanza velocemente evitando di seguire le virgole che avrei dovuto al testo aggiungere,alla fine del testo ,come in altre parti,la punteggiatura è personale e segue il modo in cui dovrebbe essere letta o affermata dai personaggi,ndr)Galoppava senza sosta evitando di girarsi all’ indietro per osservar la distanza da lui avuta nei confronti della turba  ,essendo le sue truppe, dovendo accorrer a Roma speranzoso che la stessa sia lì a risieder luccicate delle mura(vedi una nota già prima scritta) ,non potendo concepire disegno allo stesso da lui prima designato opposto avendo sol lo stesso in quanto luce guidante ogni suo agire ,sebben ,lì arrivato, vision tremenda davanti a lui fece capo(qui ho contratto la parte finale della parola capolino)  lasciando che ,prima l’ interdizione,poi tracimante sofferenza gli pervenga fin nelle viscere dell’ animo non permettendogli respiro squilibrandosi quasi all’ indietro ,poggiato sulle ginocchia sui corpi di coloro che battaglia cruciale davanti alle mura medesime avevan affrontato mentre egli ,anche lui,tanto immoto era,sembrava morto tra i cadaveri ricadenti  l’ un sull’ altro in pile sempre maggiori. Allor torse egli stesso rinnegando il tutto ,lacerandosi con ciò che aveva ,essendo lama(ossia ciò che aveva era una lama),con ferite che su tutto il corpo si dilungavan  tra le quali ,certe ,antiche,(erano)aperte tra gli spasmi mentre oramai colmo di sangue si nascondeva con  contorcimento tra le masse imputridite riempiendosi di vermi che corpi dilaniavano insieme ad altro sangue portato dagli stessi finché ,dopo tale attimo di pazzia irreprimibile venuta dall’ inconscio,egli correndo sfrenato tra i corpi aprì la porta,devastata dall’ aggression brutale, d ‘accesso alla città desolata scovando palazzi o edifici privi d’ alcun sostegno portante caduti a pezzi;altri ,se ancor in piedi,a stento reggevan(se stessi)  mentre sol degrado si faceva strada al suo arrivo senza che anima viva trovasse ,se non ciò che le stesse avrebbe dovuto ospitare ,oramai in decomposizione(riferito a ciò) , mentre ,ripulitosi da ciò che aveva ,insozzato egli  d’ ogni tipo di  illuvie provocate dalla scarmiglia(scarmaglia qui assume il significato antico di azzuffata), sborrò(uscì con impeto,arcaicismo)d’ ogni tipo di lume lasciando che cielo infuocato d’ odio (qui non si fruisce solo della parola esprimente l’ emozione ma anche dell’ immagine consapevole che dal sentimento medesimo nella mente di Darkòn  scaturisce) gli venisse in mente non avendo altro al quale far appello se non lo sfogo compulsivo(nel significato di costrittivo)  ,essendo lo stesso privo di schemi dati dalla ragion prima imperante(qui compulsivo lo si utilizza poiché costringe la mente ad evitar di essere razionale),perseguendo nel suo immondo cammino(il modo in cui camminava,ossia pieno di vermi o altro pattume ,rende il cammino stesso immondo).
Pervenne allora nel posto in cui ,da ragazzo ancor spensierato,s’ abbasso davanti alla statua d’ un imperatore per lui a quel tempo Roma rappresentante(leggi note precedenti) lodando Venere la quale oramai anch’ egli amava allor lì fredda(ossia in quel momento,nel quale lui da piccolo arrivò a Roma notando che venere con lui non ebbe la stessa fanciullezza mostrandosi dea, fredda rispetto al suo amore,lì scandisce una locazione temporale,non locale,ossia del luogo) mente riprese coscienza assoggettando l’ altra (ossia il suo sé che voleva che lui dalle emozioni fosse guidato)maggiormente pulsante poiché il ricordo lo rese consapevole di ciò che ,caduto, rappresentava la sua essenza allora con il mantello purpureo stracciato ,avente il simbolo dell’ aquila predatrice,rappresentante la sua locazione  sociale nell’ esercito,s’ inchinò prima alla statua medesima oramai cadente poi alzatosi ,poggiata una mano al petto e l’ altra avente arma, affermò solenne
<<che possa il sol ,la terra o altro astro collassar in un tutt’ uno non essendo degni di girovagar nel cosmo senza che Roma si ponga  come guida nell’ arduo cammino il divenire imperante, mentre ciel stellato finisca di emanar luce non rispecchiante realtà nella  qual la stessa lì(lì =nel cielo,lui parlando guada il cielo) appare aliena al nostro esser dovendo lo stesso ricercar ciò che sfugge essendo sol sogno non realizzabile. Ciò ,suprema felicità è il nome,regna nei nostri cuori nella consapevolezza che gli stessi non possan ottenerla ,affranti per ciò mentre, ciò che accade conferma gravoso avvenire dal fato scelto per il qual l’ uomo ,dalla volubil essenza, non può altro che proseguir sentiero nel qual riparo dal male o altro patimento non scorge ravvisandone  sempre incombente,mentre la pace ,o ciò che più conta,stenta ad aver visualizzazione in un mondo in cui la stessa,volubil come l’ uomo anch’ essa,  permane nell’ aura d’ un pensiero candido  dal quale la stessa non si smuove divenendo realtà stabile ed eterna,distante da ciò che qui ho intravisto;poiché ,oggi e per sempre,tra le macerie ; unico barlume .S’ è spento>>(la resa del testo è personale,insieme all’utilizzo della punteggiatura che rispecchia il modo in cui egli scandisce il testo insieme al ragionamento sottostante lo stesso,nel contempo della recitazione del quale egli afferra il suo gladio adocchiandolo prima del fatal atto)
(s’ ammazza)
Pianti dall’ alto dagli dei afflitti si riversan sul cosmo alla morte di colui per il qual Venere  insieme alla dea prima a lei avversa sentimenti contorti all’ amor tendenti provava mentre le stesse scuotendosi l’ un l’ altra con impetuosi abbracci compatenti premevan affinché la compagna la(qui è singolare l’ articolo poiché si riferisce al fatto che una delle due chiedesse all’ altra appoggio fisico ,quindi psicologico,per l’ accadimento) sorreggesse mentre tra le due nessuna aveva presente un futuro nel qual la consapevolezza eterna oberasse  alla stessa maniera premendo su ogni impulso che potesse sospingerle avendo sol tendenza verso il vuoto assoluto non essendoci ché tormento o tribolazione(rafforzativo il secondo rispetto al primo ,essendo di stesso significato).Sol sangue tra lor ,nei pianti,si poteva scrutar dal basso se con occhio attento si osservasse ben il cielo essendo le dee flagellanti l’ un ‘altra per traboccante strazio non contenenti  (che i loro animi non contengono) loro animi oramai espiati dalla sofferenza ad altro spasimo.(qui dalla e ad indicano il fatto che ,espiata un po’ della colpa con sofferenza, altra ne verrà subito dopo;per fare in modo che si evinca ciò bisogna anche notare l’ utilizzo delle preposizioni che indicano un moto a luogo figurato ossia un  passaggio perpetuo ed inarrestabile tra un patimento all’ altro) 

martedì 19 giugno 2012

cap3


(Darkòn scintillante d’ armatura scende a terra ,lasciata la nave lui trasportante)(d’ armatura qui è limitativo rispetto a scintillante,ossia limita il modo in cui  è scintillante)(sbarcano volendo eseguire incursione veemente dal luogo in cui i barbari di essi non si accorsero della presenza)
(Darkòn)<<le spie ,m’ hanno accennato, hanno avvistato una cittadina  marina al lato della nostra compagine>>
<<si ,senatore,essa ancor distanzia(poet. è distante)>>
<<rammento di aver preso tale decisione benché il tempo ha obliterato le specificità della stessa,benché or sappia dove destreggiarmi  ,dovendo ,per primo atto,  assoggettare asserragliando   la cittadina insieme al dominio  dalla stessa supervisionato(ossia ai territori  che governa la città) >>
tutto ravvisava un esser realizzato della mission con etica e moral che Roma imponeva benché ,pervenuto al villaggio,qualcosa notai tra le folle moventi(qui si passa dalla terza alla prima persona singolare,sta raccontando ,in tenda,il suo avvenire )
<<invasori!invasori!>>
ciò sentivo rimbombar nel mio capo  ,così tradotto  da colui che davanti a me era ubicato ,mentre io stentavo a creder come la Roma eterna e immutabil ,se non in favor di  grazia maggiore,ma difficilmente raggiungibile tra i barbari, possa esser così definita(ossia gridare il termine invasore,s’ intende che Roma s’ evolve sol in funzione del divino) ,benché la stessa luce apporti tra i popoli ,privando della vita sol chi di essa cerchi lì abbattimento ,benché compresi il motivo  ,quando intravidi tra i romani gloriosi  chi ,piegati  i nemici in arme,con spada tratta  falciava le vite di chi ,civile, ricchezze serbava nel petto ,timoroso del proprio avvenire, ed io compresi la Roma che cercavo come fosse distante dalla stessa la qual sol di nome avea somiglianza ,lasciando a focoso odio altre azioni che ,da tale immaginazione da lui fin nell’ animo figurata,si discostassero(si passa velocemente tra considerazioni dell’ autore e vero parlar di Darkòn)   ;allor ,visto un zerbino   esser lacerato ,strascicato  nel fango ,allontanatomi da chi sol parole  traduceva trascurando pulsioni,ad egli mi avvicinai delirante ,con cuor lacerato per prostrazione(di quello,del ragazzo)  ,piangendo e affermando tali parole dopo che con  abbraccio sfogante lo irretii.  prima che  m’ assestai davanti a lui, assorbendo(psicologicamente) lo sfregio  sanguinate nell’ animo
(dopo l’ abbraccio dopo il quale  [è]in posizione  immota , piangente, poggiato sulle gambe piegate con ginocchia a terra)<<come può Roma così lasciar che bambino innocente muoia a causa dello star vicino a romano che sol suprema luce avrebbe dovuto addurre?( gli palpa il viso sanguinante lasciante la vita per l’ imminente morte)Avrebbero dovuto morire coloro che di Roma si opponevan all’ arrivo ,non tu che or ,vicino alla morte,attendi invano(ciò che Roma avrebbe dovuto arrecar nell’ animo di chi ad essa si annetteva ,essendo nei suoi territori)(lo abbraccia).Scusa ,scusami o ciel,o Giove,fulminante lo spirito,  il procurar pace non credevo portasse a ciò ,eppur non posso lasciar che tali ingiustizie si ripetano,sebbene ho compreso come Roma non fosse purgata ,essendo  della divina stirpe che l’ uomo avrebbe dovuto al ciel condurre;no(attende pensando,rinnegando l’ accaduto), è quel soldato che così ha effettuato ma mai un Romano attuerebbe ciò ,essendo i suoi discendenti così dettanti da Venere aventi divino  insegnamento …..(si gira per adocchiar il comportamento altrui)(lascia il corpo alla vista  lugubre di ciò a cui crede non dovrebbe assistere) (si siede a terra riflettendo mentre il pianto lo assale)Come è possibile che ciò a cui credevo si  dissipi?Nell’ oblio dei miei soldati  s’ è locato lo splendor di Roma ,tra tutti imperitura, essendo forse qui guidati (ossia in territorio barbaro), poiché non posso pervenir alla conclusione stando alla qual  da Roma ,centro del mondo ,capitale della luce l’ uomo conducente ,possan qui esser vivi coloro che ,straziando  volgo, issino il vessillo della romana stirpe ,senza che possan dallo stesso ricever lume fuorviante(fuorviante in senso positivo,ossia che conduce fuori dall’uman pensare) ,dal qual concepir  come la Roma ,che tutti ricercan essendo oppressi, non può render nulli i propri(riferito a tutti in quanto persone,ndr) sforzi e ideologie ,rendendoli manchevoli del civil agire del quale la stessa per altrettanto (ossia per civile,qui altrettanto si sostituisce a civile) regno ha necessità ,benché  ciò non accada ,sebbene  non ne concepisca la ragione>>
Ode grida,tradotte, di chi ,conquistata la città, bestemmia  a favor del popolo che prima di essa deteneva il governo, non avendo comprensione di ciò per il qual tali asserzioni  fosser dette, se non dopo aver notato masse dalle quali laghi di sangue sgorgavan irrequieti ,pur essendo gli stessi formati da civil persone morenti invano per l’ agognar(di beni ,si sottintende) dei militanti allor con tono sommesso afferma
<<che destin efferato  mi tocca? Cosa il fato lascia che  uomo un tal atto atroce  a se stesso adduca?Ossia infiammar di coloro ,di cui non volevo il perir,  i corpi ,essendo gli stessi privi di   respir vitale mentre il mio esercito esulta per vittoria priva d’ etica e morale che di Roma si esalta ,benché non comprenda come dall’ esser ottenebrato(rispetto ai principi dopo esposti)  di tal evento  non si possa estrapolar l’ essenza di ciò che civiltà suprema  vorrebbe causar nei conquistati dalla stessa,eppure  tutti esultan ridendo insieme al senato che di tale accadimento  solo la vittoria di Roma esuberante  per ciò saprà, benché tali morti rimarranno oscure nella storia insieme ai nomi ,all’ essenza  che non verrà più rammentata di chi ,qui morto,rimarrà come in un abisso nella consapevolezza di chi ,per la consapevolezza medesima ,terrà il peso dell’ atto oberante l’ animo incapace di trattener l’ ira ferale>>
(arde la caterva di corpi da Darkòn bruciati mentre per tal fuoco divampante le lacrime si profondevan allaganti)
Da quel momento,  pulsioni a favor dei principi  a far posto alla saggezza spariron ,cosciente egli dell’ agir ,del male che nel mondo  poteva esser presente ,sebbene il culto della Roma lucente in lui permaneva ,essendo speranzoso per la fanciullezza che ancor sicuro(riferito a lo)  lo spalleggiava(ossia il suo essere fanciullesco richiamava il suo amore per questi principi) .
Dopo di ciò, vagabondò ,non avendo scovato la ragion d’ esser del comportamento da lui scorto ,mentre morti(qui si va a descrivere il fatto che a Darkòn, pensante ad altro, sgomento  sembrasse che i morti a lui si avvicinassero,benché fosse il contrario) e mendicanti paressero ad egli  a lui passar vicino benché ad essi egli non volgeva pensiero, avendo come occupazione  il rifletter che impediva ad altro(pensiero)  di fuoriuscir col fin di condurre le proprie azioni in relazione alle circostanze che ,asserragliandolo, mutavan quasi eternamente.
Egli così si sedette sotto un arbusto  dal tronco elevato (un albero)  ,in attesa di qualcosa che di egli avrebbe potuto render radiosa  la mente, avendo in dimenticanza(poet. dimenticando) ciò a cui era predestinato dal senato, essendo l’ etica per lui ben più  straripante dal proprio controllo rispetto ad altro che ,emarginato,non poteva attutir di molto  le pulsioni raggiungenti l’ animo irrequieto(ossia l’ etica influenzava molto la sua persona) per cui ,riflettente, attendeva ,sebbene altro non scovò, se non la propria ira per l’ atto ,chiedente(riferito a ira) vendetta per i morti a favor della civiltà,essendo ancor giovine ,il ché lo sospingeva verso ciò guidato dalle passioni, ma il suo esser formale e sociale lo spinse a ritornar nei ranghi finché,dopo (del) tempo passato invano, egli s’ alzò dirigendosi ove altri dimoravan rinvenendo(nel significato di tornare)  alle sue attività,pretendendo(nel sign. di fingere) che nulla gli avesse trapassato l’ animo pur essendo cosciente che non avrebbe potuto perseguir nel sottomettere i suoi di colpa stati.
Intromettendosi tra  seguiti,(che lo seguivano,quindi  i soldati) aveva accesso a luoghi , non essendo suo scopo l’ andar setacciando  un qualcosa che di empirico potesse esser d’ ausilio, avendo lo spirito che si smuoveva introducendosi nei suoi movimenti di modo ché egli si rendesse conto dell’ accadimento(ossia anche i movimenti davano un messaggio ala coscienza di ricordarsi dell’ atto commesso)  ,essendo la pulsion ritornante di vendetta ,adombrata dall’ altro sé razionale , mentre egli con altri discuteva sul da farsi sopprimendo ogni istinto che potesse riemergere.
                           Cap.4(si ritorna al momento nel 2 capitolo raccontato)
Zelante ,partì l’ indomani non avendo altro con cui aver relazione  ,se non con tal missione  da Roma stessa proposta per cui,inarcato l’ esercito con esaltazioni(fig. nel senso di aizzato),egli si recò  lesto al confin dal qual celere si mosse ,perito nell’ equilibrar le condizioni a suo vantaggio ,benché non avesse nozione sul modo in cui  aver la meglio contro chi ,rispetto a lui, avrebbe avuto luogo e numero vantaggiosi alquanto ,benché animo ribelle misto agli ideali che lo stesso rendevan scattante ,aveva per lui il miglior modo per inarcar  fato avverso(ossia rivoltarlo in positivo) ,fidente  di ciò che Roma riservasse ,priva di sconfitte essendo egli stesso ricordante delle gloriose storie aventi lo stemma centrale(ossia il significato dell’ aquila,simbolo di potenza) di Roma nel significato delle stesse, esaltando l’ onor insieme alla democrazia del senato ,prima se non vera istituzione dovente il globo amministrar  per cui,a causa di ciò,non esitò nel condurre in macabri loci   truppe  , mentre (il)proprio fervore diffuse nell’ esercito stesso .avente ora anche di lui di Roma il glorificar nel sangue ,sebbene situazion disagevole  potrebbe in poco tempo esser di peso nella campagna,benché in Europa centrale l’ oriental avanzata devastò il tutto ritirandosi (dal punto di vista militare,sogg. la Germania,qui ritirare assume un significato quale fiaccarsi)al moderno assetto  al qual egli s’ accingeva ad acceder .
L’ armata,svigorita  dopo or di marcia,arrancava claudicando  ma Darkòn ,irrequieto e pimpante, insieme al suo esser scintillante e serio ,richiamati all’ ordine, asserì
<<come potete ,voi,cader per  mano nemica ,essendo in tale condizione così si mostrante(che così si mostra,s’ intende), non avendo concezion degli ideali che fin qui vi hanno condotto ? Dov’ è la Roma ,signora tra le città,che, avvampando gli animi, perconduce(poet.) il tutto a suo imperar ,essendo ella per ragion divina avente tale potere?Dove la scintilla d’ amor per la democrazia suprema che qui osteggiate(essendo fiacchi) ,come se la stessa non avesse alcun sede  nel vostro spirito ?   Volete quindi che tali regimi ci sottomettano  ,vessando anche le nostre famiglie al voler dei dittatori infami? È ciò che volete ?>> Asserì toccante Darkòn i cuori di chi di esso aveva udito discorso ,avendo adempiuto il fine  poiché ,avendo gli stessi ritrovato vigore,sorresser bene lo scudo aizzandolo  di poco ,per gravosa essenza ,verso il conducente ,non ottenebrando(non eseguendo male,s’ intende)alcuna movimentazione  .Soggiogarono villaggi senza alcun dilemma ,benché Darkòn medesimo intimava alla quiete,avendo terrore ,l’ animo flagellante, per ciò prima accaduto, essendo il suo inconscio pulsante  nei confronti di ciò(ossia dell’ evento di cui si sta parlando,ossia l’ invasione) mentre i suoi sensi di colpa avanzavano poiché sempre più morte trovava disseminata in ogni dove a causa di pugne ,i corpi recisi,a cui ,alle volte,lui stesso aveva preso parte ,affievolendo di poco il suo premer per Roma(costruzione poetica,il suo tenerci a Roma) che non diminuiva tanto da poter rendere nulla la missione a lui affidatagli.
Dopo poco ,avendo Darkòn arguito già da periodo assai distante che alcun impedimento costeggiasse la via, avendo quindi, con redini nella mano, agito conseguentemente(ossia in conseguenza del fatto che non ci sono impedimenti)  ,pervennero ben lontano da Roma, avendo oramai superato le cartine dal senato fornitagli, dovendo quindi affidarsi a geografi aventi poca esperienza   che giunsero all’ asserir che ,più a sud,era ubicato il mar vicino al quale Roma aveva altri possedimenti,trovatosi ,la stessa massa d’ acqua,al di sopra del mar mediterraneo vicino al qual Darkòn medesimo nacque , per cui, conclusero che ,nel caso in cui avessero complicazioni,avrebbero dovuto per di lì discendere fin al raggiungimento delle coste dalle quali traffici agevoli ,non essendoci disordini , erano destinati al rifornimento di Roma ma ,per onore, egli  s’ inoltrò deviando verso sud solo dopo che a sud medesimo non raggiungessero(avrebbero raggiunto) rocche  a Roma socie 
,divenendo caparbio   ,oltrepassando  i monti del Caucaso dopo mesi e mesi di marcia ,sebbene la sua compagine ,insieme ai suoi seguiti(ripetizione inutile dal punto di vista semantico), non avesse altro ,se non l’ aver difetto d’ ogni altra risorsa  per perseguir la rotta  ,essendo molto celere il loro detronar  masse(togliere a masse un re,ossia spodestare governi per quello di Roma)  ,non scovando altro che pochi villaggi,se non per(si riferisce al fatto che loro non avrebbero proseguito,non avendo risorse,se non…) il fatto che Darkòn ,con innatural spirito,  proseguì con esortazioni ,fidando in Roma , mentre nessuno osava di lui deporre il potere,  amandolo per la sua essenza unente la fanciullezza alla serietà colla qual lo stesso si esprimeva ,rendendo sublime ogni istante accompagnante loro.



                                                                Cap. 5
(India,Tempio,Sacerdote)
Sulle scale stava, non avendo altro da compier se non il rito nel  qual era intento ,per timor  de’ romani sul confine avanzati, essendo egli cosciente della potenza di Roma suprema  allora egli ,invocata la dea con  occulti riti e preghiere, attendeva dalla stessa risposta divina o segno dal qual percepir risvolto il quale accadde con luce ,da flebil elemento a insaziabil risposta  sul  buio , inondante la stanza in legno ,oscurata se non (ossia se essa non fosse dalle candele illuminata in parte) da candele, dalla quale(riferito a luce) donna dall’ albicante (volto) misto al candido del volto(dello stesso), insieme alle vesti, fece apparizion solenne con ,da vaga parvenza,  capo  percettibil  alla simulacro guisa(ossia come se fosse un simulacro)  .
Ella ,avvicinatosi al declinato corpo del vecchio stralunante ,asserì parole alate ma fuggenti ,sapendo che lo stesso l’ aveva chiamata affinché l’ invasion  di Roma fermasse dal celebre avanzar
<<sappi che io ,eterna fra le donne,di Roma disfarò  l’ esercito,mogli e  pargoli e chiunque a me si interponga ,avendo ella sfidato ira divina ,pur essendo ella stessa nata da tal stirpe(ossia da quella divina) per cui dimetti tali affari(si riferisce agli oggetti del rito intesi come perdite di tempo,quindi affari,ndr) pensando ai caduti, mentre sarò io a debellar tal stirpe che presso di  noi s’ avventura ,priva di prudenza>>
Sparita,l’ eterna tra le donne, dall’ oriental volto, apparve dove ella voleva che la sua immagine si mostrasse
(Mongolia,la dea,corte di una principe del posto,  tenda del medesimo,notte fonda ,egli dorme)
Dormiva irretito dalla guerra privante d’ ogni fonte dalla qual trarre riposo se non l’ abbandonarsi allo stesso,sopito nei sogni estirpanti l’ animo dalla material forma, perdendo coscienza quando,(segui le virgole anche se grammaticalmente non sono nella posizione esatta) accecante luce lo sorprese  nel suo fosco  meditare  , facendo in modo che lui,sguainata la spada ,s’ alzò balzante senza eguali per scioltezza ,benché davanti  ,più che nemico. un’ ammaliatrice donna dall’ oriental volto emerse dalle tenebre dal vespro circoscritte in tal luogo  ;appena egli disserrò gli occhi prima socchiusi, con  candido volto   delle purpuree serve che dimoravan con lui,  ella con volto ancor mondo  si mostrò al mortale essendo ella di celestial natura (purpureo si riferisce alle vesti dalle serve medesime indossate)
<<chi è colei che qui accede senza che da me  abbia autorizzazione, o sguattera che qui appari destandomi >>
Ma ella ,con calma trascendente sebben nella stessa decisione imperante s’ ascondesse,rispose emanando sospir di grazia(poet.) mentre un tuono ,al terminar della frase,ne determinò la risolutezza insieme alla divina potenza
<<sii tu mio servo ,essendo mortale ,ché mio padrone>> 
Egli comprese nel sonno(qui con ‘nel sonno’ s’ intende il fatto che lui agisce ancora annebbiato dal sonno medesimo) la sventura nell’ empio atto  , allora con volto perduto asserì sommesso
<<che di me laceri il corpo ,o dea;che la mia vita abbia fine  per tal affermazione>>
<<che la stessa non termini fintantoché il servigio da me richiesto non venga compiuto(altro tuono,la dea è severa e calma con volto freddo e attonito ma deciso nei lineamenti)>>
<<o mia dea, se ancor schiavo che morte merita serve alla vostra soglia ,ch’ io posso almen esser puro con ciò ,dal mio oltraggioso atto nei vostri confronti >>
<<và e che a Roma ,corrotta dai politici,ti diriga in arme commettendo strage senza eguali>>
<<che sia fatto ,allor domani partiremo come da lei  richiesto>>
Sparì riportandolo al sonno col quale l’ aveva scovato (qui è figurativo il pronome relativo) attendendo l’ alba in attesa di visionar  che egli,come fece,eseguisse la sacral pretesa .







Più avanzava più messi che da Roma lo raggiunsero asserivano che la depravazione  in Roma stessa dilagasse ,sebbene lui ,non accettando tali parole,perseguiva  sempre più ,pur nel suo inconscio avendo compreso che tale missione motivo affinché egli morisse si stava dimostrando,ma egli , ombrando ciò alla sua mente, ricercava sbocco nel suo turbamento per ciò che i messi della Roma medesima raffiguravano(i messi provenivano dai senatori a lui soci) ,con insistenza immane ,non lasciando (se non che)che  manipolo  ,se non spasmo smisurato per l’ estenuante passar verso il nulla per ampio sdegno  e sua ripugnanza, abbia  ,trasalendo,Darkòn, non appena si rendesse esplicito che  andasse infrangendosi il  suo aspirar(il suo aspirar a Roma pura)  , volendo demostrar(dimostrare)  a se stesso  come  per Roma avrebbe eseguito ciò dalla stessa richiesto ,non essendo (lui)a fiaccarla (come)colui che ,aggiogato dagli averi,ad essa non ubbidisca in quanto stella  l’ uomo spaurito sorreggente   nei confronti di chi lì ,incivilmente,pervenisse  esigendo dovizie (ossia i barbari). Allora  violenza inaudita prese il sopravvento ,guidata dall’ astio per chi di Roma aveva invaso(ossia lui sfoga la sua ira su chi ,ossia i barbari,aveva prima conquistato regni a roma alleati o terre della stessa)possedimenti , facendo dei barbari un sol fascio ,benché si trattasse di general schema(di pensiero,ossia modo di ragionare)  ;così ,in poco tempo,massacrò interi villaggi spopolando ogni regno nel quale aveva avuto ubicazione,devastando truppe ed ogni tipo di difesa che a lui tentasse di opporsi,essendo la fine di Roma di cui sentiva squittio(poet. ossia poiché sentiva la fine di Roma di cui la gente parlava) tra le genti,essendo prossima(la fine di Roma) per chi si informasse tra i ciarlieri ,motivo per il qual barbari avrebber dovuto pagar col sangue.

                                                        Cap.5
Ancora una volta con spada tratta ,entrato in un paesino,invase ogni vicolo ,essendo irato, mentre ogni individuo di lui nemico periva travolto al suo arrivo, per cui ,senza esitare, madri ,figli e nipoti massacrava con stragi ,sebbene qualcuno ne cercasse la fine(a tal strage),benché ,sebbene arroccato(nel senso di chiuso ossia il furore annebbiava ciò che o stesso avrebbe placato)  dal furore ,sentì una voce alla quale si girò turpe ,essendo per lui ognuno a lui avverso,  sebbene  s’ accorse che al suo ardere rispose la fanciullezza d’ una piangente fanciulla la cui madre ,da lui uccisa, giaceva al lato della stessa ,finché pose la spada e ne vide il corpicino ,essendone illuminato ,avendo dilemma ad esser osceno (qui osceno significa’ senza morale e confini della stessa coi quali delimitare il proprio carattere’,definizione mia per rendere ben comprensibile la concettualizzazione del termine osceno in tal testo che va a delineare il fatto che lui comprende che ammazzando la bambina sarebbe risultato osceno ) con chi a lui così s’ era presentato  ;comprese in tal momento come il suo sospinger  audace si propagasse  verso  chi non avesse  colpa ;lasciò ogni oggetto da lui portato ,reso in frantumi ognuno  tra gli stessi(stessi riferito ad ‘oggetto’)  degradabile a sua portata, finché parlò a colei dall’ oriental volto avente dolore in petto
<< Scorgo il  patimento interiore,quasi viscerale,che vincola  il figlio indelebilmente a colei che l’ ha generato,  causato dal mio brando ,sebbene indarno ti possa porger aiuto poiché a causa del mio livor contro te scuoto il mio strazio  lasciando che lo stesso ne diffonda altro a chi dovrebbe raggiante vita condurre  ma non posso lasciar che Roma cada per man di chi reputo barbaro ,non posso permettere a nessuno di entrar nell’ urbe che per vigliaccheria   nemica cade stando in piedi sol coll’ ardir  di chi dalla stessa non  si distolga(si allontani)   per cui ,non posso io frenar il mio avviluppante l’ animo  furore per tali cause, avendo Roma che prima fra tutte non deve ceder per i miei futili spasmi ,essendo colei per la cui esistenza immolazione umana ci s’ aspetta senza eguali poiché  se,benché sia impossibile,dovessi esser reputato colpevole  per ciò che io amo più d’ ogni altra cosa,facendo in modo che i miei sensi di colpa  mi premessero non avendo sfruttato di me ogni abilità che a Roma avesse apportato ausilio,allora morirei ,qui,davanti a te ,poiché non son degno di servir in tal terre,Roma ,suprema per grazia  >>
Ma ella,dall’ angelico oriental volto, essendo la dea a cui sopra ho accennato ,chiamata dal vecchio ,diretto uno sguardo mesto, lo osservò per un po’ per poi rimirar con maggior tenacia, finché allo stesso avvicinandosi non provando pavento per chi della madre aveva sradicato la vita ,ma con sguardo malinconico e saggio e cercante protezione ,lo abbraccia
(lui)<< come posso io aver attuato tal atto(allitterazione), così privo d’ etica per le mie ridondanti passioni avendo così dissipato  i sogni d’ una bambina che della madre cercherà il petto e quelli d’ una madre che nella figlia scoverà appoggio?>> era reso prigioniero dal fascino della dea ,travestitasi da mortale ,avendo la stessa adoprato   maneggi arcani   per  adempier ai suoi scopi
.Ella ,intanto,non accennava ad alcunché  col verbo  benché il volto della stessa tiepido ,sebbene mostrasse un ché di malinconico, affermava ciò che la bocca non poteva ,non avendo  per  eseguir ciò pudore e audacia ,con spoglie  di colei con cui aveva insostituibil legame vicino al proprio corpo insudiciato anch’ esso del sangue dell’ amata(stando a ciò che egli osservava,ndr) ,ma egli non comprendeva come potesse una bambina a ciò non piangere o urlar vendetta sguainando parole che ,prive di fondamento alcuno,avrebber reso manifesto il dissenso ,sebben’ ella con ciò non aveva legami ,essendo sol tesa nell’ osservarlo e nel seguirlo non appena ,mossosi,sfuggiva al suo sguardo ritornando lui all’ accampamento vicino non avendo intenzione ,dopo il raggelante incontro, di perseguir nella pugna  da lui condotta,come ella voleva che effettuasse.
Si sedette nella sua capanna quando nella stessa fece accesso la bambina medesima che lo tallonò  di nascosto notando,egli, che la stessa oramai ,pur non  proferendo alcunché,accennasse al pianto non riuscendo a trattener le lacrime uscenti benché ella ,con solito adocchiarlo, aggiunse nel vuoto del silenzio con inceder da fanciulla molto flebile(ella sapeva far l’ attrice)
<<non ho casa,dove vado?Non posseggo famiglia alla quale appellarmi;lasci che io poltrisca morente nei pressi del cadavere da te lacerato?Vuoi segregarmi  qui  ,non avendo suppellettil  alcuno essendo anche la mia dimora arsa nel nulla nel qual mi ritrovo?>>
 <<più tu mi parli ,più rammento ciò che io ho effettuato ,più comprendo come i tuoi gesti mi castighino  più delle semplici parole che avresti potuto aggiungere>>
(silenzio,poi riprende il dialogo da lui prima interrotto con una sua asserzione)
<<se ti lasciassi ,non solo non rispetterei l’ etica che mai ho seguito ma permetterei che il simbolo della mia disfatta possa morire ,non divenendo colei dalla qual si può trarre il fatto che io posso non esser solo freddo carnefice che tra le file nemiche stragi esegua, ma anche colui avente dal fosco furore ripresa audace dalla qual rischiarar se stesso .O Fanciulla,abbi pietà di me ,lurido che ammazza senza scrupoli e che ora chiede perdono solo dopo che vite egli stesso ha tratto alla morte mentre tu,unica viva al mio incontro,sii la mia luce alla quale appellarmi,dalla quale ricordar altra natura la quale mi appartiene,al di fuori dell’ uman peccato d’esser impetuoso in battaglia o in altro luogo e d’ aver ora lume ,sol dopo tali strazi  ,ma se tu,mio nuovo amore,possa lasciar che io manifesti l’ altro me stesso allora potrò viver felice con te… non so perché la ragione mi sfugge(l’ influenza mentale della dea) ma ,se esso è ciò che voglio nel mio animo,allora la stessa non può far altro che retroceder a favor di tal sentimento >>
(Dopo che rifletté per ore insieme alla fanciulla ,che immota lì attendeva, s’ alzò per portare  a termine la sua conquista,evitando morti con ritirata ,consultandosi con altri generali sebbene l’ adolescente  lo perseguitasse pedinando lui in ogni sua azione finché ,giratosi ,essendosene accorto,esigé   con stizza risposta esauriente
<<cosa ti spinge ad incalzarmi (nell’ accezione di tallonare,braccare) con incessante persistenza?>>
(i due si osservano poi è ella ad agir con palese affermazione)
<<non so dove recarmi ,avendo tu arso la mia casa,mentre mia madre lì giace morta , insieme a mio padre che lo era già(lo si riferisce a morto)  ,non sapendo  con chi condivider il mio tormento >>
<<perché ti avvicini ,senza pavento, a chi con brutal e barbaro  vigor e scabrosa essenza(essendo scabroso) ha fatto scempio davanti a te?>>
<<a chi appellarmi  essendo i tuoi soldati altrettanto efferati>>
Con occhi socchiusi  del comportarsi d’ ella trasecolò all’ indietro andando, non avendo mai concepito di una bambina tale agire abbracciante il reale ;non parla finché afferma stupito ,asservito dalla destrezza  (fig.)della dea
<<come puoi non mostrar afflizione lacrimando   alla morte di tua madre?>>
<<come tu(si sottintende il verbo potere,ndr) non versar lacrime alle morti di tutti coloro che hai trafitto a causa dei tuoi disagi?>>
(silenzio,lui abbassa lo sguardo e li occhi per poi,asservito psicologicamente ,affermare)<<ciò è vero,non credevo fossi già ,a così giovine età, così saggia,chi ti ha insegnato ciò?>>
<<qual saggezza serve a constatar le tue contraddizioni?>>
(scatta di un passetto all’ indietro sorpreso,li occhi sempre al di sotto,poi risponde)
<<allora perché non piangi?>>
<<sono abituata alla sofferenza ,a reprimerla nel mio spirito avente sol la stessa,come già accadde quando ,sempre a causa delle tue invasioni  disumane, mio padre morì>>(ella inventa per assoggettare il mortale,ingenuo alle sue parole ingegnate con complesse trame)
Si gira non avendo se non timore d’ osservarla pur focalizzando  sull’  iride(i) scarlatto(i) (lett. Sugli iridi scarlatti)  ogni suo percepir
<<Cosa vuoi ,da me ,quindi?>>
<<esser gaia>>
<<e perché a me chiedi ciò di cui io stesso ti ho privato?>>
<<è colui che più ammazza che prima potrebbe  divenir maggiormente consapevole della vita umana,sostenne il saggio del villaggio>> Ella sfruttava la saggezza della qual ella stessa,pur essendo dea,poco era consapevole  dimostrando di non applicarla inviando truppe  all’ avverso fronte sebben sapesse suggellato nel suo corpo ,intrinseco nel conservar ciò ch’ adombriamo a noi stessi  ,ridotto all’ obbedienza   da nazionalismi e pulsion di vendetta ,che ciò ch’ effettuasse fosse errato
<<capisco,spero che tu abbia ragione visto che ,non potendo ritornar al tempo passato ,posso accontentarmi solo di ciò che tu mi garantisci adducendomi speranza  ,ma  ,tu,(nel parlato lui effettua tali pause benché dal punto di vista grammaticale siano errate,ndr)hai compreso ciò che tale saggio ha asserito?>>
<<no ma so che in tale circostanza possa essere fruttuosa tale frase poiché questa mi è stata sussurrata quando sono nata e ai miei genitori,così ,da quel momento,me la riproposero sempre essendo fonte divina >>(lei sa il significato rinnegandolo ad ella stessa e occultandolo  anche per non mostrar troppa saggezza a un mortale potente comprendere il suo stato inventando tale sotterfugio col quale giustificare la conoscenza di saggezza universale)
<<capisco ,non riesco con te a essere altro se non freddo,almeno oggi ,comunque puoi assistere a ciò che effettuo,a meno che  non mi turbi coi tuoi ingegni spiazzanti qualunque mortale  a raggirar provi ,scovando sostanza(significato del discorso), i tuoi destreggiamenti coi verbi  (lui non sa che è una dea ma realizza una iperbole che si avvicina al reale)>>accrebbe il suo parlar con tale chiusura alquanto priva di sentimento  che rifulga nell’ oscurità dell’ azione(inteso come circostanza questo azione) ,se esplicata a un pargolo del decimo anno  ,benché apparisse che l’ oculatezza d’ oriental origine le fosse permeata .Quella notte non riuscì ad aver momento abbastanza in quiete per poter socchiuder occhio stabilmente  avendo in mente ciò che era successo non riuscendo ancora ad avere una completa concezione d’ ogni accadimento e stato emotivo, quando gli ritornò alla mente che già atto simile a questo fu da lui effettuato e come lui stesso da ciò non aveva appreso il suo torto commettendo errore senza aver ricavato alcunché dall’ esperienza passata, benché lui volesse trascendere dalla stessa per cui contemplò dormiente la bambina prossima  al posto sul quale egli giaceva   nelle notturne ore avendo in mente la domanda grazie alla quale dubbio sulla propria crudeltà gli venne ,non avendo cognizione della  possibilità di  punire colei che aveva nell’ aspetto forme angeliche essendo pura in quanto semplice fanciulla    ,come la dea coi suoi incantesimi faceva in modo che egli credesse rendendo tutto d’ un fascio senza sapere ,accecato dalla commozione per l’ elevato volto dell’ ella, come sol una tra le tante avesse tal aspetto ,benché tali accadimenti credeva,all’ inizio , ne avessero già deturpato  l’ essenza essendo a contatto con simili barbarie sebbene ,adocchiata nella sua fanciullezza , trascendente, egli non riusciva a scrutare tale contaminazione da lui dedotta,per cui sol il di lei capo lo rese puro ,lo rese consapevole dei suoi errori purgandolo del suo peccare mentre palpandole il volto amò quel virgulto(inteso al femminile)  come mai aveva realizzato, così il suo osservarla  schiuse il suo cuore dalla freddezza la sua vita imponente (che impone,s’ intende)non riuscendo così a effettuar altro se non piangere patendo con gemiti per le sue azioni ,avendo coscienza tale da comprendere  che la fanciulla da lui dovrebbe essere allevata non potendo lasciarla a passante o a persona della qual non si fidava essendoci  per lei estreme pulsioni dirompenti nell’ animo  nel qual  sospetto e voglia dell’ averla nel suo supervisionare ardevano insieme in un tutt’ uno che gli impedirono di lasciar che la stessa volasse via come la vita di colui del qual lui stesso aveva fracassato il cranio(questo colui è generico,riferito a un ipotetico nemico contro di lui andato e da lui affrontato). Quand’ ella si svegliò notò l’ aspetto di Darkòn la cui testa sopra il volto di lei aleggiava ma ella non mosse(fig.) parole o volto in attesa di un di lui scostamento ,benché permasero  immoti per  incessanti  momenti non volendo egli sradicar  lo sguardo dalla bambina che tenera lo osservava malinconica finché ,udito il richiamo da parte d’ militare chiedente supporto,fuoriuscì, egli, mentre lei lo costellava della sua presenza(qui costellare assume un significato molto ma molto esteso infatti letteralmente può significare cospargere qui inteso come cospargere della propria presenza,quindi si fa riferimento al fatto che la presenza stessa vada ad incidere nell’ animo di lui come se l’ essere puro d’ ella lo ‘ cospargesse’ della sua essenza accompagnandolo) sapendo che egli le sue mosse conoscesse.
Doveva decidere se localizzare in posizion tendente all’ avanti le truppe o di lasciar che le stesse qui nel vuoto languiscano le pene dell’ ozio  ma aura d’ ella ,da dietro emanata,impediva a lui di optar per l’ usuale(ossia di perseguire nella avanzamento) essendo la dea di questi poteri capace ,rendendo egli direzionato(fig.),in virtù del fatto che per tempo avesser loro marciato,verso  il terminar tale giorno riposandosi dimodoché avrebbe egli perso tempo nel momento in cui avrebbe saputo di dover a Roma tornar per l’ arrivo dei mongoli da lei chiamati in appello non avendo altre risorse con cui condurre guerra.
Mentre ciò accadeva Mongoli lesti scorrevan per la Russia senza che esitazion ne frenasse la via (qui via inteso come passaggio)  saccheggiando con smodati  scempi  ,essendo barbari,tutto ciò che trovavan in mezzo al lor cammino senza che frammento di luce radiosa li rettificasse  verso la  via(qui l’ articolo la ci fa comprendere di che tipo di via si tratti) avendo in mente il fatto  che ,raggiunta Roma e rasa al suolo la stessa,avrebber dovuto proseguir per l’ impero per racimolar ricchezze avendo sol sulle stesse pensiero incessante mentre oramai si mossero  vicini all’ Europa tremolante  dopo mesi e mesi di marcia  durante la quale  ella con arcani poteri Darkòn soggiogava sotto la sua divina potenza .
Cap.6
(olimpo,Venere,passano mesi e mesi)
Ella passava ,irretita dall’ osservar il suo divino aspetto ,come sempre aveva compiuto presupponendo di Roma l’ eternità alla quale ella non avrebbe dovuto strutturar altro al fin del mantenimento della stessa(ossia ella riteneva che Roma,essendo per lei imperitura ,non avrebbe necessitato dagli dei alcuna vigilanza )  mentre qualcosa la turbava come se il fato la chiamasse finché ,sospettosa, erse il suo capo dal basso essendo ella intenta a specchiarsi volgendo lo stesso dopo verso i  mortali avendo sospetto chiamato dall’ istinto allora ,entrata in senato,sede del potere che sorreggeva,primo ad esser setacciato in caso di divin sospetto per suo ergersi centrale , comprese ,sentendo ciò che il fato ,avendo presente il suo ruolo, aveva predestinato      affinché del futuro almeno del  prossimo avesse certezza , le parole(cmpl. Retto da comprese) ,sciabordanti(sign. est.) il suo animo,dei senatori corrotti fin nello spirito
(senatore)<<Come è possibile ,miei cari,che noi, del centro dell’ universo capo, non possiamo ostentar maggior ricchezze per la gloria di Roma dovendo pagar militari ,vicini ai barbari assetati di sangue e quindi con questi aventi contatto?>>
<<che ciò sia vero non lo metto in dubbio fintantoché abbiamo reso nulla l’ opposizion populista ammazzando i senatori a Darkòn vicini ,essendo gli stessi  in tal modo impopolari da poter aver morte lesta e sicura , rammentando che per pochi (questo ‘per’ va a  tradursi come riguardo,nei confronti di),con false accuse,hanno l’ esilio in quanto disposizione civile >>
<<E così alle volte nelle quali Di Roma il potere venga frastagliato noi ,intervenendo,ne abbiamo impedito l’ attuazione col fin di aver sotto il nostro imperio Roma stessa per cui ,avendo noi tal potere,nessun ci impedisce leggi che favoriscano il ceto >>    
Ella comprese irata come il suo abbandonar Roma avendo pensato che la stessa possa da sola comandarsi sia stato un’ errar  grave mentre vision di Barbari al fronte le venivan in mente conoscendo il fato chiamato dalla mente alla coscienza della donna ben adornata  per cui ,avuta tale figurazione ,decise di chiamar in fretta Darkòn di cui conosceva la locazione essendo una dea per miracoloso tentativo di aggrappar Roma prima che la stessa nel baratro da lei stessa creato raggiunga la morte
     
Egli temporeggiava ,attanagliato  da ella raggirante  la sua mente con riti malsani capeggiando  ,all’ oscuro , le truppe mongole affinché s’ affrettassero non avendo intenzione di aver rischio in tale missione benché ,al lume delle sol candele e lanterne   ,dopo che quasi un’ anno era passato,Venere gli apparve nel sonno con tali verbi (latinismo,si traduce con parole) ,smossa sull’ avvennir di Roma
<<svegliati,o pazzo,mentre qui tu giaci ,innocuo, oramai a Roma il senato ,corrotto,corrompe a sua volta ogn’ altra istituzione mentre nemici ad essa si avvicinano già oramai troppo poco distanti affinché tu li possa raggiungere,  avendo dominato in  tempo(essendo più veloci)  Roma ,eterna per gloria, dormendo insaziabil(darkòn sogg. Di questa  subordinata) del sogno(ossia del vagheggiare) in tal posto, per cui raduna le tue truppe sperando che non sia troppo tardiva tale strategia , aggirandoti  invano per le vie d’ una Roma rasa al suolo poiché oramai ,essendosi già appressati,non potendo tu contare sul senato,solo la fortuna tua maestra ti guiderà dove il fato lì vuol che tu vada>>(lei conosce solo  il futuro prossimo avendo il fato solo di esso rilevato scorcio)
<<ma ,o Vener mia protettrice,come puoi affermar che senato ,divina istituzione, si macchi di tali misfatti  senza che  nessun dio lo attui di proposito infiltrandosi nelle sale del senato marmoreo portando sventure a colui il quale incontra>>
 <<tra l’ appestata di turba politicanti ,alcuno avrebbe adempiuto a ciò che onesto uomo tra gli altri avrebbe  >>
<<che il cuor mi si spezzi se tanto immensa istituzione possa così nel baratro dell’ inconsapevolezza sulla divina Roma discendere  mentre i nostri avi vengono così insozzati di tali infamie avendo anch’ essi responsabilità per chi non conosce le gloriose gesta di chi mi ha preceduto in confronto a tale agir >>
(s’ inchina a Venere ,dalla grazia eterna ,abbagliato dalla sua venustà)
<<mi scusi ,o venere eterna ,se io inconcepibilmente ho servito la Roma che or non sa dove acquisir arcaica possanza essendo io imputridito da futil enti dalla vita terrena offerti  non potenti risalir  alla potenza di Roma,suprema tra tutte >>
Ma ella ,fredda non avendo mente colla qual sentir tali parole essendo nell’ animo incollerita  ,aggiunse
<<taci o mortale ,avendo tu errato, per cui ,al posto di sprecar  tempo in manie che poco Roma possono ausialar, che si   adunino   truppe  d’ ogni stirpe   affinché marce estenuanti verso Roma attuino non essendoci altro che sperar >>
<<subito ,o mia signora>>
Egli,rinvenutosi dal sonno dalla dea apportato,comprese essendo antiche pulsioni riemerse avendo ella occultato alla sua coscienza ogni pensier che  la beltà della fanciulla non concerna ,mentre Venere ,non fidandosi di chi per tanto  aveva esitato, trasse decision quasi efferata (per un romano non avere la fiducia di venere era un accadimento molto traumatizzante per cui l’ aggettivo efferato va a tradursi come un ‘ azione che dal punto di vista psicologico muove quasi violenza verso l’ onore e la dignità di Darkòn)   di pedinar l’ uomo  mentre egli procedeva a radunar ogni sua forza a lui alleata  ,sebbene ,timorosa, la dea oriental ,nella tenda dormiente,aizzatasi dopo che Venere oramai s’ era dissolta nel buio, uscì dalla tenda,avendo oramai già coi nemici tramato  ,notando come Darkòn ,non affetto dai suoi malanni, racchiudesse il suo vigore  appellandosi a chiunque in giro avesse credenze per una Roma oramai distante da chi per tempo per desideri fallaci oziasse  per cui optò la dea di atteder prima di agire volendo scovar momento nel qual opportunamente avrebbe infuso i suoi poteri nel corpicin del mortale che gli servissero per asservirlo  nuovamente  ma maggiormente cercava e in minor modo riusciva avendo pietà per l’ ansioso esser di lui che tremolante per la colpe che si attribuiva a causa dei dilemmi che dilaniavan a Roma s’ infilava  tra le truppe parlando con rammarico finché di notte , dopo mesi e mesi di marce,rinvigorita dal fatto che aveva pensato che i mongoli complicazioni a causa del pervenir di lui avrebber, ritenne fosse attimo nel quale causar ciò che avrebbe attenuato malasorte nei suoi confronti  allora si avvicina ,con corpo da bambina,al generale,ancora ventiquattrenne,per ispirargli ancor tedio e spossatezza    benché ,appena lì  locata ,al posto sul quale dormiva,essendo nella stessa tenda,s’ accorse,spaurita,del fatto che egli avesse ,nel buio,occhi spalancati allora emerso un frastuono di non alta risonanza indietreggiò ansiosa mentre egli ,giratosi,parlò senza dilemmi
<<ti porgo le mie scuse  ,o germoglio  che nella mia tenda dormi non avendo io il coraggio,pur avendo di tua madre tolto la vita ,di affidarti a persona di miglior potestà ,se ti ho disturbata volendo sol tu,forse, per timor del buio, qui recarti>>
Emise un sospiro ,la dea ,credente nel peggio,mentre solo una guardia,avendo accesso nella tenda con sospetto ,da Darkòn rassicurata,lasciò la tenda stessa ancora nelle tenebre  mentre egli proseguì ,non appena fu accertato con poche parole al soldato  che tutto non avesse avuto alcuna inclinazione che possa causar danno   
<<stavo ponderando  ,comunque,sul  perché non riesco ad osservar altro che la mia incapacità nel  condurre avendo io lasciato che Roma fosse indifesa non essendo subito ad essa ritornato poiché ,sai, ho sempre creduto in ciò, che ,al di fuori delle belligeranze,si schieri a favor della giustizia ,del popolo poiché questa era la Roma che prima in tutto il mondo aveva sede essendo solo un sogno nell’ aria aleggiante(poet.) che stringevo nel mio animo quando ,catturato dai barbari, fui allontanato dal posto in cui credevo essendo la stessa colei che il mio animo sorregge  poiché in ella la giustizia e la pace si forgiano in un tutt’ uno  creando il sogno che mi ha condotto qui a combatter per Roma medesima dopo che ,deportato dai barbari,reso schiavo dagli stessi, speravo in un posto nel quale avrei potuto trovar  ciò che l’ uomo intero desidera e così ,a Roma arrivato,ebbi in visione  tutto ciò insieme al magnificentissimo(arc.)  senato ,sede dalla quale scaturisce il potere del popolo sempre sottomesso
,ecco cos’ è Roma ….. è il sogno di ogni civiltà oramai dai barbari ,inconsapevoli, e da tutti  terminato,benché credo che forse Roma ,essendo eterna ,non cadrà al mio arrivo,  poiché ognuno di noi desidera ciò che al di fuori del nazionalismo si pone come solo la ricerca dell’ armonia avuta attraverso quell’ immensa Roma che permetteva  a persone ,prima barbare ,di votare incarnando il ruolo di colei che nessuno,essendo sede delle virtù superiori,può impersonare ,fornendo  loro dell’ acqua ,strade ,acquedotti,costruendo tutto ciò affinché la felicità si diffonda benché oggi  nessuno ,oscurato dalla ricchezza di Roma medesima,non lo comprenda prostrandosi al semplice danaro che sempre fluisce lasciando  che il sogno di ogni pargolo ,di ogni madre,di veder se stessi nella pace che solo Roma può portare svanire(qui c’ è un errore di grammatica,ossia ,pur essendoci il che ,utilizzo un infinito,ma  è intenzionale tale utilizzo impreciso ai fini della musicalità del testo),ignari dei desideri ,delle passioni ardenti di chi ,vista Roma  nella sua immensità,crede nella stessa come fonte di salvezza dall’ inconsapevolezza,dal buio che nel mondo al di fuori d’ essa si spande eterno e immutabile. Questa era la Roma in cui credevo non potendo accettare che l’ unico lume nel mondo esistente per il quale ogni bambino ,sperando,vive ,si dissipi nel nulla dall’ inconsapevolezza di chi non osserva gli spasmi delle persone morenti torturate dai barbari,di chi non ha comprensione di cosa Roma rappresenti per chi ad essa vuole accedere ,deturpando in odio ciò che prima  brama  ed affidamento perpetui si mostravano,pieni d’ affetto e d’ amore,lontani dai barbari che tutto assoggettano al loro essere terreno  ,pur essendo anche da me ,ignorante ,imitati>>(piange ,poi aggiunge)
<<scusami  se con te mi sono sfogato ma altro non ho se non quel sogno per il qual la mia essenza arde  al buio che merito e senza il qual solo morte può essere conseguenza essendo anche i miei genitori ad essa affidatasi fin in punto di morte ,essendo sola fonte per la qual qui vivo  inducendomi alla  pulsione a servir Roma,dalle mura splendenti >>(persegue sempre lui ,dopo una breve pausa) 

sabato 2 giugno 2012

cap II


                                                       Cap.3
Divenne,come fato comandava, servo e militar di Roma  ,ricoprendo Darkòn sempre più onorevol cariche  conducenti al ruolo di senatore e generale affinché Roma di questo possa  sfruttar le doti , mentre lui ,col tempo,disegno sull’ Europa avea tracciato ,non avendo altri ideali se non quelli d’ aver di Roma potere affinché impero d’ essa si spandesse oltr’ alpe fin al Danubio(vd.cap.1),essendo oramai in grado,per l’ età,d’ affrontar sorti avverse  
(oramai egli ha 23  ,guidando il senato da tempo il quale poco sopportava tali ingerenze da parte di coloro che da poco accedevan al congresso).
(senato,si rammenti che il senato aveva una organizzazione diversa rispetto all’ antico,a causa delle res novae e delle pressioni esterne le istituzioni lasciarono spazio ad altre maggiormente democratiche in cui era il senato a votare e legiferare senza ausilio da parte di consoli,Darkòn)
(Darkòn)<<Miei cari, la nazione necessita d’ altro ,essendo barbari ,privi d’ alcun ritegno,ad inondar le mura coi loro assalti benché noi di essi  l’ invasion non sopiamo .Per questo, dovremmo incitar il volgo  ai vecchi ideali che l’ occidente  ,conducendo alla morte i suoi nemici, issava al ciel in favor dell’ uomo  ,invece di non aver posizione  per la qual si  potrebbe indurre la plebe a creder nella rinascita di ciò che non riemerge>>
(senatore)<<e come si può,senatore, spiegare al popolo ciò,mentre i nostri soldati muoiono ingiustamente sul fronte,non avendo il popolo stesso prove dell’imperante Roma della qual ,oramai,sol si parla più che vederne le gesta dai suoi servi compiute?>>
<<lo si può attuare con orazioni all’ esercito e al popolo dimodoché lo stesso possa  aver vigore e quindi confermar le credenze a cui lo stesso chiederà sostegno;lo scritto di ciò è ottimo veicolo ,insieme all’ apportar con sforzo estremo vittoria che possa risollevar lo spirito ,poiché ,come da me è stato già più volte proposto,se noi,concentrando le forze,vincessimo,allora le milizie  ,sebbene da punto di vista tattico possa all’ inizio sembrar errata tale mossa,si ravviveranno  mentre noi sfrutteremo tale occasione per esaltar i principi d’ occidente  per cui ,miei cari, chiameremo il popolo e la leva ,con propaganda ,avendo così esercito e riprender forza>>
<<perché ,o senato,imporre ai nostri cari di sacrificar affetti per riportar principi d’ occidente che popoli tanto inferiori non posson concepir?   >>
<<ma ,miei cari,anteponete microbe(piccolo,in teoria non esiste un aggettivo derivato da microbo)  realtà al benesser dell’ umana stirpe nella sua interezza?benessere generato  sol da  principi da Roma ,lume incessante, sublimati, poiché ,sopraffandoli,dimostreremo come sol la democrazia (la scansione è sua,ossia è dell’ orazione ,non segue la grammatica)  ,e i principi d’ occidente,  possan soverchiare ciò che tali barbari hanno apportato.(con tono maschile e grave conclude il suo discorso con tali quesiti)è questo,quindi, l’ occidente,miei cari?Come possiamo,noi,creder in qualcosa ,noi in quanto  nazione,se per la stessa,insieme per luce eterna ed immutabile,non ci immoliamo? Poiché , pur privandoci di uomini a Roma soci ,avremmo la possibilità di un’ Europa mondata  da ogni nemico ,dando vantaggio sovrastante  ciò  per il qual patiremo.>>
(riceve applausi )
(console)<<ma come possiamo ,noi,o senato ,basarci su principi che astio  cagionano  nei confronti di gente che ,seppur straniera e diversa ci sembri, non può esser definita da noi distante in quanto essi da noi son disuguali ,non avendo quindi ragione per la qual dichiarar guerra, se non per piccole razzie da essi compiute >>
<<e quindi lei afferma che ,sebbene avessimo dei principi dei quali siamo sicuri della veridicità,dovremmo invece ammutolire ad atti da essi eseguiti infrangenti i principi medesimi?>>
<<no,Darkòn, ma(dovremmo è sottinteso poiché preso dalla principale dell’ altra frase,ndr) partire dal presupposto secondo il quale ,essendo l’ etica opinabile,allora atti di quel genere non possono  esser motivati da principi per i quali non si ha grande sicurezza,essendo il margine d’ errore abbastanza alto>>
<<quindi lei afferma che il principio di democrazia non sia un giusto motivo per il quale lottare essendo estremamente opinabile in quanto principio?Ma, miei cari, qual popolo vuol sottomettersi a chi compie razzie ,a chi non rispetta le genti o a chi ,disgustato dalla civiltà poiché non comprendente la stessa ,si rivolti contro la medesima? Non affermo ,invero,che non esista l’ opinabilità delle ideologie ma che sia alquanto difficile che un popolo preferisca la dittatura alla democrazia ,senza che io porti prove per tale affermazione ,essendo scontata >>
<<ci sono popoli che combattono per il proprio re>>
<<ma lo attuano essendo lo stesso saggio per cui ,se la democrazia si dimostra saggia,come è sempre stata avendo come calmiere il popolo,allora c’ è più probabilità che venga accettata ,senatore,sapendo che ,essendo la società  a decidere chi pervenir al potere, è difficile che un governo attui un qualcosa di estremamente errato  ,come un re potrebbe compiere ,perdendo così i voti per i quali detener il potere>>
<<allora non posso controbattere alla vostra affermazione se non asserendo che il popolo potrebbe non essere in grado di scegliere ,essendo irretito da mere propagande?>>
<<ma ,mentre almeno il popolo sceglie,aumentando così la possibilità che al potere salga un essere degno di ciò,se avessimo un re,allora nessuno ne deciderebbe le sorti se non lui stesso>>
<<allora sarebbe cosa migliore un regime aristocratico>>
<<ma ,se ci fosse un regime aristocratico ,allora lo stato verrebbe facilmente amministrato solo per il regime medesimo mentre il popolo ,pensando ad egli stesso,essendo la maggioranza della nazione, deciderebbe a favore della nazione,essendo la nazione il popolo medesimo>>
<<che si voti allora ,visto che la questione sembra non terminare>>
<<si passi ai voti>>
 (Darkòn  s’ esalta  ,nei pensieri della mente entusiasta, sorridendo  essendo cosciente dell’ aver reso nulle l’ affermazioni di colui il quale aveva con lui dibattuto ,accennando al suo voler le votazioni con un gesto d’ approvazione)
(persegue Darkòn)<<a meno che qualcuno non voglia aggiunger qualcosa dopo che sol noi abbiamo parlato,non essendo questa la vecchia Roma dei consoli ai quali tutto il potere si dava,come potremmo noi esser interpretati per il fatto che sol noi abbiam qui preso parola ,come se nelle mani potere ,ben più vasto  del consentitoci, avessimo>>
(attende non ricevendo risposta, passando così alla fase delle votazioni dopo tale affermazione)
<<che si voti sì nel caso in cui s’ è d’ accordo con una politica  favorevole all’ esaltazione dei principi dall’ occidente voluti nell’ applicazione anche attraverso la leva, negando nel caso  in cui ciò non è vostra idea>>
I senatori ,votando con sassi,poiché in quell’ epoca così s’ attuava dopo la caduta del vecchio sistema repubblicano, essendo l’ invasion lasciante sol l’ italia al Romano impero   e (essendoci state)le rivolte portanti a ciò, ebber a favor la politica da Darkòn esposta emarginando  a pochi voti ciò dall’ altro chiesto,ossia di  votar  in difesa dell’ opinabilità delle idee ,non avendo sicura prova sulla veridicità delle stesse,benché ,al termin di ciò  ,egli( riferito a Darkòn,ndr) proseguì con altre proposte d’ ordin sparso ,mostranti soluzioni a dilemmi che nell’ occidente,raso al suolo da occupazion avverse ,imperversavan insistenti. Scorsi(part. pass. di scorrere)  giorni nei quali la pugna sul fronte si smosse  traballando tra l’un e l’ altro fronte ,la congiuntura(insieme di condizioni) versante in criticità  impose a Darkòn di discender in  guerra affinché dell’ esercito nessun non potesse non sentir la sua possanza rassicurante gli animi ,insieme al suo  comandare e muover l’ esercito stesso al fin della salvezza non lasciando terreno al nemico,da lui sgomentato . Alle Alpi i cuor s’ attorsero  al suo arrivo chiedenti il decesso delle ostilità torreggianti ogni angol del nord ,non avendo altro da sperare ,benché in tal circostanza  egli ,con discorso semovente(qui semovente ha un significato poetico,ossia nel dizionario non esistente ,di ‘che smuove’), acquietò (l’ animo)  ,ispirando nel lor animo  vigor incessante avuto da esortazion a lo compiuta di tal genere:
(Pervenuto al fronte, discorso di tal guisa attua con dimestichezza)
<<che il mio esercito sia abnegato da tali incertezze  e non privo di dilemmi,miei cari,con evidenza non lo porrò    in dubbio ,non    avendo altro con cui provar l’ opposto;benché possa ,miei cari ,asserir con fermezza che al mio arrivo  la terra smetterà d’ aver giro a noi contrario, lasciando che la nostra falange  veda  vittoria prima che la stessa le sfugga , causata da avversità che guideremo affinché diventino vantaggio per me e le nostre famiglie che vivi voglion che a casa,dal sol picchiata essendo agosto,ritorneremo salutando i nostri figli di noi aventi necessità d’ ascolto  per cui ,miei cari,abbandoniamo tale posto con vittoria esuberante
,non lasciando ai nemici alcunché dal qual aspirar a successo  (per)a noi  straziante, non essendo per noi di rilievo  soverchiar loro ma attuarlo di modo ché gli stessi possan aver panico tale da non far qui  ritorno ,avendo trepidazione  per brandi ed aste da noi sguainate  per salvar la patria dal loro arrivo,rammentando i principi  che possan condurre al sovrabbondar (con l’ accezione di soverchiare,ndr)l’ altro essendo sol Roma unica assurgente tra i molti(popoli)>>
mossosi tra le fila amiche, egli parlava salutando la patria con segni e gesti d’ esaltazion della stessa ,con discorsi che di essa instillavan   la gloria  ,mentre i soldati ne glorificavan anch’ essi ogni ente provando affezion per ciò che lì li conduceva  ,ossia  da da Darkòn ,esponente ideologie le quali aveva l’ occidente da poter render noto alle altre popolazioni ,in quanto segno di civil regno.
Conobbe egli militanti che avevan dubbio(paura)  su(i) barbari al fronte,incitandoli,conobbe donne  che lì curavan i soldati medicando durante le pugne  ,infondendo  loro vigore  affinché potesser render sani i salvatori della patria e conobbe bambini lì risiedenti,chiedendo loro di esaltar i loro padri al ritorno dalla guerra che molti folgorava con odio,adducendo ciò(ossia il parlare tra le genti,non c’ è nelle proposizioni del periodo antecedenti questa ma si sottintende  ) al suo mestier di politico e militare,non essendo lì differenza tra poteri,essendo per lui politico colui il qual anche ideali issa tra le genti  con temperanza, congiungendo  gli animi verso reciproca assistenza  col fin della  nazione civile. Così la guerra imperversò di nuovo sul fronte ,ancor più attiva, non avendo altro se non pugne , non essendo preluse da nessun discorso civile che potesse di queste discuter le sorti o evitar l’ applicazione ,mentre con maestria Darkòn  perconduceva(poet. condurre) le operazione accerchiando  avversari che ,dalle alpi arrivanti,venivan indietro respinti finché egli non optò  per il  compier ciò che propose ,ossia di ,con un sol colpo, trapassar sfondando la linea nemica pervenendo quindi all’ apportar sfiducia nei barbari con conseguente accrescimento  d’ umor tra i romani che stentava essendoci da ere(anni,poet.) un battagliar sul fronte privo di risvolti che potrebber causar il cessar delle razzie frequenti ,pressanti  le popolazioni indifese  a tali attacchi furtivi provenienti dal nord.
Adunò con possanza e con orazion persuadenti  le truppe, chiedendo alle stesse d’ eseguir ciò da lui esposto e così ,non appena si sarebber del  tutto riuniti vicino a lui, parlante tra le masse,asserì con focoso ardor inaudito
<<Cari soldati,chi di voi non vuol che tali scontri cessasser con nostro conseguente padroneggiar ?(silenzio al suo domandar)Chi di voi non ha mai voluto far ritorno alla propria patria o adornarsi di soverchio  onor con successi di certo maggiori  di tali sul confin scaramucce?(silenzio)Allora ,miei cari,visto che tutti sembran voler destino migliore o maggiormente meritevole ,snudate  bardi  ed aste poiché oggi con lampo impresumibile(poetico,non esistente da me inventato tale termine) le schiere nemiche verranno da noi sobbalzate(con accezione  estesa di scuotere) con fulmineo affondo ,non avendo altro da compier se vogliamo con fermezza aver ritorno a casa senza che nessuno possa lì(ossia senza che noi non moriamo a casa vicino cui andrebbe la bara) posar la nostra bara ,non avendo morte onorevole essendo deceduto per vecchiezza ché per aver sgozzato molti nemici i quali ,intimiditisi,ne hanno tolto la vita prima che lo stesso possa attuar altro che d’ arme veemente  avesse apportato(che avrebbe apportato un qualcosa concernente l’ utilizzar un arma in modo veemente)  per cui oggi ,che termini tale strazio soverchiando  con tal schermaglia(sign. est. scontro) ,con tutte le truppe  di Roma radunatesi,  indegni barbari che sul confin  si stagnano  ,affinché potessimo noi la superiorità di Roma render palese ad ogni stirpe qui stante ,  essendo noi alla lupa avvezzi >>(qui si esagera il concetto portando al concepimento l’ idea secondo la quale il fatto che una persona sia di sangue romano la porti ad esser stata allevata anch’ essa dalla lupa,avendo la stessa tenuto in affetto Romolo e Remo,ndr)
Applaudono(nel senso esteso di approvare) gli eserciti qui riuniti da tutt’ Italia ,all’ idea ,preparando ogni arnese  e avendo a cuor il ritorno alla dimora  o  il recarsi  ad altri conflitti che onor avrebber potuto cagionar a chi in essi stragi effettua. Partiron subito ,dirigendosi verso l’ accampamento avverso di maggior rilevanza ,finché ,raggiunto,essendo ben strutturati(organizzati), in leste mosse incendiaron il tutto asserragliando l’ accampamento medesimo mentre ,coloro che uscivan col fin di rivolta a tal atto(allitterazione), venivan subito resi nulli da picche o acciari(spade) o altri utensili(nel senso esteso di oggetti) servienti in tal circostanza  quali  dardi  nelle schermaglie lì createsi che(riferito a dardi)  ,come onde ,travolgevan coloro i quali ad essi si opponevan interponendosi al  lor cammino. Avendo desio ribollente, quello d’ aver altro, ebber fiducia non appena egli con drappelli,in poco tempo invase i territori al di fuori delle alpi riconquistando ciò che in parte la repubblica aveva al di fuori delle stesse ,fino al pervenir al Danubio vicino al qual si fermarono ,essendo Darkòn richiamato urgentemente a Roma per render palese(noto,esplicato) ciò accaduto per il qual ora la stessa aveva assunto imperio  su regioni che da tempo non vigilava  ,essendoci stata l’ invasion nemica riducente comando  dell’ antico impero  da Roma supervisionato e detenuto con suprema maestà . Egli non ebbe dilemmi nel conferir il tutto esortando Roma(Roma qui è inteso come il senatpo che di essa rappresenta il popolo) a cagionar  ciò che con gli italici attuò con destrezza ,ossia il render attecchiti  valori affiguranti  i di Roma medesima dogmi , dopo che ,caduta l’ antica repubblica,la nuova promosse,spinta dal continuo aumento di rappresaglie nella regione italica,una politica maggiormente democratica ,aprendo i confini entro i quali si votasse in tutta l’ Italia, facendo quindi della stessa  principio dal qual tutto trae origine ,essendo la stessa fonte dalla qual desumere  armonia tra le parti ,sebben ad essi(qui essi si riferisce agli accadimenti prima esposti,benché non ci sia in forma esplicita,ossia la forma scritta del nome,il termine accadimenti )  si aggiunga il contrasto coi barbari del nord che ,poco inciviliti,dovevan da Roma aver insegnamenti grazie ai qual divenire anch’ essi civiltà con Roma stessa sviluppante per cui tale discorso proferì in senato in difesa di ciò che egli voleva che avesser i popoli  da Roma avuti sotto protezion della stessa
(sostiene Darkòn ,convocato in senato)
<<Cari senatori,se  ciò di cui sto per accennar qualcosa, qualcuno non senta la necessità di sentire essendo contro i suoi interessi, allora, che esso venga esiliato da Roma stessa che contro ciò che esporrò non può opporsi ,essendo lo stesso richiesto ad ogni popolo che civile si definisca ,essendo la base dalla qual archetipo viene concepito(ossia l’ archetipo di un paese civile) .Comunque ,posto (ciò)in quanto principio di tale discorso,allora potrò mettervi al corrente delle mie dissertazioni poste in essere in qualità di pensamenti  che  premono(me stesso) affinché gli stessi divengan uscenti dal mio animo  ,non volendo permaner segregati nella coscienza,di essi creatrice  opprimente. Abbiamo,di fatti,conquistato regioni le quali necessitano di una preponderate civilizzazione alla quale dovrà seguire una democratizzazione portata alla civiltà medesima i cui territori a Roma appartengono>>[cessa il suo disquisire notando persona la qual a lui quesito porrà ,determinato dal fatto che dubbio imperante(rispetto agli altri pensieri) aleggi(aleggia) nel suo cerebro,non permettendo altro che la sua esplicazione]
<<ma ,miei cari, come potete e come puoi ,tu ,Darkòn, reputar d’ egual piano ai romani, forestieri o barbari,se è di costume tale accezione,(ossia qui lui utilizza accezione poiché ragiona riguardo le immagini mentali date ad enti per cui qui il termine accezione va a definire ciò che significano queste persone per i senatori poiché lui percepisce che il termine barbaro predisponga di una rappresentazione mentale diversa da quella richiesta da forestiero ,maggiormente neutrale benché vada a sottolineare la separazione tra la civiltà romana,urbana e non legata alla terra intesa come la semplice percezione materiale,e i barbari qui posti quasi a livello di animali,ossia mentre il termine barbaro indica il fatto che non parlano latino e non sono civilizzati rendendo quindi comunque allo stesso piano le due parti separate solo da una diversa civilizzazione che per quanto li separi lascia un certo tra loro legame,  mentre qui forestieri assume un’ accezione maggiormente razzista,come sopra ho spiegato, benché non sembri di primo impatto) , appena soggiogati gli stessi , non aventi capacità di ragionamenti coi quali pervenire a conclusioni adatte al voto al senato,essendo lo stesso il maggior ente sul quale sol persone sagge dovrebbero esprimersi in materia di scelta di chi al potere dovrebbe arrivare?>>
<<non a caso,senatore,ho parlato di processo di civilizzazione>>
<<e Roma dovrebbe sprecar divin pubblico affare(soldi pubblici) per render civili popolazioni arretrate non aventi il sacro sangue  dal qual ,grazie al sacro Enea,deriviamo?>>
<<si proferiva la stessa cosa ,senatore,anche nel momento in cui all’ usufruir del voto non avessero partecipazione gli italici benché anche questi or votino>>
<<ma ,anche se fosse,non possiamo spendere soldi per aumentar l’ elettorato col qual discutiamo>>
<<ma ,senatore ,se noi così non attuassimo,allora la gente del posto,influenzata  dalla nostra democratica cultura,ci riterrà(periodo ipotetico misto) dei semplici schiavisti rivoltandosi al nostro operato ,mentre ,se avessimo un sistema democratico che loro inglobasse,allora non  potrebbero far altro che star sotto le redini della Roma conquistatrice di mondi,  essendo gli stessi percepiti come aventi pari dignità rispetto agli altri popoli coi quali avranno maggiori contatti a causa dell’ accrescer economico conseguente alla civilizzazione ,non avendo quindi motivazione per la qual organizzar rappresaglia>>
<<ciò non lo posso negare>>
<<ma non solo ,miei cari,se un giorno venissimo invasi,allora ognuno ,da tali territori proveniente, combatterebbe per Roma esaltandone la democrazia,avendo avuto un  ruolo nella stessa , sentendosi quindi parte del sistema ideologico nel quale voglio che essi entrino. Mentre ,se ciò non accedesse ,allora la convivenza diverrebbe tragedia scadendo in corruzione ,nata dalla mancanza o dall’ inconsapevolezza di ideali che potrebber comandar il paese>>
(seguita ,poi,dopo che il silenzio irruppe nella sala )
<<è anche vero infatti ,miei cari,che il fatto che si aggiungano altri votanti non renderebbe diverse le possibilità di voto di ognuno di noi essendo difficile ,stando alle ideologie dei partiti,che il loro modo di vivere influenzi in maniera determinante  la scelta di voto avendo una romanizzazione tale da renderli simili ai romani stessi,  portandoli a idee simili anch’ esse a quelle dagli stessi esaltate(poet. la ripetizione è volontaria)>>
(un altro interviene)
<<allora chi di voi è favorevole al fatto che queste  popolazioni possano ,come tutte quelle che all’ impero romano si aggiungano  essendo lo stesso conquistator di popoli,avere il diritto di voto avendo vita  come a un romano s’ addice?Per questo, che si indicano( da indire,congiuntivo presente terza persona plurale) le votazioni affinché tale mistero venga sciolto essendo assillante ogni nostro afferrar concetto(afferrar concetto = pensiero),a meno che qualcuno di voi non voglia aggiunger altro a ciò già affermato>>
(nessuno fa cenno d’ altre argomentazioni ,lasciando che il voto ,favorevole alla fine a ciò da Darkòn proposto,venga attuato)
 la speculazione filosofica da lui avuta determinò la maggioranza mentre coloro contro i quali lo stesso si schierò biasimavano il voto con scuse le quali andavan solo ad adulterare gli ideali da Darkòn esaltati , per il fatto che gli stessi ebber la meglio contro più tesi favorevoli al  conservatorismo privo d’etica ,non bilanciato quindi da una politica che sappia coniugare il conservatorismo medesimo con l’ espansione economo – politica avvenuta in Italia e in altri paesi,insieme al fatto che lo stesso non vada a valutare le conseguenze sociali avute dal razzismo che l’ Italia avrebbe compiuto nei confronti delle regioni soggiogate, non avendo ad esse concesso il voto come se dello stesso avesser merito sol i romani , inducendo  le stesse a compier atti non aventi alcuna moderatezza anch’ essi .
Tale politica nacque per il fatto che  il  sopra citato(Darkòn) riuscisse,fintantoché  signoreggiasse(signoreggiava,per compiere l’ allitterazione il poet. ha utilizzato il congiuntivo) essendo in presenza(poetico,essendo presente),a risvegliar quell’ etica di cui pochi avrebber avuto concepimento(che pochi avrebber concepito) ,non avendo i senatori,se lui non ci fosse stato,quella voce che tanto rammentasse ciò che Roma intrinsecamente maneggiava(figurativo,aveva ) in quanto ideale,pendendo(figurativo,tendendo,riferito ai senatori) quindi su ciò che  sarebbe a loro convenuto ,incoscienti di ciò che più di tutto Roma avrebbe dovuto condurre,ossia il lume umano ,non avendo altro da ritener opportuno se non dedicar(il propriio tempo,o-si) ai danari,dalle tasche fuoriuscenti ,benché gli stessi non bastassero richiamandone altri come la peste con le sue vittime attuava per cui(questo ‘per cui’ si riferisce a ciò che affermò molto prima) decise  di recarsi in  tali posti chiedendo alle milizie
 di contribuir alla messa a punto di strade insieme a scuole e istituzioni che della democrazia avevan vanto recando ispirazion(e)(impulso)  di inaudita(va interpretata in  tutti i suoi significati,ossia mai sentita,nuova ma anche maestosa ,signoreggiante)  civiltà a popoli che della stessa(ossia poco avevan percepito,essendo da tempo sotto il dominio barbaro,cosa sia la civiltà intesa dal punto di vista romano,) poco avevan sentito dibattere essendo(ci) molti anni dai quali Roma,conquistati quei territori,desisté   per man barbara ,avendo gli stessi infranto i confini guidati dall’ eccitazion di danaro che la stessa a tutti  apportava per l’ immagine che della medesima  (forma impersonale)si raffigurava,avendo(lo scrittore si riferisce agli abitanti di queste regioni) quindi di quella città solo figura sfocata appuntata(qui nell’ accezione estesa di ‘spiegata in modo molto parziale’)   dai loro antenati ,morti la gran parte in pugne,insieme a quella(riferito a immagine) che i Barbari in loro causavano,avendo gli stessi accentuato con la loro stoltezza l’ esuberanza(qui per  esuberanza s’ intende l’ esagerazione generata dal confronto con queste popolazioni che andavano ad accentuare la portata dell’ immaginazione su Roma a causa del netto divario tra i due micromondi)nel di confronto (nel confronto di Roma con loro[che erano sotto il dominio barbaro]) Roma ,in contrasto a ciò che alle popolazioni vicine accadeva(ossia ai romani con cui erano confinanti),divenendo quindi la stessa sempre più rinomata  ,graziosa e severa contro chi della stessa facesse beffe sconfiggendo coloro che oltr’ Alpe avevan intenzione di avventurarsi ,ignari della potenza  di cui Roma disponeva raggiante.
Perseguì ,dopo ciò,l’ assoggettar popoli a Roma conquistatrice,   con l’ ausilio di politicanti  mentre fermamente  egli avanzava radendo al suolo ogni avverso ,dal funesto fato,in cui s’ imbatteva incorrendo a mala sorte,   riponendo sotto la radiosa   la Gallia ,circondando turbe affilatesi di lame(poetico,armatesi)  che tentavan di arginar il suo invader così lesto la regione(una regione tra quelle conquistate generica);senza per lui torto o disprezzo egli ammazzava chi davanti a lui orbitasse  senza che  lume lo rendesse dubbioso ,inconsapevol degli atti da lui  commessi senza alcun riguardo (di)su chi,uomo anch’ esso,moriva sotto i colpi prostranti che la spada funesta effettuasse(poet. cong.) . Così pervenne in Bretagna  ,annettendo la regione senza dilemmi ,avendo poco col qual aver militar confronto essendo i barbari indebolitisi dall’ arrivo di altri che in Europa fecer strage(i barbari d’ oriente,s’ intende), assumendo padronanza(qui padronanza ha un significato un po’ esteso,ossia assumendo posizione di chi ha il potere)  sulla parte occidentale del continente piegatasi al suo(suo= di questo insieme,o unico popolo,che invase/sero l’ occidente)  volere ,mentre qualcuno ,allertato  dal suo(qui suo si riferisce a Darkòn,suo avvenire = futuro)  avvenir, tramava affinché il potere di Darkòn potesse decedere ,essendo divenuto troppo capillar  nel suo dominio(avendo un potere,una influenza, capillare)per le orazioni insieme alle campagne  che tanto cagionaron a Roma guadagni, non appena  il tutto sembrava esser socchiuso dall’ arrivo di coloro che sommisero  ogni speranza(i barbari d’ oriente) .(senato,Darkòn non è presente dovendo guidar l’ esercito  per annessioni  mentre proposta iniqua su di lui viene attuata)
(prima del congresso  senatori da vari partiti s’insediano  sentendo il parere di colui il quale  a lor rivolge parola non essendoci ancora senatori fedelissimi a Darkòn)
<<miei cari,maggior il tempo nel qual  a Darkòn  facoltà d’ azione è concessa  maggiore sarà la dilapidazione dei beni dal senato avuti ,avendo lui stesso perseguito  politica che tende ad accorpar ammassando(rafforzativo l’ uno dell’ altro)  il favor del volgo lasciando che  lui solo  , accentrando il poter(il potere è un compl. ogg. retto da due verbi) ottenga ,non avendo  ancor noi agito a suo svantaggio ,sebbene alcuno(qui, sebbene la frase non sia negativa,alcuno assume un’ accezione negativa,ossia lo si traduce nessuno)  tra noi volesse che con le sue orazion d’ etica noi perdessimo i nostri privilegi ,non avendo altro se non accettar le stesse affinché  non ci trovassimo in situazion nella quale ,negando le stesse, allora il popolo,consapevole avendo presente l’ orazion medesima, contro di noi si schiererebbe invero ,l’ offrir libertà a quei popoli da lui conquistati ,dissipando  ciò a noi più caro(i soldi ndc) nella costruzione di istituzioni democratiche insieme  all’ istallazione di sedi provvisorie per le elezioni , addurrebbe  a Roma un dispendio  tale da non poter essere accettato se attuato per persone a cui   sangue romano non scorra,  soprattutto per il fatto che tale mossa politica nascerebbe col fin di aver voti a favor suo ,permettendogli di pervenir al potere privando di noi i privilegi  ,per  ideal di  populismo  adombrante la posizione sopraelevata del senato nei confronti della plebe che ad esso è sottomessa per cui,miei cari,se non volete perder ogni vostro bene per le sue labili pretese di cui tutti noi conosciamo la fallaccia essendo la plebe incolta e terrena per permettere una regolarizzazione del potere statale che possa sostituire il nostro,ben più moderato e saggio  , che in spedizion dalla qual tornar vivo è al di fuori dell’ umana stirpe venga inviato   ,avendo lo stesso non abbastanza mezzi per assoggettare ciò a cui noi lo destineremo >>
(senatore)<<o senato ,quest’ uomo è di Giove pargolo,  avendo egli stesso compreso come  Darkòn a favor del popolo si pone  sol per ricever favori di cui ci priva,occultando i  nostri benefici >>
(lo stesso senatore attaccante discorso)<<son d’ accordo,dai nostri benefici da tempo da noi ostentati si dispiegherebber fondi per chi non merita ;    per cui ,prima che la seduta inizi,dovendo esserci fra poco per la stessa colui che di essa scrive ogni cosa ,ossia rende eterno poiché potrebbe diffonderlo al popolo essendoci senatori a Darkòn alleati(ossia diffondendo la voce,i senatori a Darkòn alleati,la renderebbero eterna come se la scrivessero) ,patteggiam ora ,affinché si possa sceglier sul modo in cui ,senza che la popolazione in ciò losco ravvisi,aver Darkòn in perpetuo star fuor dell’ eterne(di) Roma mura,  prima che dalla guerra ,vincitore ,ritorni ,cercando quindi di far in  modo che a Roma con l’ esercito non pervenga ,avendo lo stesso condizione colla quale esser definito dai romani come benefattor di Roma ,essendo l’ entrata all’ Urbe d’ impatto psicologico ben maggiore della nuova(riguardo la sua vittoria in guerra grazie alla quale ha conquistato dall’Alpe fino al Danubio),che comunque animi a favor suo spieghi(poet. il congiuntivo)  a favor suo >>
<<allor inviamo araldo a colui del quale dibattiamo affinché ,raggiunto l’ oriente con fin di conquista,da esso non ritorni se non cadavere sul cavallo da egli avuto a rapportar amar destino di morte >>(i senatori applaudono all’ idea  mentre il tutto si prepara per la seduta ,finché ,pronto il tutto,il senato si smuove essendo arrivati senatori a Darkòn soci )
<<che il senato senta ciò che per tutti ho da affermare;oggi del magnifico Darkòn si ha avuto notizia secondo la quale lo stesso abbia conquistato i territori dell’ Europa occidentale per la qual spesso ci destreggiavamo ,avendo io per lui idea con la qual perseguir ciò da lui attuato coll’ irretir altri territori in oriente sotto la stretta di Roma che i popoli accoglie ,inviando ad egli tale nuova alla quale farà seguito un  piccol drappello di cui dopo si discuterà la composizione che partirà non appena lo stesso ce ne chiederà sul campo  l’ esistenza in cui egli stesso combatta,per il dove egli stesso dovrà appiattir avanzata ,allor sarà senato ,in seguito ad altri accadimenti ,ad aver parola >>
(risponde uno tra coloro i quali posteriormente pervenne,ossia senza che senta ciò da prima da altri tramato)<<eppur ,Darkòn giovine si presenta per tali campagne ,si ricordi ,o senator che troppo ostenta di Darkòn bravura ,non che su di essa abbia  da porre dubbiosa affermazione benché lungi dal ritenere che egli dalle alte di Roma mura possa troppo distanziarsi>>
<<ma ,miei cari, quanti anni son passati senza che Roma possa riconquistare ciò che perse a causa della man nemica,sebbene ora lui ,travolgente, abbia riordinato gli schemi a favor nostro dimostrando destrezza (nel muoversi nel campo di battaglia) tale da non poter esser qui ottenebrata dalla sua giovinezza ,non essendo la stessa determinante alcun  imprudenza  nelle azioni ?E ora che tal generale possediamo, non attuiamo alcunché  affinché lo stesso possa servir di Roma lungimirante imperio ?>><<comprendo, allor ,che il senato decida se ciò da lei proposto possa esser eseguito ,a meno che altri  vogliano attinger a ciò appena discusso per perseguitare in essa(s’ intende:continuare nella discussione)>>
(attende ,prima che il voto  venga realizzato uscendo vincitrice tale idea mentre si opta  di inviare a Darkòn un legato col qual lo stesso venga a conoscenza del destin  dal senato prescelto) 
Egli sul fronte stava con la marmaglia  avanti al quale  s’ effettuava  una circospezion da parte dello stessa nelle lande a nord del Belgio ,avendo oramai Darkòn medesimo posto fine a ciò a lui richiesto,preparandosi per Roma alla quale avrebbe fatto ritorno ,sapendo d’ essere accolto in funzion di generale  e senatore  ,ruoli a cui egli faceva parte sebben mai da lì partì quando ebbe a conoscenza dal messo di ciò(che) il senato per lui (ha) prescelto
<<che mi oda almen per aver presente il fatto che a Roma non avrà residenza temporanea dovendo egli recarsi avanti annettendo altri spiazzi a favor dell’ urbe dall’ eterna grazia ,placando le scorrerie dei Barbari che qui scorrazan>>
<<riferisca al senato che io accetto tale missione ma ,le chiedo, dove avrò posto nel qual arrestar la mia avanzata?>>
<<ciò lo stabilirà il senato in seguito ai risultati da lei ottenuti>>
Si gira ,con  tono truce e contento per l’ ardua occupazione dal senato scelta  ma anche per l’ onor che essa riserva,verso il compagno che fin da piccolo lo aveva allevato,vetusto d’ aspetto ma nobil d’ animo
<<che tale decisione sia difficoltosa ciò è reale ma che la stessa sia affidata a me ,ciò mi strugge(ripetizione soggetto e resa diversa ciò = il fatto ,ndr)>>
<<comprendo, invero  non posso che sgomentar  non sapendo il perché dell’ aver a te affidato ciò che così  come dal messo esposto appar complesso pur essendo tu troppo acerbo(immaturo,non maturo)  per ciò che propongono  per cui ti chiedo di non accettar alcunché  non essendo sicuro se tale scelta abbia una ragion di competizion politica essendo tu popolare per le tue orazioni o semplicemente territoriale>>
<<comunque a causa della stessa potrò cagionar a chi da me conquistato  ciò che l’ occidente esalta come la democrazia da me in senato glorificata ,mentre i popoli potrebber riscoprir giulivo d’ occidental provenienza >>
<<non contar troppo su ciò che l’ occidente esalta>>
<<ma non eri tu,primo fra tutti,a sublimar principi per i quali masse enormi muovon guerra contro le ingiustizie dei barbari mentre ora,con riluttante tono,tutto schermi minimizzando ciò che t’ era caro, non rammentando come non si possa che   provar passione per tali ideali sapendo che popoli,famelici ,oppressi da signori ,in attesa che l’ occidente lì ,con la sua luce, pervenga con  solenne incedere ,arrancan scovando vigore in  attesa dello stesso, radioso tra le masse >>
<<Darkòn,non lasciar che tali ideali siano inneggiati  violenti e accecanti la  tua mente, benché essi possan affigurar come  giusti e realizzabili ,avendo in  coscienza oscura  che nessuno dedica veramente il proprio sé a ciò di cui parli ,mentre furor per futil materia  e corruzione  aleggian soltanto,privo ognuno  dell’ etica ch’egli stesso esalta mentre i  politici non sfuggono a tale regola macchiandosi  ancor di più ,sfruttando tali ideali per scopi che poco con essi hanno a che vedere, deturpando i medesimi ,rendendo umano e terreno ciò che divino e trascendente si diffonde tra i cuor di coloro che come te tendon al  nulla>>
<<no,non può essere  se non materia vivente(cioè non posso non esistere questi principi)  ciò che tu descrivi ,essendo solamente umanizzato ,dimostrando quindi d’ esser solo pura traslazione dell’ uman peccato a render iniqui principi che noi stessi non elidiamo ,appestato ,tale ideale,da cui l’ uomo non riesce a distaccarsi ,essendo contrario quasi al suo essere  per l’ uomo stesso,reso prigioniero dai suoi terreni averi e dalla terra stessa,elevarsi comprendendo ciò che tutto guida come i principi medesimi(medesimi perché riferiti a quelli di cui stavano parlando,ndr)>
(lo avvicina a lui  cingendogli il petto con l’ arti superiori  e affermando in risposta alla sua or detta affermazione)
<<oh,Darkòn,che il tuo nobil  animo non sia mezzo col qual  politici possan ottener ciò che coi principi tentan di giustificare, essendo tu troppo mondo  e spontaneo per divenir  lor preda,possa ,tu, viver solo di sogni(che) la mente accompagnano ,avendo io pavento di saper cosa potrebbe accadere ,se realtà troppo scabra  per te possa manifestarsi annichilendo  ciò per il cui esser divino  credevi in questo(ossia ciò,i principi) >>
<<ma come affermar ciò? Come render fumose affermazioni e glorie di Roma ,eterna per grazia,la quale ,prima d’ ogni altra ,raggiunse nobile operato d’ aver civili popoli dopo che essi,sotto le romane spoglie(poet. ossia dopo che molti romani morirono),han patito la sconfitta alla qual Roma suprema addusse fine supremo il tutto movente,atto puro al qual alcuno possa controbatter col suo esser maestosa>>