martedì 3 luglio 2012
ecco qui
questa prima operetta è stata scritta in varie versioni(sempre da me)..questa la scrissi molto ma molto tempo addietro senza neanche correggerla (quindi gli errori vi sono poiché non l' ho più ricorretta).Spero vi sia piaciuta .
fine
<<e ora vedo sfumare tale sogno nelle tenebre di un
mondo nel qual non c’ è altra speranza per la quale vivere se non la morte
stessa che i dolori rimuove non essendoci altro per il qual flagellarsi ,non
essendoci spiraglio di luce se sol barbari che sol la distruzione conoscono
scorazzano per territori da Roma governati,non essendoci altro da sostenere ai
bambini cercanti la pace in un globo nel quale la stessa,se non in Roma, non
può aver sede,nel quale unica pulsione
per la quale condurre la propria essenza verso la morte è terminata nel buio di
quel semplice e inconsapevole patriottismo insieme al desiderio di danaro che
guida i barbari e il mondo intero
inibendo irremovibilmente la possibilità di aver nell’ immaginazione posti nel quale un
giorno ricever ricovero senza che l’ ansia di pugne in ogni dove si spandesse
,ove la sola civiltà e l’ amore regnano sovrani,incontrastati e invece ora …..
ora ,se fossi nato,chi mi avrebbe spinto a perseguir tal cammino? Chi se coloro
che amo solo per quello mi portavano avanti ?Sol per la consapevolezza che un
giorno un posto migliore e vita degna di un uomo avrei scovato ad ovest,alle foci d’ un fiume
chiamato Tevere famoso anch’ esso per aver di Roma allattato il popolo d’ acqua
? E invece ciò in cui finora ho creduto sembra sgretolarsi nel solo sapere il fatto che mai tale posto è esistito se non
nei miei sogni nei quali dimoravo non volendo scorger col capo verso una gioia
che non esisteva per cui ,se la stessa
esiste, allora che anche Roma che la stessa crea possa risorgere nei miei
pensieri,possa esser viva come lo è sempre stata poiché sol in essa ho trovato
riparo……..fino ad ora ….per sempre>>
(anela ansioso per
l’ avvenire mentre la dea lo osserva interdetta,sgomenta di ciò che era accaduto
,più che all’ esterno nell’ animo suo)
Comprese ella cosa aveva commesso ,comprese come ciò che
credeva fosse sol gesto di vendetta senza che etica o morale fosser presenti,
sapeva un qualcosa che lei stessa aveva presente rinnegando il fatto che
civiltà straniera fosse maggiormente avanzata poiché ,non potendo ciò ammetter ,benché
sapesse che nell’ animo suo ,rimossa senza che scalpor nello spirito, l’
inducesse alla riflessione, tale
speranza che il suo popolo fosse nello stesso modo in cui Roma aveva delineato
il suo, serbava non volendo realizzarla
avendo timor che ciò sminuisse un popol di barbar portato alla copia d’ altri
sebben sol questa s’ intravedesse in quanto unica via guidante verso la civiltà
allor ,sconvolta,uscì d’ improvviso scatto(poet.) chiedendosi coi pensieri che
nessuno udiva
<<cos’ è tale pulsione che mi spinge a frenar la mia
missione verso la quale tendo ,cosa sospinge una dea ,perfetta nel suo essere,
a compier passi da ella non voluti?>>
Allor ,essendo dea ,apparse nei pressi di Roma ad osservarne la disfatta credendo che la
stessa possa riportarle antico desiderio ma ,adocchiate la macerie della stessa,essendo già oramai i
nemici passati e scesi nel meridione, pianto incalzante l’ animo fuoruscì
travolgente avendo compreso cosa ella aveva compiuto infame lasciando che
nemici travolgessero l’ unico ristoro al quale ognuno si reca sol per ricchezze
inesistenti ,per semplice,carnale vendetta non potente esser alla pari del
desio di chi ,bambino o adolescente,cerchi pace in un mondo convulso i cui
tutti agognare premevano nell’ inconscio(agognare è il soggetto benché manchi
allo stesso l’ articolo) per chi di essi(riferito
ad agognare,essendo il verbo sostantivato al plurale) aveva spezzato ogni
speranza insieme a quella che lei stessa aveva ,accecata dall’ ira e dall’
invidia per la città medesima ,adombrata dal suo voler dimostrare possanza
superiore ,benché la stessa,effimera,scomparse nell’ istante stesso in cui
comprese il suo peccar macchiante l’ animo.
Cap.6
Nacque ,ella ,dalla carnal violenza di chi ,dopo tante delle
stesse, non ne era soddisfatto per cui ,compiutane una,ne eseguiva un ‘ altra
il magnifico Giove,dedito ai sensi occultanti lo spirito,tra le qual violenze ne
venne fuori una con dea adorata nell’
esotico oriente al cui seno ella si dirigeva non avendo che sol quello essendo
da tal violenza nata senza aspettativa altra. Cresciuta,sol nella madre cercava
riparo ,sol in essa aveva passione odiando ogni violenza sapendo il modo in cui
ella fu procreata ma ,diventata regina d’ oriente tra gli immortali(di oriente),ella
,presa dal crudel istinto di sottometter l’ occidente avendo lo stesso come re
,essendo maggiormente adorato in ponente, colui avente commesso l’ atto
impudico, massacrò le genti
perseguendole sol perché da occidente venienti mentre ella godeva del dolore
altrui così proseguendo con Darkòn che ella possedeva coi suoi poteri
comprendendo come odio immenso la portò a ciò che lei stessa amava(inconsapevolmente,s’
intende) invero ombrò a ella stessa il fatto che la madre ,priva d’ ausilio,da
Venere suprema trovò accoglimento la quale con poteri divini rese la donna
partorita la miglior per beltate al di fuor della dea stessa (ossia di Venere)
ma ciò non poteva ricordarlo, se l’ astio il tutto accecante ricoprì d’ altro
tutto ciò che poteva rammentarle la felicità suprema conducendola al livore più
assoluto nei confronti dell’ occidente del quale ella stessa notava sol le
impurità allor tutto le venne in mente in tal istante mentre piangente comprese
il perché della sua azione avendo cognizione di ciò in cui ella stessa scovò supporto,ossia Roma
poiché Venere lì condusse la madre ,lì la sorresse ,lì crebbero essendo posto
nel qual preoccupazion dei barbari non ci fosse,essendo la pace eterna
regnante, non volendo Venere che Giove scoprisse che ella ausiliasse donna da
lui violentata essendo i cieli posto nel qual l’ avrebbe potuto scoprirla , dopodiché ella dovette comandar l’ oriente ,eppur ciò
non aveva nella sua mente offuscata ,ciò non poteva subito comprenderlo mentre
ora tutto ,con impeto che da tempo fremeva di fuoriuscir di scatto , tracimava
al di fuori d’ ogni norma finché ,compreso il suo sogno ,ossia quello di trovar
pace dalla carnal violenza ,compreso di aver infranto ciò in cui lei stessa
credeva essendo quello ,posto nel quale giustizia vigeva ,con parole alacri(qui
nel senso esteso di veloci,celeri) terminò la sua vita passata ,priva di
cognizion di causa dopo che cinse la testa avendo rimembri tormentosi dopo che ,ritornatole alla mente,
sciabordavano l’ animo per il soffrir passato ch’ ora la raggiunse
violentemente ,dopo grida ed urla per ciò che lei aveva rimosso volendo solo
aver nella mente l’ eroico,per lei prima passato ,nel quale comandava
perseguendo politica d’ orrore,politica per la qual or si doleva alla
consapevolezza di ciò che ottenne nella mente peccatrice ,ora che il tutto le illuminò il capo
trasportandone alla morte
<<O sangue maledetto, ricopri il mio corpo privo d’
amor per la causa per la qual qui giaccio ,io ,eterna tra le dea,per aver
permesso che ,resa rabbuiata la mia mente,Darkòn ,per il qual oramai comprendo
d’ aver pulsioni,osservi ,oramai vicino, ciò che l’ astio ha generato falciando
le vite di coloro che non avevan mezzo,se non Roma stessa,per ritrovar
giustizia tra barbari da me indegnamente
comandati al fronte mentre sol rancore ho
visto diffondersi poiché ,or piangendo, comprendo come io non abbia ammazzato
colui per amor verso il quale vivo comprendendo
come lo stesso(riferito all’ amore) mi abbia ostacolato ,benché sia sottomesso
all’ astio per colui che qui non ha ragion d’ essere, mentre bambini e coloro
che a vita felice aspiravan il tutto oscurarsi
li soffoca tra i loro desideri di raggiunger la città perfetta,portatrice
di giustizia, che a causa mia ho depravato.
Possa quindi morire ,indegna tra le dee, per aver reso l’
unico lume spento a causa d’ eterno astio portante alla pazzia>>(Gli dei
,rammento,benché siano immortali,posso essere uccisi e quindi suicidarsi,per
esempio Crono è morto a causa di Zeus)
Cap.7
(Olimpo ,Giove ,Venere)
Giove ,chiamata urgentemente Venere
senza che essa abbia tempo di attaccar parola ,parlò irriverente
<<il fato chiede che dei non si prostrino agli uomini
divenendo mortali per cui io,re tra gli
stessi,ti ordino di scender,o figlia,affinché tu possa frenar la dea che
davanti alle bianche,oramai distrutte, porte di Roma,giace, adducendo(a se
stessa)ciò che solo ai mortali è permesso(la morte,ndr)>>(naturalmente
qui è il fato che avverte,in quanto entità divina,giove,supremo tra gli dei. )
<<come ? Come può Roma cader senza che io sappia? Io
pensante a Darkòn l’ ho spinto ad amar ,a viver per la stessa non potendo permetter
che lui vedesse ciò per il qual più di tutto ha condotto la flebil mortal
vita>>
<<scendi,o Venere, poiché ai mortali s’ addice la
morte e l’ apparenza ,ai divini la saggezza e l’ eterno divenire>>
ella raggiunse frettolosa Roma,essendo dal padre questo ordinato,osservando colei che dedusse fosse dea affermando ,apparsa tra la luce che il corpo emise,volendo ella così,per ora, mostrarsi
ella raggiunse frettolosa Roma,essendo dal padre questo ordinato,osservando colei che dedusse fosse dea affermando ,apparsa tra la luce che il corpo emise,volendo ella così,per ora, mostrarsi
<<fermati ,o dea,essendo tu la stessa ,non potendo
quindi osteggiare ciò che di eterno è intrinseco degli dei>>
<<ma come posso ?O dea
di cui non posso ravvisar il volto ,protetto da luce abbagliante,come
posso non lasciar la vita il cui destino sarebbe quello di soffrir in perpetuo
modo ,se ho influenzato colui nei confronti del quale ho scoperto amore,prima
dall’ odio coperto,affinché a Roma,eterna per le grazie ,non scendesse non
portandolo alla morte per tale pulsione?(lei solitamente ammazzava gli
occidentali ,pervasa dall’ ira quindi lei deduce che il fatto che non l’ abbia
attuato sia causato dal suo amore nell’ inconscio pulsante che ora conosce) (intreccia
le nivee mani portate al petto)(si sottintendono molte parti sintattiche in
tale frase)Io che occidentali ho massacrato per violenza da loro non commessa,io
che or scorgendolo nei suoi sentimenti ho scoperto d’ amar l’ uomo alla cui
morte condurrò a causa del mio atto che
contro la giustizia ,contro l’ umanità intera si schiera,protetto fin d’
ora dalla mia inconsapevolezza>>
Allora ella comprese il perché del fatto che Darkòn non si
smuovesse se non quando ella con poteri arcani ne impedì influenza mentale se
non quella della pulsion a tendere verso Roma ed ebbe dilemma ad accettar che
ella,avente responsabilità poiché non lo schermò pur essendo dea, lo offese
quasi deturpandone l’ onor ai Romani sacro ordinandogli di pervenir a Roma con
tono mostrante sdegno verso coloro che alla stessa non si dirigevano
sorreggendola ,essendo romani, allora cadde anch’ essa in altro sconforto ,già
avuto dal peso gravoso del fatto che ella su Roma gli infuse idee e onor per il
quale egli viveva senza prender in considerazione che la stessa potesse nel
nulla smantellarsi,manipolando menti affinché Roma servissero senza che
pensasse al modo in cui le stesse
potesser accettar la fine dell’ ente dalla
dea,inconsapevole al principio di ciò,
a loro destinato per cui comprese come aveva macchiato una vita di
speranze per lei inesistenti che ora nel baratro della morte andavano
sgretolandosi mentre ella con la dea aveva destino ancor più crudele di osservarne dall’ alto lo strazio senza poter usufruir della stessa per spezzar
patimento incessante e per loro eterno poiché fato così avrebbe voluto ,e or
,essendo dea ,lo comprese(ossia ora il fato rende noto il futuro prossimo a
Venere),ossia che Darkòn ,raggiunta
Roma,non possa dagli dei oramai aver supporto essendo destino che egli lì
morisse ,affranto da sogno ,oramai incolmabile d’ altro che potesse sostenerlo.
Allor ella(la dea dall’ oriental volto) ,senza proferir alcunché, acconsentì alla dea
palpandole la mano abbassata insieme al corpo della stessa dall’ oriental volto
a venere,ancor sovrabbonda di luce, inginocchiata (non è riferito a Venere
a differenza dell’ aggettivo precedente,ndr)
.Allor Venere la condusse nell’ alto dei cieli in attesa di ciò che oramai era
prossimo ad accadere essendo Darkòn vicino alle mura dell’ Urbe.
Cap.8
(leggere abbastanza velocemente evitando di seguire le
virgole che avrei dovuto al testo aggiungere,alla fine del testo ,come in altre
parti,la punteggiatura è personale e segue il modo in cui dovrebbe essere letta
o affermata dai personaggi,ndr)Galoppava senza sosta evitando di girarsi all’
indietro per osservar la distanza da lui avuta nei confronti della turba ,essendo le sue truppe, dovendo accorrer a
Roma speranzoso che la stessa sia lì a risieder luccicate delle mura(vedi una
nota già prima scritta) ,non potendo concepire disegno allo stesso da lui prima
designato opposto avendo sol lo stesso in quanto luce guidante ogni suo agire
,sebben ,lì arrivato, vision tremenda davanti a lui fece capo(qui ho contratto
la parte finale della parola capolino) lasciando
che ,prima l’ interdizione,poi tracimante sofferenza gli pervenga fin nelle
viscere dell’ animo non permettendogli respiro squilibrandosi quasi all’
indietro ,poggiato sulle ginocchia sui corpi di coloro che battaglia cruciale
davanti alle mura medesime avevan affrontato mentre egli ,anche lui,tanto
immoto era,sembrava morto tra i cadaveri ricadenti l’ un sull’ altro in pile sempre maggiori.
Allor torse egli stesso rinnegando il tutto ,lacerandosi con ciò che aveva
,essendo lama(ossia ciò che aveva era una lama),con ferite che su tutto il
corpo si dilungavan tra le quali ,certe
,antiche,(erano)aperte tra gli spasmi mentre oramai colmo di sangue si
nascondeva con contorcimento tra le
masse imputridite riempiendosi di vermi che corpi dilaniavano insieme ad altro
sangue portato dagli stessi finché ,dopo tale attimo di pazzia irreprimibile
venuta dall’ inconscio,egli correndo sfrenato tra i corpi aprì la
porta,devastata dall’ aggression brutale, d ‘accesso alla città desolata
scovando palazzi o edifici privi d’ alcun sostegno portante caduti a pezzi;altri
,se ancor in piedi,a stento reggevan(se stessi) mentre sol degrado si faceva strada al suo
arrivo senza che anima viva trovasse ,se non ciò che le stesse avrebbe dovuto
ospitare ,oramai in decomposizione(riferito a ciò) , mentre ,ripulitosi da ciò
che aveva ,insozzato egli d’ ogni tipo
di illuvie provocate dalla scarmiglia(scarmaglia
qui assume il significato antico di azzuffata), sborrò(uscì con
impeto,arcaicismo)d’ ogni tipo di lume lasciando che cielo infuocato d’ odio (qui
non si fruisce solo della parola esprimente l’ emozione ma anche dell’ immagine
consapevole che dal sentimento medesimo nella mente di Darkòn scaturisce) gli venisse in mente non avendo
altro al quale far appello se non lo sfogo compulsivo(nel significato di
costrittivo) ,essendo lo stesso privo di
schemi dati dalla ragion prima imperante(qui compulsivo lo si utilizza poiché
costringe la mente ad evitar di essere razionale),perseguendo nel suo immondo cammino(il
modo in cui camminava,ossia pieno di vermi o altro pattume ,rende il cammino
stesso immondo).
Pervenne allora nel posto in cui ,da ragazzo ancor spensierato,s’
abbasso davanti alla statua d’ un imperatore per lui a quel tempo Roma
rappresentante(leggi note precedenti) lodando Venere la quale oramai anch’ egli
amava allor lì fredda(ossia in quel momento,nel quale lui da piccolo arrivò a
Roma notando che venere con lui non ebbe la stessa fanciullezza mostrandosi
dea, fredda rispetto al suo amore,lì scandisce una locazione temporale,non
locale,ossia del luogo) mente riprese coscienza assoggettando l’ altra (ossia
il suo sé che voleva che lui dalle emozioni fosse guidato)maggiormente pulsante
poiché il ricordo lo rese consapevole di ciò che ,caduto, rappresentava la sua
essenza allora con il mantello purpureo stracciato ,avente il simbolo dell’
aquila predatrice,rappresentante la sua locazione sociale nell’ esercito,s’ inchinò prima alla
statua medesima oramai cadente poi alzatosi ,poggiata una mano al petto e l’
altra avente arma, affermò solenne
<<che possa il sol ,la terra o altro astro collassar
in un tutt’ uno non essendo degni di girovagar nel cosmo senza che Roma si
ponga come guida nell’ arduo cammino il
divenire imperante, mentre ciel stellato finisca di emanar luce non rispecchiante
realtà nella qual la stessa lì(lì =nel
cielo,lui parlando guada il cielo) appare aliena al nostro esser dovendo lo
stesso ricercar ciò che sfugge essendo sol sogno non realizzabile. Ciò ,suprema
felicità è il nome,regna nei nostri cuori nella consapevolezza che gli stessi
non possan ottenerla ,affranti per ciò mentre, ciò che accade conferma gravoso
avvenire dal fato scelto per il qual l’ uomo ,dalla volubil essenza, non può altro
che proseguir sentiero nel qual riparo dal male o altro patimento non scorge
ravvisandone sempre incombente,mentre la
pace ,o ciò che più conta,stenta ad aver visualizzazione in un mondo in cui la stessa,volubil
come l’ uomo anch’ essa, permane nell’
aura d’ un pensiero candido dal quale la
stessa non si smuove divenendo realtà stabile ed eterna,distante da ciò che qui
ho intravisto;poiché ,oggi e per sempre,tra le macerie ; unico barlume .S’ è spento>>(la
resa del testo è personale,insieme all’utilizzo della punteggiatura che
rispecchia il modo in cui egli scandisce il testo insieme al ragionamento
sottostante lo stesso,nel contempo della recitazione del quale egli afferra il
suo gladio adocchiandolo prima del fatal atto)
(s’ ammazza)
Pianti dall’ alto dagli dei afflitti si riversan sul cosmo
alla morte di colui per il qual Venere
insieme alla dea prima a lei avversa sentimenti contorti all’ amor
tendenti provava mentre le stesse scuotendosi l’ un l’ altra con impetuosi
abbracci compatenti premevan affinché la compagna la(qui è singolare l’
articolo poiché si riferisce al fatto che una delle due chiedesse all’ altra
appoggio fisico ,quindi psicologico,per l’ accadimento) sorreggesse mentre tra
le due nessuna aveva presente un futuro nel qual la consapevolezza eterna
oberasse alla stessa maniera premendo su
ogni impulso che potesse sospingerle avendo sol tendenza verso il vuoto
assoluto non essendoci ché tormento o tribolazione(rafforzativo il secondo
rispetto al primo ,essendo di stesso significato).Sol sangue tra lor ,nei
pianti,si poteva scrutar dal basso se con occhio attento si osservasse ben il
cielo essendo le dee flagellanti l’ un ‘altra per traboccante strazio non contenenti
(che i loro animi non contengono) loro
animi oramai espiati dalla sofferenza ad altro spasimo.(qui dalla e ad indicano
il fatto che ,espiata un po’ della colpa con sofferenza, altra ne verrà subito
dopo;per fare in modo che si evinca ciò bisogna anche notare l’ utilizzo delle
preposizioni che indicano un moto a luogo figurato ossia un passaggio perpetuo ed inarrestabile tra un
patimento all’ altro)
martedì 19 giugno 2012
cap3
(Darkòn scintillante d’ armatura scende a terra ,lasciata la
nave lui trasportante)(d’ armatura qui è limitativo rispetto a
scintillante,ossia limita il modo in cui
è scintillante)(sbarcano volendo eseguire incursione veemente dal luogo
in cui i barbari di essi non si accorsero della presenza)
(Darkòn)<<le spie ,m’ hanno accennato, hanno avvistato
una cittadina marina al lato della
nostra compagine>>
<<si ,senatore,essa ancor distanzia(poet. è distante)>>
<<si ,senatore,essa ancor distanzia(poet. è distante)>>
<<rammento di aver preso tale decisione benché il
tempo ha obliterato le specificità della stessa,benché or sappia dove
destreggiarmi ,dovendo ,per primo atto, assoggettare asserragliando la cittadina insieme al dominio dalla stessa supervisionato(ossia ai
territori che governa la città) >>
tutto ravvisava un esser realizzato della mission con etica e moral che Roma imponeva benché ,pervenuto al villaggio,qualcosa notai tra le folle moventi(qui si passa dalla terza alla prima persona singolare,sta raccontando ,in tenda,il suo avvenire )
tutto ravvisava un esser realizzato della mission con etica e moral che Roma imponeva benché ,pervenuto al villaggio,qualcosa notai tra le folle moventi(qui si passa dalla terza alla prima persona singolare,sta raccontando ,in tenda,il suo avvenire )
<<invasori!invasori!>>
ciò sentivo rimbombar nel mio capo ,così tradotto da colui che davanti a me era ubicato ,mentre io stentavo a creder come la Roma eterna e immutabil ,se non in favor di grazia maggiore,ma difficilmente raggiungibile tra i barbari, possa esser così definita(ossia gridare il termine invasore,s’ intende che Roma s’ evolve sol in funzione del divino) ,benché la stessa luce apporti tra i popoli ,privando della vita sol chi di essa cerchi lì abbattimento ,benché compresi il motivo ,quando intravidi tra i romani gloriosi chi ,piegati i nemici in arme,con spada tratta falciava le vite di chi ,civile, ricchezze serbava nel petto ,timoroso del proprio avvenire, ed io compresi la Roma che cercavo come fosse distante dalla stessa la qual sol di nome avea somiglianza ,lasciando a focoso odio altre azioni che ,da tale immaginazione da lui fin nell’ animo figurata,si discostassero(si passa velocemente tra considerazioni dell’ autore e vero parlar di Darkòn) ;allor ,visto un zerbino esser lacerato ,strascicato nel fango ,allontanatomi da chi sol parole traduceva trascurando pulsioni,ad egli mi avvicinai delirante ,con cuor lacerato per prostrazione(di quello,del ragazzo) ,piangendo e affermando tali parole dopo che con abbraccio sfogante lo irretii. prima che m’ assestai davanti a lui, assorbendo(psicologicamente) lo sfregio sanguinate nell’ animo
ciò sentivo rimbombar nel mio capo ,così tradotto da colui che davanti a me era ubicato ,mentre io stentavo a creder come la Roma eterna e immutabil ,se non in favor di grazia maggiore,ma difficilmente raggiungibile tra i barbari, possa esser così definita(ossia gridare il termine invasore,s’ intende che Roma s’ evolve sol in funzione del divino) ,benché la stessa luce apporti tra i popoli ,privando della vita sol chi di essa cerchi lì abbattimento ,benché compresi il motivo ,quando intravidi tra i romani gloriosi chi ,piegati i nemici in arme,con spada tratta falciava le vite di chi ,civile, ricchezze serbava nel petto ,timoroso del proprio avvenire, ed io compresi la Roma che cercavo come fosse distante dalla stessa la qual sol di nome avea somiglianza ,lasciando a focoso odio altre azioni che ,da tale immaginazione da lui fin nell’ animo figurata,si discostassero(si passa velocemente tra considerazioni dell’ autore e vero parlar di Darkòn) ;allor ,visto un zerbino esser lacerato ,strascicato nel fango ,allontanatomi da chi sol parole traduceva trascurando pulsioni,ad egli mi avvicinai delirante ,con cuor lacerato per prostrazione(di quello,del ragazzo) ,piangendo e affermando tali parole dopo che con abbraccio sfogante lo irretii. prima che m’ assestai davanti a lui, assorbendo(psicologicamente) lo sfregio sanguinate nell’ animo
(dopo l’ abbraccio dopo il quale [è]in posizione immota , piangente, poggiato sulle gambe
piegate con ginocchia a terra)<<come può Roma così lasciar che bambino
innocente muoia a causa dello star vicino a romano che sol suprema luce avrebbe
dovuto addurre?( gli palpa il viso sanguinante lasciante la vita per l’ imminente
morte)Avrebbero dovuto morire coloro che di Roma si opponevan all’ arrivo ,non
tu che or ,vicino alla morte,attendi invano(ciò che Roma avrebbe dovuto arrecar
nell’ animo di chi ad essa si annetteva ,essendo nei suoi territori)(lo
abbraccia).Scusa ,scusami o ciel,o Giove,fulminante lo spirito, il procurar pace non credevo portasse a ciò ,eppur
non posso lasciar che tali ingiustizie si ripetano,sebbene ho compreso come
Roma non fosse purgata ,essendo della
divina stirpe che l’ uomo avrebbe dovuto al ciel condurre;no(attende
pensando,rinnegando l’ accaduto), è quel soldato che così ha effettuato ma mai
un Romano attuerebbe ciò ,essendo i suoi discendenti così dettanti da Venere
aventi divino insegnamento …..(si gira
per adocchiar il comportamento altrui)(lascia il corpo alla vista lugubre di ciò a cui crede non dovrebbe
assistere) (si siede a terra riflettendo mentre il pianto lo assale)Come è
possibile che ciò a cui credevo si
dissipi?Nell’ oblio dei miei soldati s’ è locato lo splendor di Roma ,tra tutti
imperitura, essendo forse qui guidati (ossia in territorio barbaro), poiché non
posso pervenir alla conclusione stando alla qual da Roma ,centro del mondo ,capitale della luce
l’ uomo conducente ,possan qui esser vivi coloro che ,straziando volgo, issino il vessillo della romana stirpe ,senza
che possan dallo stesso ricever lume fuorviante(fuorviante in senso
positivo,ossia che conduce fuori dall’uman pensare) ,dal qual concepir come la Roma ,che tutti ricercan essendo oppressi, non
può render nulli i propri(riferito a tutti in quanto persone,ndr) sforzi e
ideologie ,rendendoli manchevoli del civil agire del quale la stessa per
altrettanto (ossia per civile,qui altrettanto si sostituisce a civile) regno ha
necessità ,benché ciò non accada ,sebbene non ne concepisca la ragione>>
Ode grida,tradotte, di chi ,conquistata la città, bestemmia a favor del popolo che prima di essa deteneva il governo, non avendo comprensione di ciò per il qual tali asserzioni fosser dette, se non dopo aver notato masse dalle quali laghi di sangue sgorgavan irrequieti ,pur essendo gli stessi formati da civil persone morenti invano per l’ agognar(di beni ,si sottintende) dei militanti allor con tono sommesso afferma
Ode grida,tradotte, di chi ,conquistata la città, bestemmia a favor del popolo che prima di essa deteneva il governo, non avendo comprensione di ciò per il qual tali asserzioni fosser dette, se non dopo aver notato masse dalle quali laghi di sangue sgorgavan irrequieti ,pur essendo gli stessi formati da civil persone morenti invano per l’ agognar(di beni ,si sottintende) dei militanti allor con tono sommesso afferma
<<che destin efferato mi tocca? Cosa il fato lascia che uomo un tal atto atroce a se stesso adduca?Ossia infiammar di coloro ,di
cui non volevo il perir, i corpi ,essendo
gli stessi privi di respir vitale
mentre il mio esercito esulta per vittoria priva d’ etica e morale che di Roma
si esalta ,benché non comprenda come dall’ esser ottenebrato(rispetto ai principi
dopo esposti) di tal evento non si possa estrapolar l’ essenza di ciò che
civiltà suprema vorrebbe causar nei conquistati
dalla stessa,eppure tutti esultan
ridendo insieme al senato che di tale accadimento solo la vittoria di Roma esuberante per ciò saprà, benché tali morti rimarranno oscure
nella storia insieme ai nomi ,all’ essenza
che non verrà più rammentata di chi ,qui morto,rimarrà come in un abisso
nella consapevolezza di chi ,per la consapevolezza medesima ,terrà il peso
dell’ atto oberante l’ animo incapace di trattener l’ ira ferale>>
(arde la caterva di corpi da Darkòn bruciati mentre per tal
fuoco divampante le lacrime si profondevan allaganti)
Da quel momento, pulsioni a favor dei principi a far posto alla saggezza spariron ,cosciente
egli dell’ agir ,del male che nel mondo
poteva esser presente ,sebbene il culto della Roma lucente in lui
permaneva ,essendo speranzoso per la fanciullezza che ancor sicuro(riferito a
lo) lo spalleggiava(ossia il suo essere
fanciullesco richiamava il suo amore per questi principi) .
Dopo di ciò, vagabondò ,non avendo scovato la ragion d’
esser del comportamento da lui scorto ,mentre morti(qui si va a descrivere il
fatto che a Darkòn, pensante ad altro, sgomento
sembrasse che i morti a lui si avvicinassero,benché fosse il contrario)
e mendicanti paressero ad egli a lui
passar vicino benché ad essi egli non volgeva pensiero, avendo come occupazione il rifletter che impediva ad altro(pensiero) di fuoriuscir col fin di condurre le proprie
azioni in relazione alle circostanze che ,asserragliandolo, mutavan quasi
eternamente.
Egli così si sedette sotto un arbusto dal tronco elevato (un albero) ,in attesa di qualcosa che di egli avrebbe
potuto render radiosa la mente, avendo
in dimenticanza(poet. dimenticando) ciò a cui era predestinato dal senato,
essendo l’ etica per lui ben più
straripante dal proprio controllo rispetto ad altro che ,emarginato,non poteva
attutir di molto le pulsioni
raggiungenti l’ animo irrequieto(ossia l’ etica influenzava molto la sua
persona) per cui ,riflettente, attendeva ,sebbene altro non scovò, se non la
propria ira per l’ atto ,chiedente(riferito a ira) vendetta per i morti a favor
della civiltà,essendo ancor giovine ,il ché lo sospingeva verso ciò guidato
dalle passioni, ma il suo esser formale e sociale lo spinse a ritornar nei
ranghi finché,dopo (del) tempo passato invano, egli s’ alzò dirigendosi ove altri
dimoravan rinvenendo(nel significato di tornare) alle sue attività,pretendendo(nel sign. di
fingere) che nulla gli avesse trapassato l’ animo pur essendo cosciente che non
avrebbe potuto perseguir nel sottomettere i suoi di colpa stati.
Intromettendosi tra
seguiti,(che lo seguivano,quindi
i soldati) aveva accesso a luoghi , non essendo suo scopo l’ andar
setacciando un qualcosa che di empirico
potesse esser d’ ausilio, avendo lo spirito che si smuoveva introducendosi nei
suoi movimenti di modo ché egli si rendesse conto dell’ accadimento(ossia anche
i movimenti davano un messaggio ala coscienza di ricordarsi dell’ atto
commesso) ,essendo la pulsion ritornante
di vendetta ,adombrata dall’ altro sé razionale , mentre egli con altri
discuteva sul da farsi sopprimendo ogni istinto che potesse riemergere.
Cap.4(si ritorna al momento nel 2 capitolo raccontato)
Zelante ,partì l’ indomani non avendo altro con cui aver
relazione ,se non con tal missione da Roma stessa proposta per cui,inarcato l’
esercito con esaltazioni(fig. nel senso di aizzato),egli si recò lesto al confin dal qual celere si mosse ,perito
nell’ equilibrar le condizioni a suo vantaggio ,benché non avesse nozione sul
modo in cui aver la meglio contro chi ,rispetto
a lui, avrebbe avuto luogo e numero vantaggiosi alquanto ,benché animo ribelle
misto agli ideali che lo stesso rendevan scattante ,aveva per lui il miglior
modo per inarcar fato avverso(ossia
rivoltarlo in positivo) ,fidente di ciò
che Roma riservasse ,priva di sconfitte essendo egli stesso ricordante delle
gloriose storie aventi lo stemma centrale(ossia il significato dell’
aquila,simbolo di potenza) di Roma nel significato delle stesse, esaltando l’
onor insieme alla democrazia del senato ,prima se non vera istituzione dovente
il globo amministrar per cui,a causa di
ciò,non esitò nel condurre in macabri loci
truppe , mentre (il)proprio
fervore diffuse nell’ esercito stesso .avente ora anche di lui di Roma il
glorificar nel sangue ,sebbene situazion disagevole potrebbe in poco tempo esser di peso nella
campagna,benché in Europa centrale l’ oriental avanzata devastò il tutto
ritirandosi (dal punto di vista militare,sogg. la Germania,qui ritirare
assume un significato quale fiaccarsi)al moderno assetto al qual egli s’ accingeva ad acceder .
L’ armata,svigorita dopo or di marcia,arrancava claudicando ma Darkòn ,irrequieto e pimpante, insieme al
suo esser scintillante e serio ,richiamati all’ ordine, asserì
<<come potete ,voi,cader per mano nemica ,essendo in tale condizione così
si mostrante(che così si mostra,s’ intende), non avendo concezion degli ideali
che fin qui vi hanno condotto ? Dov’ è la Roma ,signora tra le città,che, avvampando gli
animi, perconduce(poet.) il tutto a suo imperar ,essendo ella per ragion divina
avente tale potere?Dove la scintilla d’ amor per la democrazia suprema che qui
osteggiate(essendo fiacchi) ,come se la stessa non avesse alcun sede nel vostro spirito ? Volete quindi che tali regimi ci
sottomettano ,vessando anche le nostre
famiglie al voler dei dittatori infami? È ciò che volete ?>> Asserì
toccante Darkòn i cuori di chi di esso aveva udito discorso ,avendo adempiuto
il fine poiché ,avendo gli stessi
ritrovato vigore,sorresser bene lo scudo aizzandolo di poco ,per gravosa essenza ,verso il
conducente ,non ottenebrando(non eseguendo male,s’ intende)alcuna
movimentazione .Soggiogarono villaggi
senza alcun dilemma ,benché Darkòn medesimo intimava alla quiete,avendo terrore
,l’ animo flagellante, per ciò prima accaduto, essendo il suo inconscio
pulsante nei confronti di ciò(ossia
dell’ evento di cui si sta parlando,ossia l’ invasione) mentre i suoi sensi di
colpa avanzavano poiché sempre più morte trovava disseminata in ogni dove a causa
di pugne ,i corpi recisi,a cui ,alle volte,lui stesso aveva preso parte ,affievolendo
di poco il suo premer per Roma(costruzione poetica,il suo tenerci a Roma) che
non diminuiva tanto da poter rendere nulla la missione a lui affidatagli.
Dopo poco ,avendo Darkòn arguito già da periodo assai
distante che alcun impedimento costeggiasse la via, avendo quindi, con redini
nella mano, agito conseguentemente(ossia in conseguenza del fatto che non ci
sono impedimenti) ,pervennero ben
lontano da Roma, avendo oramai superato le cartine dal senato fornitagli,
dovendo quindi affidarsi a geografi aventi poca esperienza che
giunsero all’ asserir che ,più a sud,era ubicato il mar vicino al quale Roma
aveva altri possedimenti,trovatosi ,la stessa massa d’ acqua,al di sopra del
mar mediterraneo vicino al qual Darkòn medesimo nacque , per cui, conclusero
che ,nel caso in cui avessero complicazioni,avrebbero dovuto per di lì
discendere fin al raggiungimento delle coste dalle quali traffici agevoli ,non
essendoci disordini , erano destinati al rifornimento di Roma ma ,per onore,
egli s’ inoltrò deviando verso sud solo
dopo che a sud medesimo non raggiungessero(avrebbero raggiunto) rocche a Roma socie
,divenendo caparbio ,oltrepassando
i monti del Caucaso dopo mesi e mesi di
marcia ,sebbene la sua compagine ,insieme ai suoi seguiti(ripetizione inutile
dal punto di vista semantico), non avesse altro ,se non l’ aver difetto d’ ogni
altra risorsa per perseguir la rotta ,essendo molto celere il loro detronar masse(togliere a masse un re,ossia spodestare
governi per quello di Roma) ,non scovando
altro che pochi villaggi,se non per(si riferisce al fatto che loro non
avrebbero proseguito,non avendo risorse,se non…) il fatto che Darkòn ,con
innatural spirito, proseguì con
esortazioni ,fidando in Roma , mentre nessuno osava di lui deporre il potere, amandolo per la sua essenza unente la
fanciullezza alla serietà colla qual lo stesso si esprimeva ,rendendo sublime
ogni istante accompagnante loro.
Cap. 5
(India,Tempio,Sacerdote)
Sulle scale stava, non avendo altro da compier se non il
rito nel qual era intento ,per
timor de’ romani sul confine avanzati,
essendo egli cosciente della potenza di Roma suprema allora egli ,invocata la dea con occulti riti e preghiere, attendeva dalla
stessa risposta divina o segno dal qual percepir risvolto il quale accadde con
luce ,da flebil elemento a insaziabil risposta
sul buio , inondante la stanza in
legno ,oscurata se non (ossia se essa non fosse dalle candele illuminata in
parte) da candele, dalla quale(riferito a luce) donna dall’ albicante (volto)
misto al candido del volto(dello stesso), insieme alle vesti, fece apparizion solenne
con ,da vaga parvenza, capo percettibil
alla simulacro guisa(ossia come se fosse un simulacro) .
Ella ,avvicinatosi al declinato corpo del vecchio
stralunante ,asserì parole alate ma fuggenti ,sapendo che lo stesso l’ aveva
chiamata affinché l’ invasion di Roma
fermasse dal celebre avanzar
<<sappi che io ,eterna fra le donne,di Roma
disfarò l’ esercito,mogli e pargoli e chiunque a me si interponga ,avendo
ella sfidato ira divina ,pur essendo ella stessa nata da tal stirpe(ossia da
quella divina) per cui dimetti tali affari(si riferisce agli oggetti del rito
intesi come perdite di tempo,quindi affari,ndr) pensando ai caduti, mentre sarò
io a debellar tal stirpe che presso di
noi s’ avventura ,priva di prudenza>>
Sparita,l’ eterna tra le donne, dall’ oriental volto,
apparve dove ella voleva che la sua immagine si mostrasse
(Mongolia,la dea,corte di una principe del posto, tenda del medesimo,notte fonda ,egli dorme)
Dormiva irretito dalla guerra privante d’ ogni fonte dalla
qual trarre riposo se non l’ abbandonarsi allo stesso,sopito nei sogni
estirpanti l’ animo dalla material forma, perdendo coscienza quando,(segui le
virgole anche se grammaticalmente non sono nella posizione esatta) accecante
luce lo sorprese nel suo fosco meditare , facendo in modo che lui,sguainata la spada
,s’ alzò balzante senza eguali per scioltezza ,benché davanti ,più che nemico. un’ ammaliatrice donna dall’
oriental volto emerse dalle tenebre dal vespro circoscritte in tal luogo ;appena egli disserrò gli occhi prima
socchiusi, con candido volto delle
purpuree serve che dimoravan con lui, ella con volto ancor mondo si mostrò al mortale essendo ella di celestial
natura (purpureo si riferisce alle vesti dalle serve medesime indossate)
<<chi è colei che qui accede senza che da me abbia autorizzazione, o sguattera che qui
appari destandomi >>
Ma ella ,con calma trascendente sebben nella stessa
decisione imperante s’ ascondesse,rispose emanando sospir di grazia(poet.)
mentre un tuono ,al terminar della frase,ne determinò la risolutezza insieme
alla divina potenza
<<sii tu mio servo ,essendo mortale ,ché mio
padrone>>
Egli comprese nel sonno(qui con ‘nel sonno’ s’ intende il
fatto che lui agisce ancora annebbiato dal sonno medesimo) la sventura nell’
empio atto , allora con volto perduto
asserì sommesso
<<che di me laceri il corpo ,o dea;che la mia vita
abbia fine per tal affermazione>>
<<che la stessa non termini fintantoché il servigio da
me richiesto non venga compiuto(altro tuono,la dea è severa e calma con volto
freddo e attonito ma deciso nei lineamenti)>>
<<o mia dea, se ancor schiavo che morte merita serve
alla vostra soglia ,ch’ io posso almen esser puro con ciò ,dal mio oltraggioso
atto nei vostri confronti >>
<<và e che a Roma ,corrotta dai politici,ti diriga in arme commettendo strage senza eguali>>
<<và e che a Roma ,corrotta dai politici,ti diriga in arme commettendo strage senza eguali>>
<<che sia fatto ,allor domani partiremo come da lei richiesto>>
Sparì riportandolo al sonno col quale l’ aveva scovato (qui
è figurativo il pronome relativo) attendendo l’ alba in attesa di visionar che egli,come fece,eseguisse la sacral
pretesa .
Più avanzava più messi che da Roma lo raggiunsero asserivano
che la depravazione in Roma stessa dilagasse
,sebbene lui ,non accettando tali parole,perseguiva sempre più ,pur nel suo inconscio avendo
compreso che tale missione motivo affinché egli morisse si stava dimostrando,ma
egli , ombrando ciò alla sua mente, ricercava sbocco nel suo turbamento per ciò
che i messi della Roma medesima raffiguravano(i messi provenivano dai senatori
a lui soci) ,con insistenza immane ,non lasciando (se non che)che manipolo ,se non spasmo smisurato per l’ estenuante
passar verso il nulla per ampio sdegno e
sua ripugnanza, abbia ,trasalendo,Darkòn,
non appena si rendesse esplicito che
andasse infrangendosi il suo
aspirar(il suo aspirar a Roma pura) ,
volendo demostrar(dimostrare) a se
stesso come per Roma avrebbe eseguito ciò dalla stessa
richiesto ,non essendo (lui)a fiaccarla (come)colui che ,aggiogato dagli
averi,ad essa non ubbidisca in quanto stella l’ uomo spaurito sorreggente nei
confronti di chi lì ,incivilmente,pervenisse
esigendo dovizie (ossia i barbari). Allora violenza inaudita prese il sopravvento
,guidata dall’ astio per chi di Roma aveva invaso(ossia lui sfoga la sua ira su
chi ,ossia i barbari,aveva prima conquistato regni a roma alleati o terre della
stessa)possedimenti , facendo dei barbari un sol fascio ,benché si trattasse di
general schema(di pensiero,ossia modo di ragionare) ;così ,in poco tempo,massacrò interi villaggi
spopolando ogni regno nel quale aveva avuto ubicazione,devastando truppe ed
ogni tipo di difesa che a lui tentasse di opporsi,essendo la fine di Roma di
cui sentiva squittio(poet. ossia poiché sentiva la fine di Roma di cui la gente
parlava) tra le genti,essendo prossima(la fine di Roma) per chi si informasse
tra i ciarlieri ,motivo per il qual barbari avrebber dovuto pagar col sangue.
Cap.5
Ancora una volta con spada tratta ,entrato in un
paesino,invase ogni vicolo ,essendo irato, mentre ogni individuo di lui nemico
periva travolto al suo arrivo, per cui ,senza esitare, madri ,figli e nipoti
massacrava con stragi ,sebbene qualcuno ne cercasse la fine(a tal strage),benché
,sebbene arroccato(nel senso di chiuso ossia il furore annebbiava ciò che o
stesso avrebbe placato) dal furore ,sentì
una voce alla quale si girò turpe ,essendo per lui ognuno a lui avverso, sebbene s’ accorse che al suo ardere rispose la
fanciullezza d’ una piangente fanciulla la cui madre ,da lui uccisa, giaceva al
lato della stessa ,finché pose la spada e ne vide il corpicino ,essendone
illuminato ,avendo dilemma ad esser osceno (qui osceno significa’ senza morale
e confini della stessa coi quali delimitare il proprio carattere’,definizione
mia per rendere ben comprensibile la concettualizzazione del termine osceno in
tal testo che va a delineare il fatto che lui comprende che ammazzando la
bambina sarebbe risultato osceno ) con chi a lui così s’ era presentato ;comprese in tal momento come il suo sospinger
audace si propagasse verso
chi non avesse colpa ;lasciò ogni
oggetto da lui portato ,reso in frantumi ognuno tra gli stessi(stessi riferito ad ‘oggetto’) degradabile a sua portata, finché parlò a
colei dall’ oriental volto avente dolore in petto
<< Scorgo il
patimento interiore,quasi viscerale,che vincola il figlio indelebilmente a colei che l’ ha
generato, causato dal mio brando
,sebbene indarno ti possa porger aiuto poiché a causa del mio livor contro te
scuoto il mio strazio lasciando che lo
stesso ne diffonda altro a chi dovrebbe raggiante vita condurre ma non posso lasciar che Roma cada per man di
chi reputo barbaro ,non posso permettere a nessuno di entrar nell’ urbe che per
vigliaccheria nemica cade stando in
piedi sol coll’ ardir di chi dalla
stessa non si distolga(si
allontani) per cui ,non posso io frenar
il mio avviluppante l’ animo furore per
tali cause, avendo Roma che prima fra tutte non deve ceder per i miei futili
spasmi ,essendo colei per la cui esistenza immolazione umana ci s’ aspetta
senza eguali poiché se,benché sia
impossibile,dovessi esser reputato colpevole per ciò che io amo più d’ ogni altra
cosa,facendo in modo che i miei sensi di colpa mi premessero non avendo sfruttato di me ogni
abilità che a Roma avesse apportato ausilio,allora morirei ,qui,davanti a te
,poiché non son degno di servir in tal terre,Roma ,suprema per grazia >>
Ma ella,dall’ angelico oriental volto, essendo la dea a cui
sopra ho accennato ,chiamata dal vecchio ,diretto uno sguardo mesto, lo osservò
per un po’ per poi rimirar con maggior tenacia, finché allo stesso
avvicinandosi non provando pavento per chi della madre aveva sradicato la vita ,ma
con sguardo malinconico e saggio e cercante protezione ,lo abbraccia
(lui)<< come posso io aver attuato tal atto(allitterazione),
così privo d’ etica per le mie ridondanti passioni avendo così dissipato i sogni d’ una bambina che della madre
cercherà il petto e quelli d’ una madre che nella figlia scoverà
appoggio?>> era reso prigioniero dal fascino della dea ,travestitasi da
mortale ,avendo la stessa adoprato maneggi arcani per
adempier ai suoi scopi
.Ella ,intanto,non accennava ad alcunché col verbo benché il volto della stessa tiepido ,sebbene
mostrasse un ché di malinconico, affermava ciò che la bocca non poteva ,non
avendo per eseguir ciò pudore e audacia ,con spoglie di colei con cui aveva insostituibil legame
vicino al proprio corpo insudiciato anch’ esso del sangue dell’ amata(stando a
ciò che egli osservava,ndr) ,ma egli non comprendeva come potesse una bambina a
ciò non piangere o urlar vendetta sguainando parole che ,prive di fondamento alcuno,avrebber
reso manifesto il dissenso ,sebben’ ella con ciò non aveva legami ,essendo sol
tesa nell’ osservarlo e nel seguirlo non appena ,mossosi,sfuggiva al suo
sguardo ritornando lui all’ accampamento vicino non avendo intenzione ,dopo il
raggelante incontro, di perseguir nella pugna da lui condotta,come ella voleva che
effettuasse.
Si sedette nella sua capanna quando nella stessa fece
accesso la bambina medesima che lo tallonò di nascosto notando,egli, che la stessa oramai
,pur non proferendo alcunché,accennasse
al pianto non riuscendo a trattener le lacrime uscenti benché ella ,con solito
adocchiarlo, aggiunse nel vuoto del silenzio con inceder da fanciulla molto
flebile(ella sapeva far l’ attrice)
<<non ho casa,dove vado?Non posseggo famiglia alla
quale appellarmi;lasci che io poltrisca morente nei pressi del cadavere da te
lacerato?Vuoi segregarmi qui ,non avendo suppellettil alcuno essendo anche la mia dimora arsa nel
nulla nel qual mi ritrovo?>>
<<più tu mi
parli ,più rammento ciò che io ho effettuato ,più comprendo come i tuoi gesti
mi castighino più delle semplici parole
che avresti potuto aggiungere>>
(silenzio,poi riprende il dialogo da lui prima interrotto
con una sua asserzione)
<<se ti lasciassi ,non solo non rispetterei l’ etica che mai ho seguito ma permetterei che il simbolo della mia disfatta possa morire ,non divenendo colei dalla qual si può trarre il fatto che io posso non esser solo freddo carnefice che tra le file nemiche stragi esegua, ma anche colui avente dal fosco furore ripresa audace dalla qual rischiarar se stesso .O Fanciulla,abbi pietà di me ,lurido che ammazza senza scrupoli e che ora chiede perdono solo dopo che vite egli stesso ha tratto alla morte mentre tu,unica viva al mio incontro,sii la mia luce alla quale appellarmi,dalla quale ricordar altra natura la quale mi appartiene,al di fuori dell’ uman peccato d’esser impetuoso in battaglia o in altro luogo e d’ aver ora lume ,sol dopo tali strazi ,ma se tu,mio nuovo amore,possa lasciar che io manifesti l’ altro me stesso allora potrò viver felice con te… non so perché la ragione mi sfugge(l’ influenza mentale della dea) ma ,se esso è ciò che voglio nel mio animo,allora la stessa non può far altro che retroceder a favor di tal sentimento >>
<<se ti lasciassi ,non solo non rispetterei l’ etica che mai ho seguito ma permetterei che il simbolo della mia disfatta possa morire ,non divenendo colei dalla qual si può trarre il fatto che io posso non esser solo freddo carnefice che tra le file nemiche stragi esegua, ma anche colui avente dal fosco furore ripresa audace dalla qual rischiarar se stesso .O Fanciulla,abbi pietà di me ,lurido che ammazza senza scrupoli e che ora chiede perdono solo dopo che vite egli stesso ha tratto alla morte mentre tu,unica viva al mio incontro,sii la mia luce alla quale appellarmi,dalla quale ricordar altra natura la quale mi appartiene,al di fuori dell’ uman peccato d’esser impetuoso in battaglia o in altro luogo e d’ aver ora lume ,sol dopo tali strazi ,ma se tu,mio nuovo amore,possa lasciar che io manifesti l’ altro me stesso allora potrò viver felice con te… non so perché la ragione mi sfugge(l’ influenza mentale della dea) ma ,se esso è ciò che voglio nel mio animo,allora la stessa non può far altro che retroceder a favor di tal sentimento >>
(Dopo che rifletté per ore insieme alla fanciulla ,che
immota lì attendeva, s’ alzò per portare
a termine la sua conquista,evitando morti con ritirata ,consultandosi
con altri generali sebbene l’ adolescente lo perseguitasse pedinando lui in ogni sua
azione finché ,giratosi ,essendosene accorto,esigé con
stizza risposta esauriente
<<cosa ti spinge ad incalzarmi (nell’ accezione di
tallonare,braccare) con incessante persistenza?>>
(i due si osservano poi è ella ad agir con palese affermazione)
<<non so dove recarmi ,avendo tu arso la mia casa,mentre
mia madre lì giace morta , insieme a mio padre che lo era già(lo si riferisce a
morto) ,non sapendo con chi condivider il mio tormento >>
<<perché ti avvicini ,senza pavento, a chi con brutal e barbaro vigor e scabrosa essenza(essendo scabroso) ha fatto scempio davanti a te?>>
<<perché ti avvicini ,senza pavento, a chi con brutal e barbaro vigor e scabrosa essenza(essendo scabroso) ha fatto scempio davanti a te?>>
<<a chi appellarmi essendo i tuoi soldati altrettanto efferati>>
Con occhi socchiusi del comportarsi d’ ella trasecolò all’
indietro andando, non avendo mai concepito di una bambina tale agire
abbracciante il reale ;non parla finché afferma stupito ,asservito dalla
destrezza (fig.)della dea
<<come puoi non mostrar afflizione lacrimando alla
morte di tua madre?>>
<<come tu(si sottintende il verbo potere,ndr) non versar
lacrime alle morti di tutti coloro che hai trafitto a causa dei tuoi
disagi?>>
(silenzio,lui abbassa lo sguardo e li occhi per
poi,asservito psicologicamente ,affermare)<<ciò è vero,non credevo fossi
già ,a così giovine età, così saggia,chi ti ha insegnato ciò?>>
<<qual saggezza serve a constatar le tue contraddizioni?>>
<<qual saggezza serve a constatar le tue contraddizioni?>>
(scatta di un passetto all’ indietro sorpreso,li occhi
sempre al di sotto,poi risponde)
<<allora perché non piangi?>>
<<sono abituata alla sofferenza ,a reprimerla nel mio spirito avente sol la stessa,come già accadde quando ,sempre a causa delle tue invasioni disumane, mio padre morì>>(ella inventa per assoggettare il mortale,ingenuo alle sue parole ingegnate con complesse trame)
<<allora perché non piangi?>>
<<sono abituata alla sofferenza ,a reprimerla nel mio spirito avente sol la stessa,come già accadde quando ,sempre a causa delle tue invasioni disumane, mio padre morì>>(ella inventa per assoggettare il mortale,ingenuo alle sue parole ingegnate con complesse trame)
Si gira non avendo se non timore d’ osservarla pur focalizzando sull’
iride(i) scarlatto(i) (lett. Sugli iridi scarlatti) ogni suo percepir
<<Cosa vuoi ,da me ,quindi?>>
<<esser gaia>>
<<e perché a me chiedi ciò di cui io stesso ti ho privato?>>
<<è colui che più ammazza che prima potrebbe divenir maggiormente consapevole della vita umana,sostenne il saggio del villaggio>> Ella sfruttava la saggezza della qual ella stessa,pur essendo dea,poco era consapevole dimostrando di non applicarla inviando truppe all’ avverso fronte sebben sapesse suggellato nel suo corpo ,intrinseco nel conservar ciò ch’ adombriamo a noi stessi ,ridotto all’ obbedienza da nazionalismi e pulsion di vendetta ,che ciò ch’ effettuasse fosse errato
<<esser gaia>>
<<e perché a me chiedi ciò di cui io stesso ti ho privato?>>
<<è colui che più ammazza che prima potrebbe divenir maggiormente consapevole della vita umana,sostenne il saggio del villaggio>> Ella sfruttava la saggezza della qual ella stessa,pur essendo dea,poco era consapevole dimostrando di non applicarla inviando truppe all’ avverso fronte sebben sapesse suggellato nel suo corpo ,intrinseco nel conservar ciò ch’ adombriamo a noi stessi ,ridotto all’ obbedienza da nazionalismi e pulsion di vendetta ,che ciò ch’ effettuasse fosse errato
<<capisco,spero che tu abbia ragione visto che ,non
potendo ritornar al tempo passato ,posso accontentarmi solo di ciò che tu mi
garantisci adducendomi speranza ,ma ,tu,(nel parlato lui effettua tali pause
benché dal punto di vista grammaticale siano errate,ndr)hai compreso ciò che
tale saggio ha asserito?>>
<<no ma so che in tale circostanza possa essere fruttuosa tale frase poiché questa mi è stata sussurrata quando sono nata e ai miei genitori,così ,da quel momento,me la riproposero sempre essendo fonte divina >>(lei sa il significato rinnegandolo ad ella stessa e occultandolo anche per non mostrar troppa saggezza a un mortale potente comprendere il suo stato inventando tale sotterfugio col quale giustificare la conoscenza di saggezza universale)
<<no ma so che in tale circostanza possa essere fruttuosa tale frase poiché questa mi è stata sussurrata quando sono nata e ai miei genitori,così ,da quel momento,me la riproposero sempre essendo fonte divina >>(lei sa il significato rinnegandolo ad ella stessa e occultandolo anche per non mostrar troppa saggezza a un mortale potente comprendere il suo stato inventando tale sotterfugio col quale giustificare la conoscenza di saggezza universale)
<<capisco ,non riesco con te a essere altro se non
freddo,almeno oggi ,comunque puoi assistere a ciò che effettuo,a meno che non mi turbi coi tuoi ingegni spiazzanti
qualunque mortale a raggirar provi
,scovando sostanza(significato del discorso), i tuoi destreggiamenti coi
verbi (lui non sa che è una dea ma
realizza una iperbole che si avvicina al reale)>>accrebbe il suo parlar
con tale chiusura alquanto priva di sentimento
che rifulga nell’ oscurità dell’ azione(inteso come circostanza questo
azione) ,se esplicata a un pargolo del decimo anno ,benché apparisse che l’ oculatezza d’
oriental origine le fosse permeata .Quella notte non riuscì ad aver momento
abbastanza in quiete per poter socchiuder occhio stabilmente avendo in mente ciò che era successo non
riuscendo ancora ad avere una completa concezione d’ ogni accadimento e stato
emotivo, quando gli ritornò alla mente che già atto simile a questo fu da lui
effettuato e come lui stesso da ciò non aveva appreso il suo torto commettendo
errore senza aver ricavato alcunché dall’ esperienza passata, benché lui
volesse trascendere dalla stessa per cui contemplò dormiente la bambina
prossima al posto sul quale egli
giaceva nelle notturne ore avendo in
mente la domanda grazie alla quale dubbio sulla propria crudeltà gli venne ,non
avendo cognizione della possibilità di punire colei che aveva nell’ aspetto forme
angeliche essendo pura in quanto semplice fanciulla ,come
la dea coi suoi incantesimi faceva in modo che egli credesse rendendo tutto d’
un fascio senza sapere ,accecato dalla commozione per l’ elevato volto dell’
ella, come sol una tra le tante avesse tal aspetto ,benché tali accadimenti
credeva,all’ inizio , ne avessero già deturpato l’ essenza essendo a contatto con simili
barbarie sebbene ,adocchiata nella sua fanciullezza , trascendente, egli non
riusciva a scrutare tale contaminazione da lui dedotta,per cui sol il di lei
capo lo rese puro ,lo rese consapevole dei suoi errori purgandolo del suo
peccare mentre palpandole il volto amò quel virgulto(inteso al femminile) come mai aveva realizzato, così il suo
osservarla schiuse il suo cuore dalla
freddezza la sua vita imponente (che impone,s’ intende)non riuscendo così a
effettuar altro se non piangere patendo con gemiti per le sue azioni ,avendo
coscienza tale da comprendere che la
fanciulla da lui dovrebbe essere allevata non potendo lasciarla a passante o a
persona della qual non si fidava essendoci per lei estreme pulsioni dirompenti nell’
animo nel qual sospetto e voglia dell’ averla nel suo
supervisionare ardevano insieme in un tutt’ uno che gli impedirono di lasciar
che la stessa volasse via come la vita di colui del qual lui stesso aveva
fracassato il cranio(questo colui è generico,riferito a un ipotetico nemico
contro di lui andato e da lui affrontato). Quand’ ella si svegliò notò l’
aspetto di Darkòn la cui testa sopra il volto di lei aleggiava ma ella non
mosse(fig.) parole o volto in attesa di un di lui scostamento ,benché permasero
immoti per incessanti
momenti non volendo egli sradicar lo sguardo dalla bambina che tenera lo
osservava malinconica finché ,udito il richiamo da parte d’ militare chiedente
supporto,fuoriuscì, egli, mentre lei lo costellava della sua presenza(qui
costellare assume un significato molto ma molto esteso infatti letteralmente
può significare cospargere qui inteso come cospargere della propria
presenza,quindi si fa riferimento al fatto che la presenza stessa vada ad
incidere nell’ animo di lui come se l’ essere puro d’ ella lo ‘ cospargesse’
della sua essenza accompagnandolo) sapendo che egli le sue mosse conoscesse.
Doveva decidere se localizzare in posizion tendente all’
avanti le truppe o di lasciar che le stesse qui nel vuoto languiscano le pene
dell’ ozio ma aura d’ ella ,da dietro emanata,impediva
a lui di optar per l’ usuale(ossia di perseguire nella avanzamento) essendo la
dea di questi poteri capace ,rendendo egli direzionato(fig.),in virtù del fatto
che per tempo avesser loro marciato,verso il terminar tale giorno riposandosi dimodoché
avrebbe egli perso tempo nel momento in cui avrebbe saputo di dover a Roma
tornar per l’ arrivo dei mongoli da lei chiamati in appello non avendo altre
risorse con cui condurre guerra.
Mentre ciò accadeva Mongoli lesti scorrevan per la Russia senza che esitazion
ne frenasse la via (qui via inteso come passaggio) saccheggiando con smodati scempi ,essendo barbari,tutto ciò che trovavan in
mezzo al lor cammino senza che frammento di luce radiosa li rettificasse verso la via(qui l’ articolo la ci fa comprendere di
che tipo di via si tratti) avendo in mente il fatto che ,raggiunta Roma e rasa al suolo la
stessa,avrebber dovuto proseguir per l’ impero per racimolar ricchezze avendo
sol sulle stesse pensiero incessante mentre oramai si mossero vicini all’ Europa tremolante dopo mesi e mesi di marcia durante la quale ella con arcani poteri Darkòn soggiogava sotto
la sua divina potenza .
Cap.6
(olimpo,Venere,passano mesi e mesi)
Ella passava ,irretita dall’ osservar il suo divino aspetto
,come sempre aveva compiuto presupponendo di Roma l’ eternità alla quale ella
non avrebbe dovuto strutturar altro al fin del mantenimento della stessa(ossia
ella riteneva che Roma,essendo per lei imperitura ,non avrebbe necessitato
dagli dei alcuna vigilanza ) mentre
qualcosa la turbava come se il fato la chiamasse finché ,sospettosa, erse il
suo capo dal basso essendo ella intenta a specchiarsi volgendo lo stesso dopo verso
i mortali avendo sospetto chiamato dall’
istinto allora ,entrata in senato,sede del potere che sorreggeva,primo ad esser
setacciato in caso di divin sospetto per suo ergersi centrale , comprese ,sentendo
ciò che il fato ,avendo presente il suo ruolo, aveva predestinato affinché del futuro almeno del prossimo avesse certezza , le parole(cmpl.
Retto da comprese) ,sciabordanti(sign. est.) il suo animo,dei senatori corrotti
fin nello spirito
(senatore)<<Come è possibile ,miei cari,che noi, del
centro dell’ universo capo, non possiamo ostentar maggior ricchezze per la
gloria di Roma dovendo pagar militari ,vicini ai barbari assetati di sangue e
quindi con questi aventi contatto?>>
<<che ciò sia vero non lo metto in dubbio fintantoché
abbiamo reso nulla l’ opposizion populista ammazzando i senatori a Darkòn
vicini ,essendo gli stessi in tal modo
impopolari da poter aver morte lesta e sicura , rammentando che per pochi (questo
‘per’ va a tradursi come riguardo,nei
confronti di),con false accuse,hanno l’ esilio in quanto disposizione civile >>
<<E così alle volte nelle quali Di Roma il potere
venga frastagliato noi ,intervenendo,ne abbiamo impedito l’ attuazione col fin
di aver sotto il nostro imperio Roma stessa per cui ,avendo noi tal
potere,nessun ci impedisce leggi che favoriscano il ceto >>
Ella comprese irata come il suo abbandonar Roma avendo
pensato che la stessa possa da sola comandarsi sia stato un’ errar grave mentre vision di Barbari al fronte le
venivan in mente conoscendo il fato chiamato dalla mente alla coscienza della
donna ben adornata per cui ,avuta tale
figurazione ,decise di chiamar in fretta Darkòn di cui conosceva la locazione
essendo una dea per miracoloso tentativo di aggrappar Roma prima che la stessa
nel baratro da lei stessa creato raggiunga la morte
Egli temporeggiava ,attanagliato da ella raggirante la sua mente con riti malsani capeggiando ,all’ oscuro , le truppe mongole affinché s’
affrettassero non avendo intenzione di aver rischio in tale missione benché ,al
lume delle sol candele e lanterne ,dopo
che quasi un’ anno era passato,Venere gli apparve nel sonno con tali verbi
(latinismo,si traduce con parole) ,smossa sull’ avvennir di Roma
<<svegliati,o pazzo,mentre qui tu giaci ,innocuo,
oramai a Roma il senato ,corrotto,corrompe a sua volta ogn’ altra istituzione
mentre nemici ad essa si avvicinano già oramai troppo poco distanti affinché tu
li possa raggiungere, avendo dominato
in tempo(essendo più veloci) Roma ,eterna per gloria, dormendo insaziabil(darkòn
sogg. Di questa subordinata) del sogno(ossia
del vagheggiare) in tal posto, per cui raduna le tue truppe sperando che non
sia troppo tardiva tale strategia , aggirandoti invano per le vie d’ una Roma rasa al suolo poiché
oramai ,essendosi già appressati,non potendo tu contare sul senato,solo la
fortuna tua maestra ti guiderà dove il fato lì vuol che tu vada>>(lei
conosce solo il futuro prossimo avendo
il fato solo di esso rilevato scorcio)
<<ma ,o Vener mia protettrice,come puoi affermar che
senato ,divina istituzione, si macchi di tali misfatti senza che
nessun dio lo attui di proposito infiltrandosi nelle sale del senato marmoreo
portando sventure a colui il quale incontra>>
<<tra l’
appestata di turba politicanti ,alcuno avrebbe adempiuto a ciò che onesto uomo tra
gli altri avrebbe >>
<<che il cuor mi si spezzi se tanto immensa
istituzione possa così nel baratro dell’ inconsapevolezza sulla divina Roma
discendere mentre i nostri avi vengono
così insozzati di tali infamie avendo anch’ essi responsabilità per chi non
conosce le gloriose gesta di chi mi ha preceduto in confronto a tale agir >>
(s’ inchina a Venere ,dalla grazia eterna ,abbagliato dalla
sua venustà)
<<mi scusi ,o venere eterna ,se io inconcepibilmente
ho servito la Roma
che or non sa dove acquisir arcaica possanza essendo io imputridito da futil
enti dalla vita terrena offerti non
potenti risalir alla potenza di
Roma,suprema tra tutte >>
Ma ella ,fredda non avendo mente colla qual sentir tali parole
essendo nell’ animo incollerita ,aggiunse
<<taci o mortale ,avendo tu errato, per cui ,al posto
di sprecar tempo in manie che poco Roma
possono ausialar, che si adunino
truppe d’ ogni stirpe affinché marce estenuanti verso Roma attuino
non essendoci altro che sperar >>
<<subito ,o mia signora>>
Egli,rinvenutosi dal sonno dalla dea apportato,comprese
essendo antiche pulsioni riemerse avendo ella occultato alla sua coscienza ogni
pensier che la beltà della fanciulla non
concerna ,mentre Venere ,non fidandosi di chi per tanto aveva esitato, trasse decision quasi efferata
(per un romano non avere la fiducia di venere era un accadimento molto
traumatizzante per cui l’ aggettivo efferato va a tradursi come un ‘ azione che
dal punto di vista psicologico muove quasi violenza verso l’ onore e la dignità
di Darkòn) di pedinar l’ uomo mentre egli procedeva a radunar ogni sua forza
a lui alleata ,sebbene ,timorosa, la dea
oriental ,nella tenda dormiente,aizzatasi dopo che Venere oramai s’ era
dissolta nel buio, uscì dalla tenda,avendo oramai già coi nemici tramato ,notando come Darkòn ,non affetto dai suoi
malanni, racchiudesse il suo vigore appellandosi a chiunque in giro avesse
credenze per una Roma oramai distante da chi per tempo per desideri fallaci
oziasse per cui optò la dea di atteder
prima di agire volendo scovar momento nel qual opportunamente avrebbe infuso i
suoi poteri nel corpicin del mortale che gli servissero per asservirlo nuovamente ma maggiormente cercava e in minor modo
riusciva avendo pietà per l’ ansioso esser di lui che tremolante per la colpe
che si attribuiva a causa dei dilemmi che dilaniavan a Roma s’ infilava tra le truppe parlando con rammarico finché di
notte , dopo mesi e mesi di marce,rinvigorita dal fatto che aveva pensato che i
mongoli complicazioni a causa del pervenir di lui avrebber, ritenne fosse attimo
nel quale causar ciò che avrebbe attenuato malasorte nei suoi confronti allora si avvicina ,con corpo da bambina,al
generale,ancora ventiquattrenne,per ispirargli ancor tedio e spossatezza benché ,appena lì locata ,al posto sul quale dormiva,essendo
nella stessa tenda,s’ accorse,spaurita,del fatto che egli avesse ,nel
buio,occhi spalancati allora emerso un frastuono di non alta risonanza indietreggiò
ansiosa mentre egli ,giratosi,parlò senza dilemmi
<<ti porgo le mie scuse ,o germoglio che nella mia tenda dormi non avendo io il
coraggio,pur avendo di tua madre tolto la vita ,di affidarti a persona di
miglior potestà ,se ti ho disturbata volendo sol tu,forse, per timor del buio,
qui recarti>>
Emise un sospiro ,la dea ,credente nel peggio,mentre solo
una guardia,avendo accesso nella tenda con sospetto ,da Darkòn
rassicurata,lasciò la tenda stessa ancora nelle tenebre mentre egli proseguì ,non appena fu accertato
con poche parole al soldato che tutto
non avesse avuto alcuna inclinazione che possa causar danno
<<stavo ponderando ,comunque,sul perché non riesco ad osservar altro che la mia
incapacità nel condurre avendo io
lasciato che Roma fosse indifesa non essendo subito ad essa ritornato poiché
,sai, ho sempre creduto in ciò, che ,al di fuori delle belligeranze,si schieri
a favor della giustizia ,del popolo poiché questa era la Roma che prima in tutto il
mondo aveva sede essendo solo un sogno nell’ aria aleggiante(poet.) che
stringevo nel mio animo quando ,catturato dai barbari, fui allontanato dal
posto in cui credevo essendo la stessa colei che il mio animo sorregge poiché in ella la giustizia e la pace si
forgiano in un tutt’ uno creando il
sogno che mi ha condotto qui a combatter per Roma medesima dopo che ,deportato
dai barbari,reso schiavo dagli stessi, speravo in un posto nel quale avrei
potuto trovar ciò che l’ uomo intero
desidera e così ,a Roma arrivato,ebbi in visione tutto ciò insieme al magnificentissimo(arc.) senato ,sede dalla quale scaturisce il potere
del popolo sempre sottomesso
,ecco cos’ è Roma ….. è il sogno di ogni civiltà oramai dai
barbari ,inconsapevoli, e da tutti terminato,benché credo che forse Roma ,essendo
eterna ,non cadrà al mio arrivo, poiché
ognuno di noi desidera ciò che al di fuori del nazionalismo si pone come solo
la ricerca dell’ armonia avuta attraverso quell’ immensa Roma che permetteva a persone ,prima barbare ,di votare incarnando
il ruolo di colei che nessuno,essendo sede delle virtù superiori,può
impersonare ,fornendo loro dell’ acqua
,strade ,acquedotti,costruendo tutto ciò affinché la felicità si diffonda
benché oggi nessuno ,oscurato dalla
ricchezza di Roma medesima,non lo comprenda prostrandosi al semplice danaro che
sempre fluisce lasciando che il sogno di
ogni pargolo ,di ogni madre,di veder se stessi nella pace che solo Roma può
portare svanire(qui c’ è un errore di grammatica,ossia ,pur essendoci il che
,utilizzo un infinito,ma è intenzionale
tale utilizzo impreciso ai fini della musicalità del testo),ignari dei desideri
,delle passioni ardenti di chi ,vista Roma
nella sua immensità,crede nella stessa come fonte di salvezza dall’
inconsapevolezza,dal buio che nel mondo al di fuori d’ essa si spande eterno e
immutabile. Questa era la Roma
in cui credevo non potendo accettare che l’ unico lume nel mondo esistente per
il quale ogni bambino ,sperando,vive ,si dissipi nel nulla dall’
inconsapevolezza di chi non osserva gli spasmi delle persone morenti torturate
dai barbari,di chi non ha comprensione di cosa Roma rappresenti per chi ad essa
vuole accedere ,deturpando in odio ciò che prima brama ed
affidamento perpetui si mostravano,pieni d’ affetto e d’ amore,lontani dai
barbari che tutto assoggettano al loro essere terreno ,pur essendo anche da me ,ignorante
,imitati>>(piange ,poi aggiunge)
<<scusami se con te mi sono
sfogato ma altro non ho se non quel sogno per il qual la mia essenza arde al buio che merito e senza il qual solo morte
può essere conseguenza essendo anche i miei genitori ad essa affidatasi fin in
punto di morte ,essendo sola fonte per la qual qui vivo inducendomi alla
pulsione a servir Roma,dalle mura splendenti >>(persegue sempre
lui ,dopo una breve pausa)
sabato 2 giugno 2012
cap II
Cap.3
Divenne,come fato comandava, servo e militar di Roma ,ricoprendo Darkòn sempre più onorevol cariche
conducenti al ruolo di senatore e
generale affinché Roma di questo possa
sfruttar le doti , mentre lui ,col tempo,disegno sull’ Europa avea
tracciato ,non avendo altri ideali se non quelli d’ aver di Roma potere
affinché impero d’ essa si spandesse oltr’ alpe fin al
Danubio(vd.cap.1),essendo oramai in grado,per l’ età,d’ affrontar sorti avverse
(oramai egli ha 23 ,guidando
il senato da tempo il quale poco sopportava tali ingerenze da parte di coloro
che da poco accedevan al congresso).
(senato,si rammenti che il senato aveva una organizzazione
diversa rispetto all’ antico,a causa delle res novae e delle pressioni esterne
le istituzioni lasciarono spazio ad altre maggiormente democratiche in cui era
il senato a votare e legiferare senza ausilio da parte di consoli,Darkòn)
(Darkòn)<<Miei cari, la nazione necessita d’ altro
,essendo barbari ,privi d’ alcun ritegno,ad inondar le mura coi loro assalti
benché noi di essi l’ invasion non
sopiamo .Per questo, dovremmo incitar il volgo ai vecchi ideali che l’ occidente ,conducendo alla morte i suoi nemici, issava
al ciel in favor dell’ uomo ,invece di
non aver posizione per la qual si potrebbe indurre la plebe a creder nella
rinascita di ciò che non riemerge>>
(senatore)<<e come si può,senatore, spiegare al popolo ciò,mentre i nostri soldati muoiono ingiustamente sul fronte,non avendo il popolo stesso prove dell’imperante Roma della qual ,oramai,sol si parla più che vederne le gesta dai suoi servi compiute?>>
(senatore)<<e come si può,senatore, spiegare al popolo ciò,mentre i nostri soldati muoiono ingiustamente sul fronte,non avendo il popolo stesso prove dell’imperante Roma della qual ,oramai,sol si parla più che vederne le gesta dai suoi servi compiute?>>
<<lo si può attuare con orazioni all’ esercito e al
popolo dimodoché lo stesso possa aver
vigore e quindi confermar le credenze a cui lo stesso chiederà sostegno;lo
scritto di ciò è ottimo veicolo ,insieme all’ apportar con sforzo estremo
vittoria che possa risollevar lo spirito ,poiché ,come da me è stato già più
volte proposto,se noi,concentrando le forze,vincessimo,allora le milizie ,sebbene da punto di vista tattico possa all’
inizio sembrar errata tale mossa,si ravviveranno mentre noi sfrutteremo tale occasione per
esaltar i principi d’ occidente per cui
,miei cari, chiameremo il popolo e la leva ,con propaganda ,avendo così
esercito e riprender forza>>
<<perché ,o senato,imporre ai nostri cari di sacrificar affetti per riportar principi d’ occidente che popoli tanto inferiori non posson concepir? >>
<<perché ,o senato,imporre ai nostri cari di sacrificar affetti per riportar principi d’ occidente che popoli tanto inferiori non posson concepir? >>
<<ma ,miei cari,anteponete microbe(piccolo,in teoria
non esiste un aggettivo derivato da microbo)
realtà al benesser dell’ umana stirpe nella sua interezza?benessere generato
sol da principi da Roma ,lume incessante, sublimati, poiché
,sopraffandoli,dimostreremo come sol la democrazia (la scansione è sua,ossia è
dell’ orazione ,non segue la grammatica) ,e i principi d’ occidente, possan soverchiare ciò che tali barbari hanno
apportato.(con tono maschile e grave conclude il suo discorso con tali quesiti)è
questo,quindi, l’ occidente,miei cari?Come possiamo,noi,creder in qualcosa ,noi
in quanto nazione,se per la
stessa,insieme per luce eterna ed immutabile,non ci immoliamo? Poiché , pur
privandoci di uomini a Roma soci ,avremmo la possibilità di un’ Europa mondata da ogni nemico ,dando vantaggio sovrastante ciò per
il qual patiremo.>>
(riceve applausi )
(console)<<ma come possiamo ,noi,o senato ,basarci su
principi che astio cagionano nei confronti di gente che ,seppur straniera e
diversa ci sembri, non può esser definita da noi distante in quanto essi da noi
son disuguali ,non avendo quindi ragione per la qual dichiarar guerra, se non
per piccole razzie da essi compiute >>
<<e quindi lei afferma che ,sebbene avessimo dei
principi dei quali siamo sicuri della veridicità,dovremmo invece ammutolire ad
atti da essi eseguiti infrangenti i principi medesimi?>>
<<no,Darkòn, ma(dovremmo è sottinteso poiché preso
dalla principale dell’ altra frase,ndr) partire dal presupposto secondo il
quale ,essendo l’ etica opinabile,allora atti di quel genere non possono esser motivati da principi per i quali non si
ha grande sicurezza,essendo il margine d’ errore abbastanza alto>>
<<quindi lei afferma che il principio di democrazia
non sia un giusto motivo per il quale lottare essendo estremamente opinabile in
quanto principio?Ma, miei cari, qual popolo vuol sottomettersi a chi compie
razzie ,a chi non rispetta le genti o a chi ,disgustato dalla civiltà poiché
non comprendente la stessa ,si rivolti contro la medesima? Non affermo
,invero,che non esista l’ opinabilità delle ideologie ma che sia alquanto
difficile che un popolo preferisca la dittatura alla democrazia ,senza che io
porti prove per tale affermazione ,essendo scontata >>
<<ci sono popoli che combattono per il proprio
re>>
<<ma lo attuano essendo lo stesso saggio per cui ,se la democrazia si dimostra saggia,come è sempre stata avendo come calmiere il popolo,allora c’ è più probabilità che venga accettata ,senatore,sapendo che ,essendo la società a decidere chi pervenir al potere, è difficile che un governo attui un qualcosa di estremamente errato ,come un re potrebbe compiere ,perdendo così i voti per i quali detener il potere>>
<<ma lo attuano essendo lo stesso saggio per cui ,se la democrazia si dimostra saggia,come è sempre stata avendo come calmiere il popolo,allora c’ è più probabilità che venga accettata ,senatore,sapendo che ,essendo la società a decidere chi pervenir al potere, è difficile che un governo attui un qualcosa di estremamente errato ,come un re potrebbe compiere ,perdendo così i voti per i quali detener il potere>>
<<allora non posso controbattere alla vostra
affermazione se non asserendo che il popolo potrebbe non essere in grado di
scegliere ,essendo irretito da mere propagande?>>
<<ma ,mentre almeno il popolo sceglie,aumentando così
la possibilità che al potere salga un essere degno di ciò,se avessimo un
re,allora nessuno ne deciderebbe le sorti se non lui stesso>>
<<allora sarebbe cosa migliore un regime
aristocratico>>
<<ma ,se ci fosse un regime aristocratico ,allora lo
stato verrebbe facilmente amministrato solo per il regime medesimo mentre il
popolo ,pensando ad egli stesso,essendo la maggioranza della nazione, deciderebbe a favore della nazione,essendo la nazione il popolo medesimo>>
<<che si voti allora ,visto che la questione sembra
non terminare>>
<<si passi ai voti>>
(Darkòn s’ esalta
,nei pensieri della mente entusiasta, sorridendo essendo cosciente dell’ aver reso nulle l’
affermazioni di colui il quale aveva con lui dibattuto ,accennando al suo voler
le votazioni con un gesto d’ approvazione)
(persegue Darkòn)<<a meno che qualcuno non voglia
aggiunger qualcosa dopo che sol noi abbiamo parlato,non essendo questa la
vecchia Roma dei consoli ai quali tutto il potere si dava,come potremmo noi
esser interpretati per il fatto che sol noi abbiam qui preso parola ,come se nelle
mani potere ,ben più vasto del
consentitoci, avessimo>>
(attende non ricevendo risposta, passando così alla fase
delle votazioni dopo tale affermazione)
<<che si voti sì nel caso in cui s’ è d’ accordo con
una politica favorevole all’ esaltazione
dei principi dall’ occidente voluti nell’ applicazione anche attraverso la leva,
negando nel caso in cui ciò non è vostra
idea>>
I senatori ,votando con sassi,poiché in quell’ epoca così s’
attuava dopo la caduta del vecchio sistema repubblicano, essendo l’ invasion
lasciante sol l’ italia al Romano impero
e (essendoci state)le rivolte
portanti a ciò, ebber a favor la politica da Darkòn esposta emarginando a pochi voti ciò dall’ altro chiesto,ossia
di votar in difesa dell’ opinabilità delle idee ,non avendo
sicura prova sulla veridicità delle stesse,benché ,al termin di ciò ,egli( riferito a Darkòn,ndr) proseguì con
altre proposte d’ ordin sparso ,mostranti soluzioni a dilemmi che nell’
occidente,raso al suolo da occupazion avverse ,imperversavan insistenti.
Scorsi(part. pass. di scorrere) giorni
nei quali la pugna sul fronte si smosse traballando tra l’un e l’ altro fronte ,la
congiuntura(insieme di condizioni) versante in criticità impose a Darkòn di discender in guerra affinché dell’ esercito nessun non
potesse non sentir la sua possanza rassicurante gli animi ,insieme al suo comandare e muover l’ esercito stesso al fin
della salvezza non lasciando terreno al nemico,da lui sgomentato . Alle Alpi i
cuor s’ attorsero al suo arrivo
chiedenti il decesso delle ostilità torreggianti ogni angol del nord ,non
avendo altro da sperare ,benché in tal circostanza egli ,con discorso semovente(qui semovente ha
un significato poetico,ossia nel dizionario non esistente ,di ‘che smuove’),
acquietò (l’ animo) ,ispirando nel lor
animo vigor incessante avuto da
esortazion a lo compiuta di tal genere:
(Pervenuto al fronte, discorso di tal guisa attua con
dimestichezza)
<<che il mio esercito sia abnegato da tali incertezze e non privo di dilemmi,miei cari,con evidenza
non lo porrò in dubbio ,non avendo altro con cui provar l’ opposto;benché
possa ,miei cari ,asserir con fermezza che al mio arrivo la terra smetterà d’ aver giro a noi
contrario, lasciando che la nostra falange veda vittoria
prima che la stessa le sfugga , causata da avversità che guideremo affinché
diventino vantaggio per me e le nostre famiglie che vivi voglion che a casa,dal
sol picchiata essendo agosto,ritorneremo salutando i nostri figli di noi aventi
necessità d’ ascolto per cui ,miei
cari,abbandoniamo tale posto con vittoria esuberante
,non lasciando ai nemici alcunché dal qual aspirar a
successo (per)a noi straziante, non essendo per noi di rilievo soverchiar loro ma attuarlo di modo ché gli
stessi possan aver panico tale da non far qui
ritorno ,avendo trepidazione per
brandi ed aste da noi sguainate per
salvar la patria dal loro arrivo,rammentando i principi che possan condurre al sovrabbondar (con l’ accezione
di soverchiare,ndr)l’ altro essendo sol Roma unica assurgente tra i
molti(popoli)>>
mossosi tra le fila amiche, egli parlava salutando la patria
con segni e gesti d’ esaltazion della stessa ,con discorsi che di essa
instillavan la gloria ,mentre i soldati ne glorificavan anch’ essi ogni
ente provando affezion per ciò che lì li conduceva ,ossia
da da Darkòn ,esponente ideologie le quali aveva l’ occidente da poter
render noto alle altre popolazioni ,in quanto segno di civil regno.
Conobbe egli militanti che avevan dubbio(paura) su(i) barbari al fronte,incitandoli,conobbe
donne che lì curavan i soldati medicando
durante le pugne ,infondendo loro vigore affinché potesser render sani i salvatori
della patria e conobbe bambini lì risiedenti,chiedendo loro di esaltar i loro
padri al ritorno dalla guerra che molti folgorava con odio,adducendo ciò(ossia
il parlare tra le genti,non c’ è nelle proposizioni del periodo antecedenti
questa ma si sottintende ) al suo
mestier di politico e militare,non essendo lì differenza tra poteri,essendo per
lui politico colui il qual anche ideali issa tra le genti con temperanza, congiungendo gli animi verso reciproca assistenza col fin della
nazione civile. Così la guerra imperversò di nuovo sul fronte ,ancor più
attiva, non avendo altro se non pugne , non essendo preluse da nessun discorso
civile che potesse di queste discuter le sorti o evitar l’ applicazione ,mentre
con maestria Darkòn perconduceva(poet.
condurre) le operazione accerchiando avversari che ,dalle alpi arrivanti,venivan
indietro respinti finché egli non optò
per il compier ciò che propose ,ossia
di ,con un sol colpo, trapassar sfondando la linea nemica pervenendo quindi
all’ apportar sfiducia nei barbari con conseguente accrescimento d’ umor tra i romani che stentava essendoci
da ere(anni,poet.) un battagliar sul fronte privo di risvolti che potrebber
causar il cessar delle razzie frequenti ,pressanti le popolazioni indifese a tali attacchi furtivi provenienti dal nord.
Adunò con possanza e con orazion persuadenti le truppe, chiedendo alle stesse d’ eseguir
ciò da lui esposto e così ,non appena si sarebber del tutto riuniti vicino a lui, parlante tra le
masse,asserì con focoso ardor inaudito
<<Cari soldati,chi di voi non vuol che tali scontri
cessasser con nostro conseguente padroneggiar ?(silenzio al suo domandar)Chi di
voi non ha mai voluto far ritorno alla propria patria o adornarsi di soverchio onor con successi di certo maggiori di tali sul confin scaramucce?(silenzio)Allora
,miei cari,visto che tutti sembran voler destino migliore o maggiormente
meritevole ,snudate bardi ed aste poiché oggi con lampo
impresumibile(poetico,non esistente da me inventato tale termine) le schiere
nemiche verranno da noi sobbalzate(con accezione estesa di scuotere) con fulmineo affondo ,non
avendo altro da compier se vogliamo con fermezza aver ritorno a casa senza che
nessuno possa lì(ossia senza che noi non moriamo a casa vicino cui andrebbe la
bara) posar la nostra bara ,non avendo morte onorevole essendo deceduto per
vecchiezza ché per aver sgozzato molti nemici i quali ,intimiditisi,ne hanno
tolto la vita prima che lo stesso possa attuar altro che d’ arme veemente avesse apportato(che avrebbe apportato un
qualcosa concernente l’ utilizzar un arma in modo veemente) per cui oggi ,che termini tale strazio soverchiando con tal schermaglia(sign. est. scontro) ,con
tutte le truppe di Roma radunatesi, indegni barbari che sul confin si stagnano ,affinché potessimo noi la superiorità di Roma
render palese ad ogni stirpe qui stante ,
essendo noi alla lupa avvezzi >>(qui si esagera il concetto
portando al concepimento l’ idea secondo la quale il fatto che una persona sia
di sangue romano la porti ad esser stata allevata anch’ essa dalla lupa,avendo
la stessa tenuto in affetto Romolo e Remo,ndr)
Applaudono(nel senso esteso di approvare) gli eserciti qui
riuniti da tutt’ Italia ,all’ idea ,preparando ogni arnese e avendo a cuor il ritorno alla dimora o il
recarsi ad altri conflitti che onor avrebber
potuto cagionar a chi in essi stragi effettua. Partiron subito ,dirigendosi
verso l’ accampamento avverso di maggior rilevanza ,finché ,raggiunto,essendo
ben strutturati(organizzati), in leste mosse incendiaron il tutto
asserragliando l’ accampamento medesimo mentre ,coloro che uscivan col fin di
rivolta a tal atto(allitterazione), venivan subito resi nulli da picche o
acciari(spade) o altri utensili(nel senso esteso di oggetti) servienti in tal
circostanza quali dardi
nelle schermaglie lì createsi che(riferito a dardi) ,come onde ,travolgevan coloro i quali ad
essi si opponevan interponendosi al lor
cammino. Avendo desio ribollente, quello d’ aver altro, ebber fiducia non
appena egli con drappelli,in poco tempo invase i territori al di fuori delle alpi
riconquistando ciò che in parte la repubblica aveva al di fuori delle stesse ,fino
al pervenir al Danubio vicino al qual si fermarono ,essendo Darkòn richiamato
urgentemente a Roma per render palese(noto,esplicato) ciò accaduto per il qual
ora la stessa aveva assunto imperio su
regioni che da tempo non vigilava ,essendoci
stata l’ invasion nemica riducente comando dell’ antico impero da Roma supervisionato e detenuto con suprema
maestà . Egli non ebbe dilemmi nel conferir il tutto esortando Roma(Roma qui è
inteso come il senatpo che di essa rappresenta il popolo) a cagionar ciò che con gli italici attuò con destrezza
,ossia il render attecchiti valori
affiguranti i di Roma medesima dogmi , dopo
che ,caduta l’ antica repubblica,la nuova promosse,spinta dal continuo aumento
di rappresaglie nella regione italica,una politica maggiormente democratica ,aprendo
i confini entro i quali si votasse in tutta l’ Italia, facendo quindi della
stessa principio dal qual tutto trae
origine ,essendo la stessa fonte dalla qual desumere armonia tra le parti ,sebben ad essi(qui essi
si riferisce agli accadimenti prima esposti,benché non ci sia in forma
esplicita,ossia la forma scritta del nome,il termine accadimenti ) si aggiunga il contrasto coi barbari del nord
che ,poco inciviliti,dovevan da Roma aver insegnamenti grazie ai qual divenire
anch’ essi civiltà con Roma stessa sviluppante per cui tale discorso proferì in
senato in difesa di ciò che egli voleva che avesser i popoli da Roma avuti sotto protezion della stessa
(sostiene Darkòn ,convocato in senato)
<<Cari senatori,se
ciò di cui sto per accennar qualcosa, qualcuno non senta la necessità di
sentire essendo contro i suoi interessi, allora, che esso venga esiliato da
Roma stessa che contro ciò che esporrò non può opporsi ,essendo lo stesso
richiesto ad ogni popolo che civile si definisca ,essendo la base dalla qual
archetipo viene concepito(ossia l’ archetipo di un paese civile) .Comunque
,posto (ciò)in quanto principio di tale discorso,allora potrò mettervi al corrente
delle mie dissertazioni poste in essere in qualità di pensamenti che premono(me stesso) affinché gli stessi divengan
uscenti dal mio animo ,non volendo
permaner segregati nella coscienza,di essi creatrice opprimente. Abbiamo,di fatti,conquistato regioni
le quali necessitano di una preponderate civilizzazione alla quale dovrà
seguire una democratizzazione portata alla civiltà medesima i cui territori a
Roma appartengono>>[cessa il suo disquisire notando persona la qual a lui
quesito porrà ,determinato dal fatto che dubbio imperante(rispetto agli altri
pensieri) aleggi(aleggia) nel suo cerebro,non permettendo altro che la sua
esplicazione]
<<ma ,miei cari, come potete e come puoi ,tu ,Darkòn,
reputar d’ egual piano ai romani, forestieri o barbari,se è di costume tale
accezione,(ossia qui lui utilizza accezione poiché ragiona riguardo le immagini
mentali date ad enti per cui qui il termine accezione va a definire ciò che
significano queste persone per i senatori poiché lui percepisce che il termine
barbaro predisponga di una rappresentazione mentale diversa da quella richiesta
da forestiero ,maggiormente neutrale benché vada a sottolineare la separazione
tra la civiltà romana,urbana e non legata alla terra intesa come la semplice
percezione materiale,e i barbari qui posti quasi a livello di animali,ossia
mentre il termine barbaro indica il fatto che non parlano latino e non sono
civilizzati rendendo quindi comunque allo stesso piano le due parti separate
solo da una diversa civilizzazione che per quanto li separi lascia un certo tra
loro legame, mentre qui forestieri
assume un’ accezione maggiormente razzista,come sopra ho spiegato, benché non
sembri di primo impatto) , appena soggiogati gli stessi , non aventi capacità
di ragionamenti coi quali pervenire a conclusioni adatte al voto al
senato,essendo lo stesso il maggior ente sul quale sol persone sagge dovrebbero
esprimersi in materia di scelta di chi al potere dovrebbe arrivare?>>
<<non a caso,senatore,ho parlato di processo di
civilizzazione>>
<<e Roma dovrebbe sprecar divin pubblico affare(soldi pubblici) per render civili popolazioni arretrate non aventi il sacro sangue dal qual ,grazie al sacro Enea,deriviamo?>>
<<e Roma dovrebbe sprecar divin pubblico affare(soldi pubblici) per render civili popolazioni arretrate non aventi il sacro sangue dal qual ,grazie al sacro Enea,deriviamo?>>
<<si proferiva la stessa cosa ,senatore,anche nel
momento in cui all’ usufruir del voto non avessero partecipazione gli italici
benché anche questi or votino>>
<<ma ,anche se fosse,non possiamo spendere soldi per
aumentar l’ elettorato col qual discutiamo>>
<<ma ,senatore ,se noi così non attuassimo,allora la gente del posto,influenzata dalla nostra democratica cultura,ci riterrà(periodo ipotetico misto) dei semplici schiavisti rivoltandosi al nostro operato ,mentre ,se avessimo un sistema democratico che loro inglobasse,allora non potrebbero far altro che star sotto le redini della Roma conquistatrice di mondi, essendo gli stessi percepiti come aventi pari dignità rispetto agli altri popoli coi quali avranno maggiori contatti a causa dell’ accrescer economico conseguente alla civilizzazione ,non avendo quindi motivazione per la qual organizzar rappresaglia>>
<<ciò non lo posso negare>>
<<ma ,senatore ,se noi così non attuassimo,allora la gente del posto,influenzata dalla nostra democratica cultura,ci riterrà(periodo ipotetico misto) dei semplici schiavisti rivoltandosi al nostro operato ,mentre ,se avessimo un sistema democratico che loro inglobasse,allora non potrebbero far altro che star sotto le redini della Roma conquistatrice di mondi, essendo gli stessi percepiti come aventi pari dignità rispetto agli altri popoli coi quali avranno maggiori contatti a causa dell’ accrescer economico conseguente alla civilizzazione ,non avendo quindi motivazione per la qual organizzar rappresaglia>>
<<ciò non lo posso negare>>
<<ma non solo ,miei cari,se un giorno venissimo
invasi,allora ognuno ,da tali territori proveniente, combatterebbe per Roma
esaltandone la democrazia,avendo avuto un
ruolo nella stessa , sentendosi quindi parte del sistema ideologico nel
quale voglio che essi entrino. Mentre ,se ciò non accedesse ,allora la
convivenza diverrebbe tragedia scadendo in corruzione ,nata dalla mancanza o
dall’ inconsapevolezza di ideali che potrebber comandar il paese>>
(seguita ,poi,dopo che il silenzio irruppe nella sala )
<<è anche vero infatti ,miei cari,che il fatto che si
aggiungano altri votanti non renderebbe diverse le possibilità di voto di
ognuno di noi essendo difficile ,stando alle ideologie dei partiti,che il loro
modo di vivere influenzi in maniera determinante la scelta di voto avendo una romanizzazione
tale da renderli simili ai romani stessi, portandoli a idee simili anch’ esse a quelle
dagli stessi esaltate(poet. la ripetizione è volontaria)>>
(un altro interviene)
<<allora chi di voi è favorevole al fatto che queste popolazioni possano ,come tutte quelle che all’
impero romano si aggiungano essendo lo
stesso conquistator di popoli,avere il diritto di voto avendo vita come a un romano s’ addice?Per questo, che si
indicano( da indire,congiuntivo presente terza persona plurale) le votazioni
affinché tale mistero venga sciolto essendo assillante ogni nostro afferrar
concetto(afferrar concetto = pensiero),a meno che qualcuno di voi non voglia
aggiunger altro a ciò già affermato>>
(nessuno fa cenno d’ altre argomentazioni ,lasciando che il
voto ,favorevole alla fine a ciò da Darkòn proposto,venga attuato)
la speculazione
filosofica da lui avuta determinò la maggioranza mentre coloro contro i quali
lo stesso si schierò biasimavano il voto con scuse le quali andavan solo ad
adulterare gli ideali da Darkòn esaltati , per il fatto che gli stessi ebber la
meglio contro più tesi favorevoli al
conservatorismo privo d’etica ,non bilanciato quindi da una politica che
sappia coniugare il conservatorismo medesimo con l’ espansione economo –
politica avvenuta in Italia e in altri paesi,insieme al fatto che lo stesso non
vada a valutare le conseguenze sociali avute dal razzismo che l’ Italia avrebbe
compiuto nei confronti delle regioni soggiogate, non avendo ad esse concesso il
voto come se dello stesso avesser merito sol i romani , inducendo le stesse a compier atti non aventi alcuna
moderatezza anch’ essi .
Tale politica nacque per il fatto che il sopra citato(Darkòn) riuscisse,fintantoché signoreggiasse(signoreggiava,per compiere l’ allitterazione il poet. ha utilizzato il congiuntivo) essendo in presenza(poetico,essendo presente),a risvegliar quell’ etica di cui pochi avrebber avuto concepimento(che pochi avrebber concepito) ,non avendo i senatori,se lui non ci fosse stato,quella voce che tanto rammentasse ciò che Roma intrinsecamente maneggiava(figurativo,aveva ) in quanto ideale,pendendo(figurativo,tendendo,riferito ai senatori) quindi su ciò che sarebbe a loro convenuto ,incoscienti di ciò che più di tutto Roma avrebbe dovuto condurre,ossia il lume umano ,non avendo altro da ritener opportuno se non dedicar(il propriio tempo,o-si) ai danari,dalle tasche fuoriuscenti ,benché gli stessi non bastassero richiamandone altri come la peste con le sue vittime attuava per cui(questo ‘per cui’ si riferisce a ciò che affermò molto prima) decise di recarsi in tali posti chiedendo alle milizie
Tale politica nacque per il fatto che il sopra citato(Darkòn) riuscisse,fintantoché signoreggiasse(signoreggiava,per compiere l’ allitterazione il poet. ha utilizzato il congiuntivo) essendo in presenza(poetico,essendo presente),a risvegliar quell’ etica di cui pochi avrebber avuto concepimento(che pochi avrebber concepito) ,non avendo i senatori,se lui non ci fosse stato,quella voce che tanto rammentasse ciò che Roma intrinsecamente maneggiava(figurativo,aveva ) in quanto ideale,pendendo(figurativo,tendendo,riferito ai senatori) quindi su ciò che sarebbe a loro convenuto ,incoscienti di ciò che più di tutto Roma avrebbe dovuto condurre,ossia il lume umano ,non avendo altro da ritener opportuno se non dedicar(il propriio tempo,o-si) ai danari,dalle tasche fuoriuscenti ,benché gli stessi non bastassero richiamandone altri come la peste con le sue vittime attuava per cui(questo ‘per cui’ si riferisce a ciò che affermò molto prima) decise di recarsi in tali posti chiedendo alle milizie
di contribuir alla
messa a punto di strade insieme a scuole e istituzioni che della democrazia
avevan vanto recando ispirazion(e)(impulso)
di inaudita(va interpretata in
tutti i suoi significati,ossia mai sentita,nuova ma anche maestosa
,signoreggiante) civiltà a popoli che
della stessa(ossia poco avevan percepito,essendo da tempo sotto il dominio
barbaro,cosa sia la civiltà intesa dal punto di vista romano,) poco avevan
sentito dibattere essendo(ci) molti anni dai quali Roma,conquistati quei
territori,desisté per man barbara ,avendo gli stessi infranto i
confini guidati dall’ eccitazion di danaro che la stessa a tutti apportava per l’ immagine che della medesima (forma impersonale)si raffigurava,avendo(lo
scrittore si riferisce agli abitanti di queste regioni) quindi di quella città
solo figura sfocata appuntata(qui nell’ accezione estesa di ‘spiegata in modo
molto parziale’) dai loro antenati ,morti la gran parte in
pugne,insieme a quella(riferito a immagine) che i Barbari in loro
causavano,avendo gli stessi accentuato con la loro stoltezza l’ esuberanza(qui
per esuberanza s’ intende l’
esagerazione generata dal confronto con queste popolazioni che andavano ad
accentuare la portata dell’ immaginazione su Roma a causa del netto divario tra
i due micromondi)nel di confronto (nel confronto di Roma con loro[che erano
sotto il dominio barbaro]) Roma ,in contrasto a ciò che alle popolazioni vicine
accadeva(ossia ai romani con cui erano confinanti),divenendo quindi la stessa
sempre più rinomata ,graziosa e severa
contro chi della stessa facesse beffe sconfiggendo coloro che oltr’ Alpe avevan
intenzione di avventurarsi ,ignari della potenza di cui Roma disponeva raggiante.
Perseguì ,dopo ciò,l’ assoggettar popoli a Roma
conquistatrice, con l’ ausilio di politicanti mentre fermamente egli avanzava radendo al suolo ogni avverso ,dal
funesto fato,in cui s’ imbatteva incorrendo a mala sorte, riponendo
sotto la radiosa la
Gallia ,circondando turbe affilatesi di lame(poetico,armatesi) che tentavan di arginar il suo invader così lesto
la regione(una regione tra quelle conquistate generica);senza per lui torto o
disprezzo egli ammazzava chi davanti a lui orbitasse senza che
lume lo rendesse dubbioso ,inconsapevol degli atti da lui commessi senza alcun riguardo (di)su chi,uomo
anch’ esso,moriva sotto i colpi prostranti che la spada funesta effettuasse(poet.
cong.) . Così pervenne in Bretagna ,annettendo
la regione senza dilemmi ,avendo poco col qual aver militar confronto essendo i
barbari indebolitisi dall’ arrivo di altri che in Europa fecer strage(i barbari
d’ oriente,s’ intende), assumendo padronanza(qui padronanza ha un significato
un po’ esteso,ossia assumendo posizione di chi ha il potere) sulla parte occidentale del continente piegatasi
al suo(suo= di questo insieme,o unico popolo,che invase/sero l’ occidente) volere ,mentre qualcuno ,allertato dal suo(qui suo si riferisce a Darkòn,suo
avvenire = futuro) avvenir, tramava affinché
il potere di Darkòn potesse decedere ,essendo divenuto troppo capillar nel suo dominio(avendo un potere,una influenza,
capillare)per le orazioni insieme alle campagne che tanto cagionaron a Roma guadagni, non
appena il tutto sembrava esser socchiuso
dall’ arrivo di coloro che sommisero ogni speranza(i barbari d’ oriente) .(senato,Darkòn
non è presente dovendo guidar l’ esercito per annessioni mentre proposta iniqua su di lui viene attuata)
(prima del congresso senatori da vari partiti s’insediano sentendo il parere di colui il quale a lor rivolge parola non essendoci ancora
senatori fedelissimi a Darkòn)
<<miei cari,maggior il tempo nel qual a Darkòn
facoltà d’ azione è concessa maggiore sarà la dilapidazione dei beni dal
senato avuti ,avendo lui stesso perseguito politica che tende ad accorpar
ammassando(rafforzativo l’ uno dell’ altro)
il favor del volgo lasciando che lui solo , accentrando il poter(il potere è un compl.
ogg. retto da due verbi) ottenga ,non avendo ancor noi agito a suo svantaggio ,sebbene
alcuno(qui, sebbene la frase non sia negativa,alcuno assume un’ accezione
negativa,ossia lo si traduce nessuno)
tra noi volesse che con le sue orazion d’ etica noi perdessimo i nostri
privilegi ,non avendo altro se non accettar le stesse affinché non ci trovassimo in situazion nella quale ,negando
le stesse, allora il popolo,consapevole avendo presente l’ orazion medesima,
contro di noi si schiererebbe invero ,l’ offrir libertà a quei popoli da lui
conquistati ,dissipando ciò a noi più
caro(i soldi ndc) nella costruzione di istituzioni democratiche insieme all’ istallazione di sedi provvisorie per le
elezioni , addurrebbe a Roma un dispendio
tale da non poter essere accettato se
attuato per persone a cui sangue romano
non scorra, soprattutto per il fatto che
tale mossa politica nascerebbe col fin di aver voti a favor suo ,permettendogli
di pervenir al potere privando di noi i privilegi ,per ideal di
populismo adombrante la posizione
sopraelevata del senato nei confronti della plebe che ad esso è sottomessa per
cui,miei cari,se non volete perder ogni vostro bene per le sue labili pretese
di cui tutti noi conosciamo la fallaccia essendo la plebe incolta e terrena per
permettere una regolarizzazione del potere statale che possa sostituire il
nostro,ben più moderato e saggio , che
in spedizion dalla qual tornar vivo è al di fuori dell’ umana stirpe venga inviato
,avendo
lo stesso non abbastanza mezzi per assoggettare ciò a cui noi lo destineremo >>
(senatore)<<o senato ,quest’ uomo è di Giove pargolo, avendo egli stesso compreso come Darkòn a favor del popolo si pone sol per ricever favori di cui ci priva,occultando
i nostri benefici >>
(lo stesso senatore attaccante discorso)<<son d’
accordo,dai nostri benefici da tempo da noi ostentati si dispiegherebber fondi
per chi non merita ; per cui ,prima che la seduta inizi,dovendo
esserci fra poco per la stessa colui che di essa scrive ogni cosa ,ossia rende
eterno poiché potrebbe diffonderlo al popolo essendoci senatori a Darkòn
alleati(ossia diffondendo la voce,i senatori a Darkòn alleati,la renderebbero
eterna come se la scrivessero) ,patteggiam ora ,affinché si possa sceglier sul
modo in cui ,senza che la popolazione in ciò losco ravvisi,aver Darkòn in
perpetuo star fuor dell’ eterne(di) Roma mura, prima che dalla guerra ,vincitore ,ritorni ,cercando
quindi di far in modo che a Roma con l’
esercito non pervenga ,avendo lo stesso condizione colla quale esser definito
dai romani come benefattor di Roma ,essendo l’ entrata all’ Urbe d’ impatto
psicologico ben maggiore della nuova(riguardo la sua vittoria in guerra grazie
alla quale ha conquistato dall’Alpe fino al Danubio),che comunque animi a favor
suo spieghi(poet. il congiuntivo) a
favor suo >>
<<allor inviamo araldo a colui del quale dibattiamo
affinché ,raggiunto l’ oriente con fin di conquista,da esso non ritorni se non
cadavere sul cavallo da egli avuto a rapportar amar destino di morte >>(i
senatori applaudono all’ idea mentre il
tutto si prepara per la seduta ,finché ,pronto il tutto,il senato si smuove
essendo arrivati senatori a Darkòn soci )
<<che il senato senta ciò che per tutti ho da
affermare;oggi del magnifico Darkòn si ha avuto notizia secondo la quale lo
stesso abbia conquistato i territori dell’ Europa occidentale per la qual
spesso ci destreggiavamo ,avendo io per lui idea con la qual perseguir ciò da
lui attuato coll’ irretir altri territori in oriente sotto la stretta di Roma
che i popoli accoglie ,inviando ad egli tale nuova alla quale farà seguito
un piccol drappello di cui dopo si
discuterà la composizione che partirà non appena lo stesso ce ne chiederà sul
campo l’ esistenza in cui egli stesso
combatta,per il dove egli stesso dovrà appiattir avanzata ,allor sarà senato
,in seguito ad altri accadimenti ,ad aver parola >>
(risponde uno tra coloro i quali posteriormente
pervenne,ossia senza che senta ciò da prima da altri tramato)<<eppur
,Darkòn giovine si presenta per tali campagne ,si ricordi ,o senator che troppo
ostenta di Darkòn bravura ,non che su di essa abbia da porre dubbiosa affermazione benché lungi
dal ritenere che egli dalle alte di Roma mura possa troppo distanziarsi>>
<<ma ,miei cari, quanti anni son passati senza che
Roma possa riconquistare ciò che perse a causa della man nemica,sebbene ora lui
,travolgente, abbia riordinato gli schemi a favor nostro dimostrando destrezza
(nel muoversi nel campo di battaglia) tale da non poter esser qui ottenebrata
dalla sua giovinezza ,non essendo la stessa determinante alcun imprudenza nelle azioni ?E ora che tal generale
possediamo, non attuiamo alcunché affinché
lo stesso possa servir di Roma lungimirante imperio ?>><<comprendo,
allor ,che il senato decida se ciò da lei proposto possa esser eseguito ,a meno
che altri vogliano attinger a ciò appena
discusso per perseguitare in essa(s’ intende:continuare nella discussione)>>
(attende ,prima che il voto venga realizzato uscendo vincitrice tale idea mentre si opta di inviare a Darkòn un legato col qual lo stesso venga a conoscenza del destin dal senato prescelto)
(attende ,prima che il voto venga realizzato uscendo vincitrice tale idea mentre si opta di inviare a Darkòn un legato col qual lo stesso venga a conoscenza del destin dal senato prescelto)
Egli sul fronte stava con la marmaglia avanti al quale s’ effettuava
una circospezion da parte dello stessa nelle lande a nord del Belgio ,avendo
oramai Darkòn medesimo posto fine a ciò a lui richiesto,preparandosi per Roma
alla quale avrebbe fatto ritorno ,sapendo d’ essere accolto in funzion di
generale e senatore ,ruoli a cui egli faceva parte sebben mai da
lì partì quando ebbe a conoscenza dal messo di ciò(che) il senato per lui (ha)
prescelto
<<che mi oda almen per aver presente il fatto che a
Roma non avrà residenza temporanea dovendo egli recarsi avanti annettendo altri
spiazzi a favor dell’ urbe dall’ eterna grazia ,placando le scorrerie dei
Barbari che qui scorrazan>>
<<riferisca al senato che io accetto tale missione ma
,le chiedo, dove avrò posto nel qual arrestar la mia avanzata?>>
<<ciò lo stabilirà il senato in seguito ai risultati da lei ottenuti>>
<<ciò lo stabilirà il senato in seguito ai risultati da lei ottenuti>>
Si gira ,con tono truce
e contento per l’ ardua occupazione dal senato scelta ma anche per l’ onor che essa riserva,verso il
compagno che fin da piccolo lo aveva allevato,vetusto d’ aspetto ma nobil d’
animo
<<che tale decisione sia difficoltosa ciò è reale ma
che la stessa sia affidata a me ,ciò mi strugge(ripetizione soggetto e resa
diversa ciò = il fatto ,ndr)>>
<<comprendo, invero non posso che sgomentar non sapendo il perché dell’ aver a te affidato ciò che così come dal messo esposto appar complesso pur essendo tu troppo acerbo(immaturo,non maturo) per ciò che propongono per cui ti chiedo di non accettar alcunché non essendo sicuro se tale scelta abbia una ragion di competizion politica essendo tu popolare per le tue orazioni o semplicemente territoriale>>
<<comprendo, invero non posso che sgomentar non sapendo il perché dell’ aver a te affidato ciò che così come dal messo esposto appar complesso pur essendo tu troppo acerbo(immaturo,non maturo) per ciò che propongono per cui ti chiedo di non accettar alcunché non essendo sicuro se tale scelta abbia una ragion di competizion politica essendo tu popolare per le tue orazioni o semplicemente territoriale>>
<<comunque a causa della stessa potrò cagionar a chi
da me conquistato ciò che l’ occidente
esalta come la democrazia da me in senato glorificata ,mentre i popoli
potrebber riscoprir giulivo d’ occidental provenienza >>
<<non contar troppo su ciò che l’ occidente esalta>>
<<non contar troppo su ciò che l’ occidente esalta>>
<<ma non eri tu,primo fra tutti,a sublimar principi
per i quali masse enormi muovon guerra contro le ingiustizie dei barbari mentre
ora,con riluttante tono,tutto schermi minimizzando ciò che t’ era caro, non
rammentando come non si possa che provar passione per tali ideali sapendo che
popoli,famelici ,oppressi da signori ,in attesa che l’ occidente lì ,con la sua
luce, pervenga con solenne incedere
,arrancan scovando vigore in attesa
dello stesso, radioso tra le masse >>
<<Darkòn,non lasciar che tali ideali siano inneggiati violenti e accecanti la tua mente, benché essi possan affigurar come giusti e realizzabili ,avendo in coscienza oscura che nessuno dedica veramente il proprio sé a
ciò di cui parli ,mentre furor per futil materia e corruzione
aleggian soltanto,privo ognuno
dell’ etica ch’egli stesso esalta mentre i politici non sfuggono a tale regola
macchiandosi ancor di più ,sfruttando
tali ideali per scopi che poco con essi hanno a che vedere, deturpando i
medesimi ,rendendo umano e terreno ciò che divino e trascendente si diffonde
tra i cuor di coloro che come te tendon al nulla>>
<<no,non può essere
se non materia vivente(cioè non posso non esistere questi principi) ciò che tu descrivi ,essendo solamente
umanizzato ,dimostrando quindi d’ esser solo pura traslazione dell’ uman
peccato a render iniqui principi che noi stessi non elidiamo ,appestato ,tale
ideale,da cui l’ uomo non riesce a distaccarsi ,essendo contrario quasi al suo
essere per l’ uomo stesso,reso
prigioniero dai suoi terreni averi e dalla terra stessa,elevarsi comprendendo
ciò che tutto guida come i principi medesimi(medesimi perché riferiti a quelli
di cui stavano parlando,ndr)>
(lo avvicina a lui cingendogli
il petto con l’ arti superiori e
affermando in risposta alla sua or detta affermazione)
<<oh,Darkòn,che il tuo nobil animo non sia mezzo col qual politici possan ottener ciò che coi principi tentan di giustificare, essendo tu troppo mondo e spontaneo per divenir lor preda,possa ,tu, viver solo di sogni(che) la mente accompagnano ,avendo io pavento di saper cosa potrebbe accadere ,se realtà troppo scabra per te possa manifestarsi annichilendo ciò per il cui esser divino credevi in questo(ossia ciò,i principi) >>
<<oh,Darkòn,che il tuo nobil animo non sia mezzo col qual politici possan ottener ciò che coi principi tentan di giustificare, essendo tu troppo mondo e spontaneo per divenir lor preda,possa ,tu, viver solo di sogni(che) la mente accompagnano ,avendo io pavento di saper cosa potrebbe accadere ,se realtà troppo scabra per te possa manifestarsi annichilendo ciò per il cui esser divino credevi in questo(ossia ciò,i principi) >>
<<ma come affermar ciò? Come render fumose affermazioni
e glorie di Roma ,eterna per grazia,la quale ,prima d’ ogni altra ,raggiunse
nobile operato d’ aver civili popoli dopo che essi,sotto le romane spoglie(poet.
ossia dopo che molti romani morirono),han patito la sconfitta alla qual Roma
suprema addusse fine supremo il tutto movente,atto puro al qual alcuno possa
controbatter col suo esser maestosa>>
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